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A Facce da Città ospite in studio il cantautore e musicista Sasà Calabrese

Sasà Calabrese a “Facce da Città”: tra tour teatrali, ricordi e l’emozione della paternità

Nella XXXI^ puntata di Facce da Città ospite Sasà Calabrese: la musica come missione, il teatro come casa e la famiglia come porto sicuro.

3R Srl
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C’è chi la valigia la prepara per necessità e chi, come Sasà Calabrese, la trasforma nel simbolo di una vita intera dedicata all’arte. Nell’ultima puntata di Facce da Città, il talk condotto da Mariarosaria Rizzuti e Marcello Romanelli, il cantautore e musicista cosentino si è raccontato a cuore aperto, portando in studio non solo il suo talento, ma anche l’entusiasmo di chi ha trasformato un sogno d’infanzia in una solida realtà professionale.

Una carriera tra i grandi della musica italiana

Calabrese è reduce da tour prestigiosi che lo hanno visto al fianco di icone come Anna Mazzamauro e Mario Venuti. Durante l’intervista, l’artista ha sottolineato il fascino particolare delle tournée teatrali: “Il mondo del teatro è diverso da quello della musica, è più morbido negli spostamenti ma molto impegnativo negli allestimenti”. Un percorso, il suo, iniziato già tra i banchi di scuola, quando disegnava le locandine dei suoi futuri spettacoli, spinto da una vocazione naturale mai ostacolata dalla famiglia.

Riflessioni su Sanremo e il panorama musicale attuale

Da “Sanremese doc”, Calabrese non ha risparmiato critiche costruttive all’ultima edizione del Festival. Pur riconoscendo il valore di artisti come Geolier (citando la forza del televoto) e la qualità di Serena Brancale (testo scritto da autori calabresi), il musicista ha lamentato una mancanza di “guizzi” nei testi: “Possibile che nessuno abbia parlato dell’attualità? Le canzoni sono tutte “sole, cuore, amore”. È mancato il coraggio di guardare a ciò che succede nel mondo”. Unica eccezione degna di nota per lui? Sayf, capace di inserire riferimenti importanti in una struttura apparentemente leggera.

Il legame con Cosenza e il successo di “Lucio Dalla”

Uno dei momenti più intensi dell’intervista ha riguardato lo spettacolo dedicato a Lucio Dalla, realizzato insieme a Daniele Moraca e Dario De Luca. Un progetto nato nel difficile periodo della pandemia e che ha collezionato ben 110 repliche in tutta Italia. Marcello Romanelli ha colto l’occasione per lanciare un appello diretto al sindaco Franz Caruso: “Questo spettacolo merita il Teatro Rendano, è un’opera fatta da tre eccellenze cosentine che emoziona profondamente”.

Gli incontri indimenticabili: da Proietti a Mariella Nava

Nel ripercorrere i grandi incontri della sua carriera, Calabrese ha ricordato con emozione Gigi Proietti: “Più sono grandi, più sono normali, perché non hanno bisogno di dimostrare nulla”. Un ringraziamento speciale è andato anche a Mariella Nava, definita fondamentale per la sua crescita professionale, essendo stata la prima a volerlo per una grande tournée.

La sfida più bella: essere papà

Oltre la musica e i palcoscenici, oggi la priorità di Sasà Calabrese ha un nome e un volto nuovi. La nascita di suo figlio ha cambiato radicalmente la sua scala di valori: “Il palco è in simbiosi con me, ma adesso che sono papà non vedo l’ora di rientrare a casa”. Un’emozione che traspare chiaramente dalle sue parole e che chiude il ritratto di un artista che, nonostante il successo, resta profondamente legato alle sue radici e ai valori più autentici.

L’appuntamento con Sasà Calabrese prosegue nei teatri, con la promessa di continuare a emozionare il pubblico con la sua “valigia del cantautore” sempre pronta per una nuova storia da raccontare.

orocash
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