Nuova frode fiscale da 2 milioni nel cosentino, le fiamme gialle hanno individuato l’intestazione di una società a una persona fantasma; imprenditore cosentino rischia da uno a sei anni di reclusione

Nel mirino della guardia di finanza i prezzi di vendita dei prodotti, che prevedevano un notevole ribasso rispetto a quelli delle imprese concorrenti. La verifica si inserisce in un’operazione ad ampio raggio che ha permesso di individuare numerose truffe ai danni dello Stato, messe in piedi per la maggior parte su tutto il territorio cosentino e che ha impegnato negli ultimi tempi le autorità senza sosta.
La verifica dei militari ha permesso di accertare l’emissione di documenti falsi per acquistare beni tecnologici senza l’applicazione dell’Iva, operazione che consentiva la società di immettere i prodotti sul mercato a un prezzo notevolmente più basso.
In seguito alle verifiche la società è risultata formalmente gestita da un legale rappresentante fantasma mentre era effettivamente amministrata da un imprenditore cosentino, operante anche in altri settori di mercato, denunciato per dichiarazione fraudolenta ed emissione di altri documenti per operazioni inesistenti, violazioni sanzionate con la reclusione da uno a sei anni.
Al fine di assicurare la restituzione delle imposte evase ed il pagamento delle relative sanzioni sono state attivate le procedure finalizzate al sequestro dei beni patrimoniali esistenti per valore equivalente a quello evaso. Un nuovo episodio di frode fiscale e conseguente sequestro di beni va a confermare il primato nazionale che la regione detiene per valore di beni sequestrati.
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