Giovedì 26 febbraio al Salone degli Stemmi un dibattito per restituire la riforma alle sue radici riformiste e garantiste.
Restituire una storica battaglia di civiltà alla sua matrice originaria: quella cultura giuridica della sinistra riformista che, ben prima delle attuali contese politiche, aveva individuato nella distinzione tra PM e Giudice il pilastro del “giusto processo”. È questo l’obiettivo dell’incontro “La sinistra che vota Sì”, che si terrà giovedì 26 febbraio alle ore 17:30 nella prestigiosa cornice del Salone degli Stemmi, presso il Palazzo della Provincia di Cosenza.
Una riforma che nasce a sinistra
L’evento punta a scardinare il luogo comune che vede la separazione delle carriere come un’esclusiva della destra. Al contrario, i promotori dell’iniziativa intendono riaffermare come l’esigenza di un giudice terzo e imparziale affondi le radici nella migliore tradizione democratica: dalla Riforma Vassalli del 1988 ai lavori della Bicamerale D’Alema, fino alla storica modifica dell’articolo 111 della Costituzione.
Un parterre di alto profilo
Il dibattito vedrà il confronto tra alcune delle voci più autorevoli del panorama politico nazionale e dell’avvocatura, personalità che hanno segnato la storia del riformismo italiano:
Mario Oliverio, già Presidente della Regione Calabria;
Stefano Ceccanti, costituzionalista e accademico;
Paola Concia, attivista e già parlamentare;
Claudio Signorile, figura storica del socialismo italiano.
Accanto a loro, interverranno rappresentanti del foro bruzio e delle istituzioni locali, per analizzare le ricadute tecniche e sociali di una riforma che mira a rendere la giustizia più equilibrata e aderente ai principi costituzionali.
Una battaglia di civiltà
Al centro della discussione non ci sarà solo un tecnicismo giuridico, ma una vera e propria “battaglia di civiltà”. L’incontro mira a ribadire che la separazione delle carriere è lo strumento necessario per garantire che il cittadino si trovi davanti a un giudice equidistante dalle parti, superando quella commistione tra accusa e giudizio che per decenni è stata oggetto di dibattito nel Paese.
L’appuntamento di Cosenza si candida dunque a diventare un laboratorio di pensiero per tutti coloro che credono in una giustizia moderna, rapida e, soprattutto, realmente imparziale.

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