Sconcertanti le affermazioni di un medico del 118, atte solo a spaventare la cittadinanza
Appaiono sconcertanti, se non denigratorie verso una intera categoria professionale, le affermazioni di Saverio Ferrari, medico di emergenza territoriale rese nel suo intervento/intervista alla trasmissione raggio di sole.

“L’infermiere lo piglia e lo porta in ospedale”. Sembra che il compito di un infermiere di emergenza/urgenza territoriale sia rilegato al solo prendere, coadiuvato dall’autista, il paziente e trasportarlo in ospedale. Insomma una sorta di barelliere alla Montesano, legata più ai ricordi di b-movie di un’epoca passata.
Forse giova ricordare al medico che con l’abolizione del mansionario (legge 42 del 99) l’infermiere non è più figura ausiliaria, bensì una professione intellettuale, responsabile dell’assistenza, che decide valuta agisce secondo scienza e coscienza nell’interesse e per il bene del paziente con responsabilità e competenza a cui presta le cure. A tal proposito ci permettiamo di invitare il dottor Ferrari ad aggiornare pensiero e cultura, professionale e legale, magari con una rapida lettura della legge Gelli Bianco di 6 anni fa.
Entrando più specificatamente nel merito della trasmissione del 26 luglio 2023, condotta da Lino Polimeni Raggio di sole, andata in onda alle 14:30 su Video Calabria TV, si è parlato del Servizio di Emergenza Urgenza della Provincia di Catanzaro e delle sue difficoltà del momento.
Uno dei temi è sicuramente l’annosa carenza di Medici e degli Autisti, sorvolando però su quella che pare essere la vera carenza che il sistema dovrà affrontare nei prossimi tempi: gli infermieri.
Noi oggi vogliamo rendere il discorso che si è fatto durante la trasmissione completo di alcune parti che appaiono, speriamo fortuitamente omesse.
E bene ricordare che il Servizio di Emergenza Urgenza 118 è un servizio che per sua mission deve rispondere alle richieste di soccorso preospedaliero in regime di emergenza e urgenza reale o presunta. Questa non rappresenta una affermazione scontata, bensì in totale divergenza con quanto sostenuto dal Ferrari nella sua intervista: egli sostiene che il medico del 118 svolgerebbe anche funzione di filtro, non ospedalizzando pazienti che possono essere trattati a domicilio. Ecco quindi il richiamo all’assunto: il 118 non serve per trattare a domicilio il paziente evitando accessi in pronto soccorso, questo oltre ad essere un “falso storico” risulta essere la “mission” di altri enti quali il medico di medicina generale, continuità assistenziale, guardia turistica.
Continuando nella disamina del servizio televisivo, che va avanti tra rivendicazioni sindacali e inutili allarmismi, si parla di un ipotetico intervento del 118 senza la presenza del medico a bordo. Nell’esempio del Ferrari si sostiene che outcome di un paziente con infarto del miocardio evidente all’elettrocardiografia avrebbe decorso migliore se durante il trasporto vi sia la presenza del medico. Gli chiediamo quindi quali prestazioni avrebbe potuto mettere in campo durante il trasporto che un infermiere non avrebbe potuto erogare? Senza entrare nel dettaglio è bene ricordare che la formazione e la Linea Guida di riferimento è la medesima per medici e infermieri.
Difficile ipotizzare trattamenti di disostruzione meccanica a bordo dell’ambulanza, quindi possiamo asserire che non vi sarebbero stati difformità nel trattamento, farmacologico e assistenziale con un equipaggio a leadership infermieristica
Forse il Ferrari, nella sua miopia di sistema, non conosce realtà dove il professionista infermiere gestisce in autonomia l’esempio addotto, e che in quelle regioni non si registrano decessi superiori a quelli di un territorio altamente medicalizzato.
Per completare il discorso è giusto dire che l’infermiere agisce secondo le conoscenze acquisite durante la formazione che ha ricevuto, secondo competenze acquisite dal superamento di corsi post base abilitanti alla messa in pratica di tecniche salva vita tipo corsi di ACLS (Advance Care Life support) BLS (Basic Life Support) PHTC (Pre Hospital Trauma Care) Adulti Pediatrico ecc. ecc.ad operare con particolari pazienti.
Attualmente è in vigore la riorganizzazione del sevizio di emergenza calabrese attraverso la rimodulazione delle risorse e dei servizi, situazione contestuale a molte realtà nazionali. Come società scientifica risultiamo compartecipanti come guida tecnica in ognuna di essa, e siamo coscienti che occorre ringraziare tutte le figure che attualmente cooperano per la sopravvivenza del sistema. Da questi occorre ripartire per aggiornare il servizio 118 con una modalità maggiormente performanti, e superando il corporativismo udito in trasmissione. Siamo certi che la riforma gioverà a tutte le parti, pazienti e professionisti.
In virtù di questo rimaniamo a disposizione per un confronto costruttivo e propositivo con il Commissario Straordinario ASP CZ Gen. Battistini dr. Antonio, così da collaborare per la realizzazione di un sistema 118 performante e sostenibile, attraverso la riformulazione di un tavolo tecnico permanente dell’Emergenza e Urgenza.
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