Smantellato ieri 14 ottobre un enorme traffico internazionale di droga, dall’America all’Europa, grazie ad un blitz in Costa Rica
Nella giornata di ieri, Il Gip di Reggio Calabria ha emesso otto provvedimenti di arresto per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Si tratta di un enorme circuito di narcotraffico gestito, secondo gli investigatori, dalla ‘ndrangheta e da alcune tra le famiglie mafiose più in vista di New York.

L’operazione,denominata “Columbus 2”, è scattata nel pomeriggio di ieri, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Le indagini – durate circa due anni – hanno condotto alla scoperta di ingenti quantità di sostanze stupefacenti e al sequestro di tonnellate di cocaina, in Europa e in America.
E’ grazie all’operazione “Columbus”, risalente a sei mesi fa, che a maggio, gli investigatori, sono riusciti a scoprire una centrale della ‘ndrangheta nel Queens, a New York, dalla quale veniva gestito il traffico di droga.
L’operazione ha consentito di smantellare il principale centro di stoccaggio di sostanze stupefacenti, da cui si riforniva La Piana di Gioia Tauro.
Le indagini degli investigatori, hanno consentito di individuare il broker della droga, nella persona di Gregorio Gigliotti, titolare della pizzeria “Cucino a modo mio”, nei confronti del quale, proprio ieri, è stata emessa una nuova ordinanza di custodia cautelare.
L’uomo, secondo gli investigatori, era il nodo di congiunzione tra narcos sudamericani e famiglie mafiose. Le sostanze stupefacenti avevano possibilità di essere mandate direttamente da un continente all’altro, grazie ad una società di import-export del Costa Rica, utilizzata come copertura.
Punto di partenza della cocaina, era dunque il Costa Rica. La droga, accuratamente nascosta nei container di frutta tropicale, veniva prima stoccata nei paesi americani e poi spedita in Europa e in Italia.
Il calabrese, fino ad allora incensurato, intratteneva rapporti non solo con la ‘ndrangheta, ma è ritenuto dagli inquirenti anche un vero e proprio anello di congiunzione con gli esponenti delle principali famiglie mafiose siciliane residenti a New York, come i Genovese, nonché con i narcos sudamericani.
Gigliotti è ora detenuto a New York insieme alla moglie con l’accusa di traffico di droga. Anche sul figlio ricadevano le medesime accuse, ma egli dopo aver pagato una cauzione di 5 milioni di dollari, adesso è libero.
Al blitz hanno partecipato gli agenti della Squadra Mobile di Reggio, del Servizio Centrale Operativo di Roma, quelli dell’Interpool, l’FBI e la polizia del Costa Rica, che ha eseguito arresti su disposizione dell’autorità giudiziaria locale.
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