“Che buona! Posso avere la ricetta di questa crostata?”; una volta era così che si faceva: agenda, penna e dosi alquanto approssimative… così, lasciando al caso qualsivoglia proporzione.
Dolci, pietanze salate, tutto molto buono e allo stesso tempo esclusivo perché non tutti, vista la limitata condivisione di qualche anno fa, disponevano dei “segreti” necessari.

Si, l’avvento dei social network, Facebook su tutti, ha invaso e cambiato i connotati anche al mondo dello sharing gastronomico. Dai blog – vedi Giallo Zafferano -, alle migliaia di fan page, fino ai video accelerati, nei quali, non solo sono indicati alla perfezione dosaggi e sequenze preparative, ma è anche possibile, in pochi secondi, vedere con i propri occhi l’intera preparazione del manicaretto in questione.
E’ un bene tutto ciò? Certo! Stimolare le persone al fare qualcosa senza dover necessariamente chiedere aiuto a qualcun altro, seppur si stia sempre parlando di “una goccia in mezzo al mare”, è un passo verso il saper prendersi cura di se stessi… è avvicinarsi all’indipendenza.
Ben vengano novelli chef e pasticceri, anche se con ricettari interattivi… come in tutte le cose, vince sempre chi si muove, non chi sta fermo.
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