La vicenda di Villa Torano, che da subito ha inequivocabilmente mostrato tutta la sua gravità, continua a far tremare, e non poco, intere popolazioni. Si scrive Torano, infatti, ma si legge provincia di Cosenza, e non solo.
E così i numeri, investiti da un vortice senza soluzione di continuità, sono in continuo divenire con la speranza che siano corretti. Numeri ai quali, 49 positivi ieri, si sono aggiunti nelle scorse ore altri contagi non ancora ufficializzati che fanno paura, perché i cosiddetti numeri sono persone, sono vite, vite che si trovano ad affrontare la battaglia più temibile.
E allora “se questo è un uomo”, come ha scritto in un altro momento storico terribile un grande scrittore, occorre che con giustezza e capacità si mettano in atto tutte le misure necessarie per affrontare la situazione Villa Torano e quello che ha comportato e può comportare. Quanto meno le istituzioni preposte sono tenute a fare chiarezza perché coloro che rappresentano ne hanno diritto e a stabilire di chi sono le responsabilità, vere, della grave situazione verificatasi nei giorni della Resurrezione.

Ma veniamo agli ultimi fatti.
Su quanto accaduto nella residenza sanitaria di Torano sono in corso le indagini dei Carabinieri a cui si aggiunge un ultimo tassello, le dichiarazioni di Giuseppe Zuccatelli, Commissario dell’Asp di Cosenza che smentisce il possibile trasferimento dei 49 contagiati dell’RSA in altri comuni, dove hanno sede altre strutture della stessa natura e appartenenti agli stessi proprietari di Villa Torano.
Dall’inchiesta in corso ci si aspetta di capire i tanti aspetti della vicenda che ha gettato nel panico l’intera Media Valle del Crati. E intanto si stanno svolgendo presso la struttura anche i controlli dei NAS in seguito al fascicolo d’indagine aperto sul caso dalla Procura di Cosenza.
Sono state ascoltate diverse persone, dipendenti della RSA e funzionari dell’Asp di Cosenza, al fine di ricostruire i fatti, a partire dai tamponi eseguiti senza passare per l’azienda sanitaria provinciale di Cosenza e poi eseguiti una seconda volta per essere analizzati dai laboratori della Mater Domini di Catanzaro.
Sono diverse le domande a cui bisogna dare risposte plausibili. Perché i tamponi sono stati inviati dalla Protezione Civile direttamente alla direzione sanitaria della RSA? E ancora, se vi era già un caso sospetto di Covid-19, perché l’RSA non si è rivolta all’Asp, così come vogliono le normative?
È dunque necessario comprendere se sono state rispettate tutte le norme relative all’emergenza Covid-19.
Intanto la proprietà si difende “Solo polemiche e veleni, io penso solo al benessere dei miei ospiti” – ha dichiarato Massimo Poggi, responsabile amministrativo di Villa Torano, aggiungendo di essere stato egli stesso a chiedere alla Protezione Civile di Catanzaro l’occorrente per fronteggiare la crisi.
Protezione Civile che, mediante una nota, ha fatto sapere di aver dato seguito alle disposizioni del Dipartimento Salute, così come prevedono le procedure e così come puntualizzato da Fortunato Varone, dirigente della Protezione Civile regionale. È stato il Dipartimento regionale della Salute a disporre per mezzo della Protezione civile, la consegna dei tamponi ai referenti della Rsa “Villa Torano”. A chiarire questo aspetto, direttamente il dirigente della Protezione civile regionale Fortunato Varone che ha scritto al commissario dell’Asp di Cosenza Giuseppe Zuccatelli.
Ci sono poi altri aspetti che non tornano nella vicenda di Villa Torano, cioè la presenza di Poggi nel laboratorio del Pugliese-Ciaccio durante l’esecuzione delle analisi dei tamponi. Aspetto messo in rilievo dallo stesso Zuccatelli. Per Poggi però si è trattato di “una incessante preoccupazione” perché si doveva stabilire immediatamente chi era positivo al Covid e chi no. I tamponi ha riferito Poggi, sono stati eseguiti dal Direttore Sanitario di Villa Torano.
E a tal proposito ricordiamo il cosiddetto “errore di procedura” dapprima attribuito ad un infermiere che non avrebbe provveduto a cambiare guanti fra un esame e l’altro. Su questo aspetto era intervenuto Sposato, il Presidente dell’Ordine degli Infermieri di Cosenza, dichiarando che “nessun infermiere ha eseguito i tamponi errati”.
Interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri della Salute e dell’Interno, presentata dalla deputata del PD Enza Bruno Bossio.
Intanto però le polemiche arrivano sino ai piani alti della politica, perché la vicenda di Torano Castello è al centro di una interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri della Salute e dell’Interno presentata dalla deputata del PD Enza Bruno Bossio. “E’ stato chiesto – scrive l’esponente DEM – un coinvolgimento più diretto e attivo dell’Istituto Superiore di Sanità e un’iniziativa del governo per verificare se le ordinanze regionali siano coerenti con gli indirizzi del Dipartimento della Protezione Civile”.
Tra polemiche, accuse o presunte tali, rimangono però i dati, manco a dirlo neanche questi certi. Fanno paura e gettano nello sconforto una popolazione, quella della Media Valle del Crati, che vorrebbe soltanto rassicurazioni, quantomeno su un approccio competente al caso ma nulla di buono però si vede all’orizzonte, anzi tutt’altro.
Nessun allarmismo, ma neanche bocche cucite dinanzi a un probabile scempio! Questo ci si augura, mentre il sindaco di Torano Castello, Lucio Franco Raimondo, secondo il quale il virus circolava nella Rsa già da prima di Pasqua, ha chiesto alla Governatrice Santelli di chiudere la struttura.
Le ultime indiscrezioni parlano di un ulteriore incremento dei positivi al Covid-19, c’è chi dice che potrebbero arrivare a 70 e chi, già dalla giornata di oggi, presume un numero anche superiore, potenzialmente potrebbero essere più di 100 persone.
Una situazione davvero terribile in cui si sente forte e chiara la eco delle parole della Santelli, pronunciate all’indomani della chiusura della Calabria, circa le preoccupazioni per il sistema sanitario regionale e la necessità di tutela e prevenzione. “La sanità calabrese – aveva dichiarato la Governatrice – non potrebbe reggere una situazione come quella del nord Italia”.
Vero, non la potrebbe reggere. Ecco perché sarebbe stato necessario sin dal primo momento non fare in modo che ci si arrivasse a quella situazione ed invece siamo qui a porci domande in un contesto che ha visto nel pieno della crisi toranese, anche le dimissioni di del direttore sanitario del Policlinico “Mater Domini”, Franco Caracciolo, nominato soltanto alla fine di febbraio dal commissario straordinario Giuseppe Zuccatelli. Dimissioni giustificate dalla motivazione “per ragioni personali”.
Le zone d’ombra sono davvero tante in un contesto in cui sono continue le richieste del Governo e delle autorità locali di ogni angolo d’Italia di stare a casa per salvaguardare le vite.
A queste vite da salvaguardare, sempre, a tutti i costi, le istituzioni devono fornire anche spiegazioni per un corretto, giusto, onesto vivere umano. Questo vale in generale. E sulla vicenda di Torano sono attese tutte le spiegazioni necessarie sperando che il pasticciaccio della residenza sanitaria non rimanga irrisolto come quello di via Merulana raccontato da Gadda. Che abbia, invece, una conclusione chiara e che ove ci siano delle responsabilità, queste non rimangano impunite.
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