Di Anna Maria Ventura
Il Docufilm “Radici & Lieviti – Un viaggio tra storie e nuove coscienze” rappresenta un momento di profonda riflessione sulla connessione tra fede e impegno sociale, stimolando gli uomini di oggi, i giovani soprattutto, disorientati e spaventati da un mondo senza certezze, da un pianeta che rischia di sgretolarsi per l’incuria degli uomini, dalle guerre che lacerano i cieli e distruggono città e popoli, a interrogarsi sul ruolo attivo che ciascuno può avere nella costruzione di una società più equa e solidale, libera e democratica, di un mondo senza guerre, di un futuro che si apre ai sogni e alle speranze.

Il progetto nasce da un’idea di Paolo Palma, con il supporto della Fondazione Carical, il sostegno della BCC Mediocrati e il patrocinio del Comune di Cosenza.
Si tratta di una produzione indipendente e senza scopo di lucro, volta a valorizzare il pensiero e l’azione di figure che hanno segnato la storia italiana. Il film esplora il confronto intergenerazionale tra un gruppo di ex sessantottini e giovani contemporanei, evidenziando come, nonostante le differenze iniziali, possano trovare un terreno comune ispirandosi alle figure emblematiche del cristianesimo sociale italiano: Don Giuseppe Dossetti, Don Lorenzo Milani, Don Primo Mazzolari e Giorgio La Pira. Questi uomini, con il loro impegno politico, spirituale e sociale, hanno intrecciato il Vangelo con i principi della Costituzione italiana, tracciando un percorso di giustizia e solidarietà.
La narrazione intreccia storie personali e collettive, mettendo in luce temi universali quali la pace, la lotta alla povertà, la giustizia sociale e i valori costituzionali. Il cast include l’attore Alessandro Cosentini, che ha anche ricoperto il ruolo di aiuto regista e Costanza Piersante, affiancati da volontari dell’associazione che interpretano sé stessi, conferendo autenticità alle vicende raccontate.
Il 24 marzo 2025, il Cinema San Nicola di Cosenza ha ospitato la proiezione del docufilm , offrendo al pubblico un’opportunità significativa per riflettere sul cattolicesimo sociale e sul suo impatto nella società contemporanea.
La proiezione è stata promossa da diverse associazioni: la Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) delle sezioni di Cosenza e Rende, l’AIParC (Associazione Italiana Parchi Culturali) sezione di Cosenza, l’associazione Dossetti e l’associazione culturale Ars Enotria.
L’introduzione è stata curata da Rosa Principe, socia dell’associazione Dossetti, della Fidapa di Cosenza e dell’AIParC Cosenza. Sono intervenute Lucia Nicosia e Anna Maria Miglietta, rispettivamente presidenti delle sezioni Fidapa di Cosenza e Rende, rappresentando le associazioni coinvolte nell’organizzazione dell’evento.
I narratori del documentario, Costanza Piersante e Alessandro Cosentini, guidano gli spettatori in un viaggio intenso e coinvolgente, sottolineando l’attualità del messaggio di impegno civile e religioso come strumenti di cambiamento e giustizia sociale.
Le Presidenti della Fidapa di Cosenza e Rende hanno sottolineato l’importanza del docufilm nel recupero della memoria storica, evidenziando come l’insegnamento di queste figure straordinarie continui a ispirare e interrogare le coscienze odierne. Lucia Nicosia ha affermato: “Attraverso parole e azioni, questi uomini hanno affrontato le sfide del loro tempo. Ognuno ha percorso la propria strada in modo unico, ma con un obiettivo comune: costruire un mondo più giusto, in cui la fede si traduce in azioni tangibili a favore degli ultimi e degli emarginati”.
E proprio le figure di Don Giuseppe Dossetti, Don Lorenzo Milani, Don Primo Mazzolari e Giorgio La Pira, sono i protagonisti ideali del docufilm. Questi avendo testimoniato il Vangelo con l’esempio della vita, coniugandolo con i principi della Costituzione italiana, possono aiutare a ritrovare la strada della giustizia sociale, della libertà e della democrazia.
Giuseppe Dossetti (1913-1996) è stato una figura di spicco nella storia italiana del XX secolo, distinguendosi come giurista, politico e sacerdote. Nato a Genova, trascorse l’infanzia a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, dove la famiglia si era trasferita. Dopo aver completato gli studi liceali a Reggio Emilia, si laureò in Giurisprudenza all’Università di Modena e successivamente si perfezionò all’Università Cattolica di Milano.
Durante il periodo milanese, Dossetti entrò in contatto con un gruppo di intellettuali cattolici, tra cui Giuseppe Lazzati, Amintore Fanfani e Giorgio La Pira, che avrebbero avuto un ruolo significativo nella politica italiana del dopoguerra. Nel 1946, fu eletto all’Assemblea Costituente nelle file della Democrazia Cristiana, contribuendo attivamente alla stesura della Costituzione Italiana. Successivamente, nel 1948, divenne deputato alla Camera, mantenendo l’incarico fino al 1952.
Nel 1956, Dossetti accettò l’invito del cardinale Giacomo Lercaro a candidarsi al consiglio comunale di Bologna, con l’obiettivo di promuovere un rinnovamento con la presenza dei cattolici nella vita cittadina. Dopo un periodo di riflessione, decise di intraprendere la vita religiosa: nel 1958 fu ordinato sacerdote e fondò la comunità monastica della “Piccola Famiglia dell’Annunziata” a Monteveglio. Durante il Concilio Vaticano II, collaborò strettamente con il cardinale Lercaro, contribuendo alla revisione del regolamento dei lavori conciliari.
Giuseppe Dossetti morì a Monteveglio il 15 dicembre 1996 e fu sepolto nel cimitero di Casaglia di Monte Sole, accanto alle vittime dell’eccidio nazista del 1944. La sua vita rappresenta un esempio di impegno civile e spirituale, testimoniando una profonda dedizione ai valori della giustizia sociale e della fede
Don Lorenzo Milani (1923-1967) è stato un sacerdote, educatore e scrittore italiano, noto per il suo impegno nell’educazione dei ragazzi più poveri e per le sue idee innovative sulla scuola e sulla giustizia sociale.
Nato a Firenze in una famiglia borghese e colta, si avvicinò al cristianesimo da adulto e decise di farsi sacerdote. Dopo un’esperienza a San Donato di Calenzano, dove fondò una scuola popolare per operai e contadini, venne inviato a Barbiana, una piccola frazione di montagna nel Mugello. Qui creò la Scuola di Barbiana, una scuola innovativa dedicata ai ragazzi emarginati, con un metodo educativo basato sulla partecipazione attiva, il senso critico e l’impegno sociale.
Uno dei suoi scritti più celebri è “Lettera a una professoressa” scritto insieme ai suoi allievi, che denuncia le disuguaglianze del sistema scolastico italiano, accusato di favorire i ricchi e discriminare i poveri. Il suo pensiero pedagogico si fondava sull’idea che la scuola dovesse servire a dare la parola agli ultimi, insegnando loro a difendersi dalle ingiustizie.
Fu anche noto per la “Lettera ai cappellani militari” in cui difendeva l’obiezione di coscienza, suscitando polemiche e subendo un processo per apologia di reato, dal quale fu assolto.
Morì a soli 44 anni per una grave malattia, ma il suo pensiero ha influenzato profondamente la pedagogia e il dibattito sulla scuola in Italia. La sua figura è oggi riconosciuta come un simbolo di impegno educativo e sociale.
Don Primo Mazzolari (1890-1959) è stato sacerdote e scrittore, noto per il suo impegno sociale e politico a favore dei poveri e degli emarginati. Durante il fascismo fu critico nei confronti del regime e, durante la Seconda Guerra Mondiale, sostenne la Resistenza.
Fu parroco di Bozzolo, in provincia di Mantova, dove promosse un cristianesimo attivo e vicino agli ultimi. I suoi scritti, come “Tu non uccidere” (contro la guerra) e “La Parrocchia”, affrontavano temi di pace, giustizia sociale e rinnovamento della Chiesa.
Osteggiato dalle gerarchie ecclesiastiche per le sue idee progressiste, fu poi rivalutato da Papa Giovanni XXIII. Oggi è considerato un precursore del Concilio Vaticano II.
Giorgio La Pira (1904-1977) è stato un politico, giurista e terziario domenicano, noto per il suo impegno cristiano, sociale e pacifista. Fu sindaco di Firenze e una delle figure più influenti del cattolicesimo sociale nel Novecento.
Nato a Pozzallo, in Sicilia, si trasferì a Firenze, dove divenne professore di diritto romano. Profondamente credente, aderì all’Azione Cattolica e, oppositore del fascismo, la sua attività intellettuale e politica lo mise in contrasto con il regime.
Dopo la guerra, fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana e deputato all’Assemblea Costituente, contribuendo alla stesura della Costituzione italiana, in particolare negli articoli sui diritti sociali e sul lavoro.
Fu sindaco di Firenze dal 1951 al 1957 e poi dal 1961 al 1965. Durante il suo mandato, promosse politiche innovative per il diritto alla casa al lavoro e alla cultura. Sostenne i lavoratori in sciopero, avviò programmi di edilizia popolare e difese le fabbriche in crisi per evitare licenziamenti, guadagnandosi il soprannome di “sindaco santo”.
Convinto pacifista e promotore del dialogo tra popoli e culture, La Pira organizzò i Colloqui Mediterranei, incontri internazionali per favorire la pace tra Occidente e mondo arabo. Viaggiò anche in Vietnam, Mosca e Medio Oriente per promuovere la riconciliazione durante la Guerra Fredda.
Morì nel 1977 e il suo pensiero continua ad essere attuale. Nel 2018 la Chiesa cattolica lo ha dichiarato Venerabile, riconoscendo le sue virtù eroiche.
Tutti e quattro questi uomini rappresentano un modello di esistenza capace di unire fede religiosa e azione concreta per il bene dell’umanità.
Vai al contenuto




