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Suicidio a Rende, nuove indiscrezioni sulla morte di Marco

Si chiamava Marco Santoro, il giovane precipitato intorno alle ore 16 del pomeriggio di ieri, martedì 3 maggio, dal quarto piano di una palazzina sita a Quattromiglia di Rende. Tante le versioni sulla dinamica dell’accaduto, tutte concordi su un suicidio legato ad una violenta colluttazione, ma le ultime indiscrezioni disegnerebbero un quadro ben diverso

Sono ancora numerose le ombre su quanto accaduto intorno alle ore 16 di ieri pomeriggio, martedì 3 maggio. Un’unica certezza: la  vita del ventenne Marco Santoro, il giovane precipitato dal quarto piano di una palazzina situata in via Boccioni, presso Quattromiglia di Rende, si è spenta per sempre. Ancora poco chiare le dinamiche dell’accaduto, e tante, troppe, le versioni riportate.

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Nuove indiscrezioni sulla morte di Marco, il giovane precipitato a Rende

Le ultime indiscrezioni sembrano tracciare un quadro ben diverso, rispetto a quello delineatosi in seguito a quanto emerso nel pomeriggio di ieri. La maggior parte delle versioni si è trovata concorde sull’ipotesi di un suicidio scaturito a seguito di una violenta colluttazione, in cui Marco, prima di buttarsi, avrebbe ferito il coinquilino, procurandogli numerose lesioni, anche se superficiali.

Stando a quanto emerso, sembrerebbe che il suicidio sarebbe legato a ragioni ben più profonde. Si presume che la giovane vittima non stesse attraversando un periodo facile. Quella di suicidarsi per Marco dunque, non sarebbe stata una scelta direttamente legata allo scontro con il coinquilino, bensì una decisione premeditata e ragionata che a lungo avrebbe albergato nella mente del giovane.

Marco si sarebbe sporto dal balcone con la volontà di togliersi la vita, il coinquilino – un giovane di Rossano – si sarebbe avvicinato a lui nel tentativo di farlo desistere dal disperato gesto. La vittima, intenzionata ad allontanarlo e non a ferirlo, avrebbe estratto un coltello con il quale accidentalmente, gli avrebbe procurato delle lesioni superficiali. Il coinquilino ferito, sceso in strada per chiedere aiuto, avrebbe avvisato le autorità nonché i sanitari del 118, immediatamente accorsi sul posto. A nulla sarebbero valsi gli inviti a desistere da parte dei Vigili del Fuoco: Marco, che si sarebbe barricato in casa, subito dopo il loro arrivo, avrebbe deciso di buttarsi spontaneamente dal balcone, finendo su un’auto che avrebbe attutito il colpo. Soccorso in modo tempestivo dai sanitari, sarebbe stato trasportato in condizioni gravissime presso l’Ospedale dell’Annunziata, dove, da lì a breve, sarebbe morto. Non gravi le condizioni del coinquilino, anch’egli trasportato all’Unità Ospedaliera di Cosenza per degli accertamenti.

Nelle mani dei Carabinieri della Compagnia di Rende, le ricostruzioni degli ultimi istanti della vita del giovane, nonché della corretta dinamica dei fatti. Nonostante le mille voci costruite intorno al terribile giallo, solo gli accertamenti delle forze dell’ordine, potranno portare alla luce la verità. Le indagini sono in corso, per il momento, il riserbo da parte degli inquirenti è massimo.

Una dolorosa tragedia dunque, si abbatte nuovamente su Rende a distanza di poche settimane. Marco come Luca – studente suicidatosi ad Arcavacata nel pomeriggio del 18 aprile scorso – avrebbe deliberatamente deciso di porre fine alla sua giovane vita perché spinto da uno stato di malessere, che forse in pochi erano riusciti ad ascoltare e a comprendere. Ma cosa si nasconde dietro queste terribili morti? Cosa può spingere un giovane uomo che alla vita ha ancora tutto da dare, a dire addio per sempre a questo mondo? Vicinanza, ascolto e attenzione da parte di una società che vive dominata dall’indifferenza, queste forse, sarebbero le medicine migliori.

 

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