Secondo la Cgia di Mestre con la nuova Legge di Stabilità ci saranno 1,5 miliardi in meno per i Comuni. A Cosenza il taglio è di 54 euro a persona, rischio aumento per l’Imu

Il dato allarmante arriva dagli studi della Cgia di Mestre che ha elaborato i numeri diffusi nei giorni scorsi dal ministero degli Interni. Sono 108 i comuni capoluogo di provincia esaminati e i quattro di cui sopra, Cosenza compresa, risultano quelli con i tagli maggiori in nome del risparmio. In pratica il Comune bruzio vedrà ridotta la sua capacità di intervento per una cifra pari a 54 euro pro capite in meno, mentre a Napoli e a Siena i tagli corrispondono a 51 euro per ciascun residente e a Firenze 50 euro pro capite. Quanto alle cifre complessive, Napoli avrà un taglio di 50,8 milioni di euro in meno a diposizione rispetto allo scorso anno, Roma 46,7 milioni di euro (che però sono ‘solo’ 16 euro pro capite) e Milano 36 milioni di euro (27 euro per ciascun residente).
Ma a cosa sono dovuti questi tagli? Colpa o merito del ‘federalismo fiscale’ che ha istituito il ‘Fondo di solidarietà comunale’ da sommare alle entrate tipiche dei Comuni come l’Imu, la Tasi, la Tari e l’addizionale Irpef. Questo Fondo è alimentato per la maggior parte con risorse degli stessi enti locali e le risorse vengono distribuite tra i Comuni sulla base della loro spesa storica e dei fabbisogni normali. Con la Legge di Stabilità 2015 c’è stata una riduzione del fondo di 1,2 miliardi di euro ai quali si aggiungono altri 288 milioni di euro di tagli previsti da altre disposizioni di legge e quindi i soldi per ciascuna amministrazione calano.
Come commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, “nel 2015 i Comuni delle regioni a statuto ordinario e quelli ubicati in Sicilia e in Sardegna avranno circa 1,5 miliardi di euro in meno rispetto all’anno precedente. In pratica Tasi, Imu e Tari rischiano anche quest’anno di subire l’ennesimo aumento, penalizzando le famiglie e soprattutto gli artigiani, i commercianti e i piccoli imprenditori”.
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