Il Consiglio comunale, durante l’ultima seduta, ha approvato all’unanimità una mozione per la modifica del Regolamento per l’applicazione del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, recependo le difficoltà manifestate da molti esercenti.
Questa mozione è stata discussa con Sindaco e Presidente del Consiglio durante una proficua (ritenevamo) pausa dei lavori e avanzava una serie di proposte, impegnando la Giunta a valutarne la fattibilità per calmierare i costi dell’occupazione di suolo pubblico, a fronte di aumenti che, è bene ricordarlo, sono stati deliberati proprio dalla Giunta.

Per questo, restiamo sconcertati dalle recenti dichiarazioni dell’Assessore alle Attività Produttive che invita al pagamento dei canoni arretrati, senza mostrare alcuna apertura o reale disponibilità all’approfondimento delle proposte avanzate e, dunque, alcun rispetto verso il Consiglio stesso e le categorie interessate, limitandosi a richiamare generici incontri con la Consulta e rassicurazioni del Sindaco valide, forse, solo dal 2026.
In una fase in cui l’economia locale attraversa una crisi profonda con consumi stagnanti, costi energetici alle stelle e liquidità ridotta, il ruolo delle istituzioni deve essere quello di sostenere e rafforzare il tessuto commerciale, non certo di appesantirlo in maniera smisurata.
L’unanimità raggiunta in Consiglio testimonia la comune volontà di tutelare quelle attività che ogni giorno rendono vivi i nostri quartieri e il centro che senza misure adeguate rischiano un declino irreversibile.
L’intimazione dell’Assessore dai toni perentori e poco inclini al dialogo, oltre che pleonastica, appare inopportuna e fuori contesto.
Chi lavora e investe sul territorio, lanciando continui segnali di allarme, merita ascolto e rispetto, non imposizioni unilaterali.
Siamo perfettamente consapevoli che tutti debbano pagare le imposte, senza eccezioni o privilegi. Ma è altrettanto doveroso che gli stessi siano messi nelle condizioni di poterlo fare, con tariffe eque, sostenibili e calibrate sulla reale situazione economica del territorio.
Chiediamo dunque che la Giunta dia seguito concreto alla volontà del Consiglio, riferendo allo stesso sulle fattibilità delle proposte avanzate e avviando da subito un confronto serio e costruttivo con le categorie economiche, traducendo la mozione e la volontà politica che ad esse sottende in atti formali e in impegni verificabili.
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