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Cosenza ancora piange: Tanti Auguri Capitano... "Te lo ricordi Marulla...?"

Te lo ricordi Marulla?

Ricordo nitidamente quel tardo pomeriggio di otto anni fa in cui mi si è raggelato il sangue. Quasi come se mi avessero comunicato l’improvvisa scomparsa di un familiare. Anche perché Gigi familiare lo è un po’ per tutti i tifosi del Cosenza.
Era il tramonto di una domenica di metà luglio di caldo torrido, un po’ come quello di questi giorni. E all’improvviso accade che Gigi non è più tra noi. Così, senza un preavviso, senza una valida motivazione. Eppure moriva la nostra bandiera. Moriva quello dei quasi cento gol in rossoblu. Tra questi quello di Pescara, nello spareggio con la Salernitana, spesso proprio da lui citato come il più importante, perché manteneva una città e una regione in B. Ma tra i gol importanti c’è anche il suo ultimo con i lupi, il novantunesimo, quello di Padova. Il più amaro perché stava regalando una salvezza, un’altra ancora, ai suoi lupi condannati poi all’oblio della serie C da Lantignotti pochi minuti dopo.
Insomma, Gigi è stato ed è tuttora l’emblema del Cosenza. Si perché Gigi non sarà mai da coniugare al passato. Gigi è e resterà sempre una bandiera dei lupi e le bandiere, si sa, non muoiono mai. Lo sa Cosenza, che a lui ha dedicato il proprio stadio. Lo sanno i tifosi che mai smetteranno di lodarlo. Lo sa ogni cosentino perché è viscerale. Gigi è morto per non morire mai più nel cuore della gente.

Luca Aiello

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