Dopo l’addio di Gravina e Buffon, si dimette anche il tecnico calabrese Gennaro Gattuso: “Lascio l’Italia con il dolore nel cuore”
Il fallimento della mancata qualificazione ai Mondiali ha prodotto un’onda d’urto che ha raso al suolo i vertici del calcio italiano. In un clima di estrema tensione e tristezza profonda, è arrivata l’ultima, pesantissima rinuncia: quella di Gennaro Gattuso. L’allenatore ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili, seguendo a ruota i passi del Presidente della FIGC Gabriele Gravina e del Capodelegazione Gianluigi Buffon.
Il Crollo del Sistema
La disfatta sportiva si è trasformata in poche ore in una crisi istituzionale senza precedenti. I primi a farsi da parte erano stati i vertici dirigenziali:
Gabriele Gravina: Il primo a rassegnare le dimissioni, assumendosi la responsabilità politica del progetto tecnico naufragato.
Gianluigi Buffon: L’icona azzurra ha deciso di lasciare il suo ruolo federale, segnando una frattura definitiva con il recente passato.
Le parole di “Ringhio”
Gattuso, che aveva cercato di trasmettere grinta e carattere a un gruppo apparso fragile nei momenti decisivi, ha parlato alla stampa con la consueta schiettezza, faticando a trattenere l’emozione.
«Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale – dichiara Gattuso – la maglia Azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche.
Desidero ringraziare il presidente Gabriele Gravina e Gianluigi Buffon, e con loro tutti i collaboratori della Federazione, per la fiducia e il supporto che mi hanno sempre garantito.
È stato un onore poter guidare la Nazionale e farlo anche con un gruppo di ragazzi che hanno mostrato impegno e attaccamento alla maglia. Ma il ringraziamento più grande va ai tifosi, a tutti gli italiani che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro amore e sostegno alla Nazionale. Sempre con l’azzurro nel cuore».
Cosa succede ora?
Con le dimissioni del “triumvirato” che guidava il nuovo corso, la Nazionale si trova in un vuoto di potere assoluto. La FIGC dovrà ora essere commissariata o procedere a nuove elezioni d’urgenza per individuare le figure capaci di ricostruire dalle macerie.
L’addio di Gattuso non è solo la fine di un mandato tecnico, ma il simbolo di una ferita aperta che faticherà a rimarginarsi. L’Italia del calcio si interroga sul proprio futuro, mentre il dolore espresso dall’ormai ex CT sembra rispecchiare lo stato d’animo di un intero Paese sportivo.

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