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Tesoro di Alarico

Tesoro di Alarico, lavori bloccati dalla Soprintendenza?

L’avvio della bonifica nei fiumi Crati e Busento per il tesoro di Alarico ha scatenato le opposizioni in Comune: il Pse parla di mancati permessi dalla Soprintendenza ai beni archeologici, la Provincia replica

Tesoro di Alarico
Tesoro di Alarico

La ricerca del tesoro di Alarico? È già tutto fermo, almeno secondo il Pse (Gruppo che sta all’opposizione al Comune di Cosenza) che ha fatto sapere come la Soprintendenza ai beni archeologici della Calabria avrebbe già bloccato i lavori in corso alla confluenza dei fiumi Crati e Busento.

Secondo il Pse infatti lo stop non sarebbe tanto legato alla caccia al tesoro del mitico re dei Goti, quanto ai lavori di preparazione. Perché anche per quelli serve una concessione ministeriale che al Comune non ha ancora perché la Provincia, guidata da Mario Occhiuto così come il Comune di Cosenza, non avrebbe chiesto il parere della Soprintendenza ai beni archeologici. Come scrive in una nota il Pse “se la notizia dovesse trovare conferma, dimostrerebbe il vero carattere di una Amministrazione che autorizza una campagna di scavi senza essere autorizzata e senza avere i permessi previsti, come se stesse scavando nel giardino di casa”.
Così la questione diventa politica e si trasforma in un duro attacco: “Acquisita l’inattendibilità scientifica di tutta l’operazione messa in piedi da Occhiuto e dal suo nuovo consigliere per l’archeologia, Edward Luttwak, il fermo dei lavori sugli argini dei fiumi dimostra, ancora una volta, quanto la giunta comunale sia distratta, colpevole e indifferente di fronte alle regole e agli iter autorizzativi e burocratici che tutte le pubbliche amministrazioni (compresa quella di Cosenza) hanno il dovere di seguire e di rispettare”.

Ma a stretto giro è arrivata anche la replica della Provincia: “Nessuno scavo archeologico e nessuna indagine invasiva sul fiume Crati. I rilievi effettuati sull’alveo del fiume Crati e sul Busento, nei giorni scorsi, erano come più volte sottolineato del tutto non invasivi. Altra cosa erano i lavori di bonifica che la Provincia, già da diversi giorni e con tutte le autorizzazioni, stava effettuando proprio a tutela del fiume e del suo ambiente. La campagna di scavi per Alarico sarà infatti debitamente pianificata, solo in presenza di indizi reali e, naturalmente, non sarà avviata prima di aver richiesto tutte le autorizzazioni necessarie”. In ogni caso vicenda gli uffici tecnici della Provincia hanno inviato una comunicazione alla Soprintendenza per chiarimenti.

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