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Tirreno d’AMare – Festival dei Sensi 2026

Il gran finale tra memoria, cultura e musica con AIParC Cosenza protagonista

Di Anna Maria Ventura

Sarà una serata nel segno della memoria, della cultura e della musica quella che domenica 23 agosto 2026, al Grand Hotel San Michele di Cetraro (CS), chiuderà l’edizione 2026 di “Tirreno d’AMare – Festival dei Sensi”, la manifestazione ideata e diretta artisticamente dalla pianista e artista-ricercatrice Giusy Caruso.

Un appuntamento particolarmente significativo anche per il Parco Saverio Strati AIParC Cosenza, che figura tra i promotori del Festival e che sarà protagonista della serata conclusiva attraverso un momento culturale dedicato alla presentazione del romanzo storico di Rita Fiordalisi, Paolina Ritacco. Il vento della speranza. L’appuntamento è fissato alle 21.30, con la presentazione del libro; alle 22.15 seguirà il concerto “Le più belle arie da camera e d’opera”, affidato al soprano Laura Ansaldi e al pianista Keith Goodman.

Dal 24 luglio al 23 agosto, Tirreno d’AMare ha trasformato la Riviera dei Cedri in un vero e proprio palcoscenico diffuso, attraversando Guardia Piemontese, Cetraro, Diamante, Belvedere Marittimo, Sangineto e Maierà e mettendo in relazione musica, arte, cultura, ambiente, benessere, ricerca e turismo esperienziale.

La filosofia della manifestazione è chiara: oltre ai concerti, costruisce un’esperienza capace di far conoscere la Calabria attraverso i suoi luoghi, le sue storie, le sue comunità e il suo patrimonio umano e paesaggistico. Una concezione della cultura come strumento di conoscenza e, al tempo stesso, come leva di promozione territoriale.

L’edizione 2026 è partita il 24 luglio a Guardia Piemontese con “Diritti al mare, Diritti del mare”, incontro dedicato alla tutela dell’ambiente marino e alla sostenibilità, per poi svilupparsi attraverso un programma musicale di grande livello: dai pianisti Fabrizio Datteri e Nadia Lencioni al violinista Marijn Simons, in duo con Giusy Caruso, fino a Salvatore Sclafani, al duo di fisarmoniche REEDS, a Chantal Balestri, sino al concerto finale con Laura Ansaldi e Keith Goodman.

Tra gli appuntamenti più suggestivi si ricordano il Candlelight Concert con Giusy Caruso a Diamante, gli appuntamenti dedicati al tango, il concerto “Il pianoforte incontra il canto”, la serata di musica, arte e fashion all’Hotel Ferretti di Diamante e il progetto internazionale CreActions – Campus Internazionale sulla Ricerca Artistica, accompagnato dalla mostra Composizioni sinestesiche di Clelia Boesi.

A completare il progetto sono stati i Tour Esperienziali, dedicati al centro storico e al Museo Valdese di Guardia Piemontese, al Parco delle Sculture di Maierà e alla Cascata del Vuglio di Sangineto: itinerari che restituiscono al viaggio una dimensione culturale, naturalistica e partecipativa.

Il 23 agosto sarà il momento nel quale i diversi linguaggi della manifestazione, musica, letteratura, memoria e territorio, si incontreranno idealmente per chiudere una kermesse che anche quest’anno ha saputo conquistare attenzione e pubblico.
A guidare questo progetto è Giusy Caruso, pianista concertista di fama internazionale, artista-ricercatrice e figura impegnata nel campo della ricerca artistica e musicale.

Cosentina di nascita e residente a Bruxelles, Caruso ha costruito una carriera nella quale l’attività concertistica si intreccia con la ricerca, l’innovazione e la progettazione culturale. È responsabile del gruppo di ricerca CREATIE presso il Royal Conservatoire Antwerp, ricercatrice affiliata all’Università di Gand e all’Université libre de Bruxelles e visiting professor presso la London Performing Academy of Music.

Il suo rapporto con la Calabria, tuttavia, non è mai venuto meno. Al contrario, proprio l’esperienza internazionale sembra aver rafforzato la volontà di restituire alla propria terra una narrazione diversa, capace di superare gli stereotipi e di proporre la regione come luogo di cultura, ricerca, bellezza e innovazione.

Tirreno d’AMare nasce precisamente da questa visione: la musica come porta d’accesso alla conoscenza dei luoghi, l’arte come strumento di relazione, il paesaggio come parte integrante dell’esperienza culturale. Un modello nel quale il turismo è incontro con l’identità di una comunità.

È proprio qui che emerge con particolare evidenza il legame tra il Parco Saverio Strati – AIParC Cosenza e Tirreno d’AMare.

AIParC Cosenza lavora da anni nella direzione della valorizzazione della memoria, dell’identità culturale, della storia e del patrimonio umano della Calabria, con l’obiettivo di mettere in relazione passato e presente e trasformare la cultura in uno strumento di crescita civile. L’associazione opera attraverso iniziative, parchi culturali, attività editoriali, percorsi nelle scuole e progetti destinati a mantenere viva la memoria e a proiettarla verso il futuro.

Il Parco Saverio Strati rappresenta in modo emblematico questa missione. Nato all’interno di AIParC Cosenza, il progetto ha sviluppato un percorso dedicato allo scrittore di Sant’Agata del Bianco, coinvolgendo scuole, studenti, docenti e istituzioni e trasformando la letteratura in occasione di riflessione sulla dignità, sulla giustizia sociale, sulla comunità e sul futuro dei territori.

Non è casuale, dunque, l’incontro con un Festival che ha fatto della memoria dei luoghi, della valorizzazione dei borghi e della cultura diffusa uno dei propri tratti distintivi.

C’è un terreno comune molto forte: raccontare la Calabria attraverso ciò che essa custodisce e attraverso le persone che ne hanno costruito la storia. Il Festival lo fa attraverso musica, paesaggio, arte e percorsi esperienziali; AIParC attraverso la ricerca, la letteratura, la memoria storica, l’educazione e la valorizzazione dei protagonisti della vita culturale e civile calabrese.

Il progetto “Borghi vivi”, promosso dal Parco Saverio Strati – AIParC Cosenza, è del resto orientato proprio a contrastare lo spopolamento attraverso lo studio e la valorizzazione dei piccoli centri, riconoscendo nei borghi depositi di memoria, tradizioni, racconti e identità.

In questo senso, l’incontro con Tirreno d’AMare appare come una naturale convergenza di intenti: la cultura non come qualcosa da conservare sotto una campana di vetro, ma come energia capace di riattivare i territori.

Al centro della serata conclusiva ci sarà Rita Fiordalisi, già direttrice della Biblioteca Nazionale di Cosenza e autrice del romanzo storico Paolina Ritacco. Il vento della speranza, pubblicato da Editoriale Progetto 2000.

Il libro è dedicato a una figura femminile di straordinaria modernità: Paolina Ritacco, protagonista del movimento sociale legato a don Carlo De Cardona e interprete, nella Calabria del primo Novecento, di una precoce battaglia per l’istruzione, la dignità del lavoro, l’emancipazione femminile e la partecipazione sociale.

Paolina, nata nel 1881 e morta nel 1947, proveniva da una famiglia povera e riuscì a formarsi grazie all’incontro con don Carlo De Cardona. Divenne maestra e partecipò alla scuola serale per adulti, dedicando una parte importante della propria vita all’educazione e all’emancipazione delle persone più fragili, in particolare delle donne.

Nel 1905 fu inoltre la prima donna a scrivere sul giornale “Il Lavoro” a favore del voto alle donne, una conquista che in Italia sarebbe arrivata soltanto nel 1946.

Il romanzo di Fiordalisi restituisce così insieme al ritratto di una donna, anche l’immagine di una Calabria attraversata da povertà, analfabetismo, emigrazione, sfruttamento e disuguaglianze. Accanto alla vicenda personale di Paolina emerge il mondo del cattolicesimo sociale di don Carlo De Cardona, impegnato nella nascita di cooperative, casse rurali, leghe del lavoro, scuole e strumenti di emancipazione economica e culturale.

Il volume, presentato in anteprima nazionale a maggio alla BCC Mediocrati di Rende, è dunque un’opera che intreccia storia e narrazione, documentazione e dimensione letteraria, riportando al centro della memoria collettiva una donna che seppe trasformare l’istruzione e la cultura in strumenti di libertà.

La presentazione del 23 agosto assume un significato ulteriore perché attorno al libro si ritroveranno esponenti dell’esperienza AIParC Cosenza.

Con Rita Fiordalisi dialogheranno Nella Matta, Anna Maria Ventura Luciano Conte, tutti soci AIParC Cosenza. Sarà presente l’Editore Demetrio Guzzardi. La loro presenza rende l’appuntamento un momento particolarmente rappresentativo della vocazione dell’associazione: riportare alla luce storie, persone e vicende della Calabria, soprattutto quando esse possono parlare al presente.

Nella Matta è da anni una figura di riferimento dell’AIParC, impegnata in particolare sui temi dei diritti, della memoria e della valorizzazione delle figure femminili nella storia calabrese; Anna Maria Ventura è responsabile del Parco Saverio Strati e animatrice di numerosi percorsi culturali dell’associazione; Luciano Conte è socio AIParC e presidente del Circolo della Stampa del Tirreno cosentino.

Anche il rapporto di Rita Fiordalisi con AIParC ha radici consolidate: già nel 2021 la sezione cosentina dell’associazione aveva promosso la presentazione del suo libro Donne, con Demetrio Guzzardi alla conduzione e Nella Matta tra le personalità chiamate alle conclusioni.

La serata del 23 agosto rappresenta pertanto non soltanto la presentazione di un nuovo romanzo, ma l’incontro di una comunità culturale che da anni lavora per riportare al centro le donne, la memoria, i diritti, il territorio e le storie spesso rimaste ai margini della grande narrazione.

Dopo la letteratura sarà la musica a chiudere ufficialmente la kermesse.

Alle 22.15, il soprano Laura Ansaldi e il pianista Keith Goodman saranno protagonisti del concerto “Le più belle arie da camera e d’opera”, un finale che restituisce alla manifestazione il suo linguaggio originario e universale: quello della musica.

La presenza di Laura Ansaldi, soprano dell’Accademia Enrico Caruso di Napoli, e di Keith Goodman al pianoforte, già inseriti nel programma musicale dell’edizione 2026, suggellerà una rassegna che ha attraversato repertori, generi e linguaggi differenti, confermando la volontà della direttrice artistica Giusy Caruso di costruire un ponte tra eccellenza internazionale e territorio calabrese.

Il 23 agosto, dunque, Tirreno d’AMare chiuderà il suo viaggio là dove arte e memoria possono incontrarsi: prima attraverso la voce di una scrittrice che riporta alla luce la storia di una donna calabrese coraggiosa, poi attraverso le voci e il pianoforte che accompagneranno il pubblico verso la conclusione della serata.

Un finale particolarmente coerente con lo spirito del Festival: conoscere la propria terra per poterla raccontare, valorizzare e proiettare nel futuro.

E proprio in questo passaggio si incontrano Tirreno d’AMare e il Parco Saverio Strati AIParC Cosenza: due esperienze diverse, ma unite dalla stessa convinzione che la cultura, quando diventa memoria condivisa, esperienza e partecipazione, può trasformarsi in una forza concreta per i territori e per le comunità.

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