E’ la richiesta dell’associazione ‘Io partecipiamo’ presieduta da Piero Minutolo: in Calabria solo le primarie sarebbero costate una cifra spropositata

Una lettera nella quale si evidenza come non sia più tollerabile “che ogni Regione abbia un diverso sistema elettorale e le leggi relative vengano modificate ‘ad usum delphini’ dai rispettivi Consigli poco prima delle elezioni.
In Calabria a causa delle reiterate modifiche alla legge elettorale si è giunti alla vigilia del voto in un clima di assoluta incertezza precludendo agli elettori, di fatto, la possibilità di conoscere in tempi ragionevoli le ‘regole del gioco’ rese ancora più confuse dalla legge regionale istitutiva delle primarie”.
Uno spreco legalizzato, secondo l’associazione, che prosegue nelle sue rimostranze: “La Legge regionale 25/2009, ancorché priva della necessaria copertura finanziaria, non solo sancisce che il costo delle primarie sarà a carico della Regione (rimborso delle spese sostenute dai Comuni, rimborso forfettario delle spese sostenute in misura di 0,50 euro per ciascuna scheda votata in favore della rispettiva lista, retribuzione del presidente di seggio e altro) ma non prevede, quale condizione indispensabile per il loro svolgimento, la partecipazione di un numero minimo di candidati.
Di conseguenza se Franco Corbelli, unico ad aver presentato le firme per concorrervi, non avesse ritirato la propria candidatura, le primarie benché inutili avrebbero dovuto svolgersi con una spesa presunta per la regione di due milioni”.
Quindi l’associazione chiede di sottrarre alle Regioni la potestà legislativa in materia di elezione dei presidenti di Giunta e dei Consigli regionali. Ora la palla passa a Roma, ma i tempi sembrano decisamente ristretti per prendere una decisione a breve.
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