Banner Conad

Top & flop: le pagelle di Cosenza-Akragas

Il migliore in campo scelto dai followers di “Lupi si nasce” è MANUEL PASCALI: il totale dei votanti è stato di 274; in 142 (il 52%) hanno espresso la loro preferenza per il difensore rossoblu; i restanti 132 (il 48%) hanno optato per MIRKO BRUCCINI.

SARACCO 7 (Determinante): Attento e preciso nelle uscite basse e nelle prese alte. Poi, allo scadere, sfodera un grande intervento che evita la beffa per i lupi.

IDDA 5,5 (Grezzo): È il difensore che ha faticato di più rispetto agli altri. Buona però l’intensità della sua gara. Nel primo tempo, offre un buon assist a Pascali che di testa spedisce la palla sopra la traversa.

DERMAKU 6+ (Preciso): Controlla ottimamente gli attaccanti acragantini e trova sempre la soluzione ottimale per ovviare alle distorsioni provocate da un campo infame. Un sbaglia nente insomma.

PASCALI 7 (Poderoso): In difesa è una roccia. Li rimbalzanu nguaddru avversari e palluni. In avanti è un pericolo costante in occasione dei calci piazzati. Di testa sfiora il gol nel primo tempo (l’ha pigliata troppu bona) e coglie un palo nella ripresa. Ad un certo punto ho notato il prolungarsi della sua presenza in avanti. Un ci potìa rimana, cussì nu gol magari u faciamu.

La parata salvarisultato di Saracco su Camarà (ph. Rosito)
La parata salvarisultato di Saracco su Camarà (ph. Rosito)

CORSI 5,5 (Distratto): Alterna ottime iniziative ad evidenti omissioni. Spesso dimentica i saglia supa fascia e rimana ‘nchiuvatu sulla linea difensiva, rallentando di molto la manovra. Altre volte, invece, la sua avanzata è veemente. Sfiora il gol con un diagonale uscito di poco e s’affissa spesso cu nu cross na pocu ara Beckham e na pocu ara Quaresma che si rivela buanu sulu pi Pro Evolution.

BRUCCINI 7+ (Barishnikov): La sua tecnica gli consente di non risentire eccessivamente delle condizioni avverse del terreno di gioco. Vederlo in azione è una bellezza. Sembra danzare. Ha avuto qualche occasione per far male ma è stato poco incisivo. Tuttavia, se il Cosenza ha costruito tante palle gol, arrivando con facilità nei pressi dell’area avversaria, nonostante il campo pesante, il merito è soprattutto suo.

PALMIERO 6+ (Garanzia): Corre tanto ed organizza al meglio la manovra. Fino al limite dell’area altrui parimu u Barcellona, puru supa nu campu i merda. Arrivati in area continua u tiki taka ma Messi un c’è…

TROVATO 0 (Testa calda): Condanna la squadra a giocare in 10 per tutto il secondo tempo, reagendo stupidamente ad un fallo con una testata. L’avversario cada nterra cumu si l’avissaru sparatu (ci volia pregatu!) ma quello che ha fatto lui è stato inspiegabile. Rifletti ragazzo. Zero in condotta.

D’ORAZIO 5,5 (Inconcludente): Gioca bene come il resto della squadra ma arrivato al dunque un cunchiuda. Mu fricu ca fa u numero supa a trequarti, superando un avversario in scioltezza con un controllo a seguire alla Kaka, si pu sbaglia sempre l’ultimo passaggio. Peccato, così si vanifica quanto di buono si costruisce.

TUTINO – PEREZ – BACLET – OKEREKE 5 (“Ma vi spagnati a minà mporta?”): Il problema del Cosenza è la mancanza di un bomber d’area. Si iungimu tutti i quattru attaccanti mica ni escia unu ca mpizza. Sono tutti valenti, affidabili e con certe caratteristiche ma nessuno di loro tena chiru ca ni serva pi vincia: il killer instinct. Anche ieri, nel pantano del Marulla, si è costruito tanto e si è speso ancor di più ma, arrivati nei pressi dell’area di rigore avversaria, si vanificava tutto facendo sempre un tocco in più (Tutino), battagliando senza essere incisivi davanti alla porta (Perez), arrunzannu ara vurri vurri (Baclet) oppure fissiannu (Okereke). Se non si riesce a far gol neppure ad una squadra semi-spacciata che ristagna ormai all’ultimo posto e che comunque non è venuta a Cosenza a fare le barricate, il problema esiste ed è anche evidente. L’impegno, che pur è stato massimale, non basta. Servono i gol.

Vono, con l'aiuto del palo, respinge il colpo di testa di Pascali (ph. IlCosenza.it)
Vono, con l’aiuto del palo, respinge il colpo di testa di Pascali (ph. IlCosenza.it)

DALLA PANCHINA

CALAMAI 5 (Contagiato): Dà forza al centrocampo ma non riesce a cambiare l’inerzia. In un paio di circostanze si lascia contagiare anche lui dalla inconsistenza offensiva.

MUNGO s.v.

All. OCCHIUZZI 6 (Congedato): Non sta un attimo fermo. U stile u tena, così come quando giocava. Avrebbe meritato maggior fortuna in queste due partite casalinghe in cui ha guidato in prima persona i lupi. Un misero punto su sei in palio…è misero bottino. Riesce a cogliere però i tre punti nella trasferta di Fondi. Dalla prossima gare tornerà Braglia in panchina.

Il problema del Cosenza è la mancata finalizzazione della grande mole di lavoro che si riesce a costruire, grazie a gente come Palmiero, Bruccini e Calamai. Si arriva facilmente e con una leggiadria nei pressi dell’altrui area di rigore ma poi si rimane fumosi e astratti. Para c’avimu a pretesa i trasa mporta curu pallune. Un tiki taka adesso anche indigesto e fastidioso. Mi chiedo come sia stato possibile non vedere calciare in porta da fuori con un campo come quello di ieri.

Intanto, i tifosi si dividono. C’è chi, seppur deluso, è fiducioso e c’è chi, dinanzi ad un simile spreco, è ancora chiù ncazzatu i prima [ci sarebbe anche la terza categoria, quella dei tanti umili servitori nella “vigna” del Signore che si divertono a fare i moralizzatori cu pila e sentimenti altrui in maniera per definizione inattendibile (un pò come il pianto della Fornero prima i taglià i pensioni di tutti gli italiani, meno le sue)]. Entrambe le posizioni sono legittime. Si tratta delle due facce della medaglia del tifo rossoblù. Quel che occorre fare è capire bene qual è l’obiettivo di questa stagione. Cercare di arrivare quantomeno sesti o settimi per giocare i playoff in casa e, in quella sede, vida i fa na culata? Ecco, se si stabilisce questo, allura su lunedì pò essa vissuto cu tranquillità. Se l’obiettivo è il raggiungimento del risultato minimo, possiamo vivere tutti felici e contenti.

Condividi questo contenuto