Il migliore in campo scelto dai followers di “Lupi si nasce” è DAVID OKEREKE: il totale dei votanti è stato di 97; in 84 (l’87%) hanno espresso la loro preferenza per l’attaccante nigeriano; i restanti 13 (il 13%) hanno optato per KASTRIOT DERMAKU.
SARACCO 6 (Calmo…puru troppu): Non compie interventi particolari. La sufficienza la guadagna con l’esecuzione diligente dell’ordinaria amministrazione, anche se ho ancora dubbi sul posizionamento che ha scelto in occasione del gol di Bollino. Forse s’è misu troppo i latu ma a punizione parìa calciata i Mihajlovic.
IDDA 5,5 (Appannato): Non al top della condizione e si vede. Non demerita ma è troppo falloso. Spesso commette infrazioni o disattenzioni che contro una squadra più incisiva della Sicula possono costare caro. Un ti chiedu i fa u filosofo ma na pocu chiù i capu servissa.
DERMAKU 6,5 (Titano): Come Atlante tiene sulle spalle il mondo, iddru si carrica ncuaddru tutta a difesa. Il prestigioso premio “Gigi Marulla”, ricevuto martedì scorso dall’Associazione Cosenza nel Cuore, lo ha galvanizzato a dovere.
PASCALI 6+ (Leader): Anche se commette il fallo evitabile che ha originato il gol dello svantaggio, è indispensabile per la squadra, anzi per il gruppo (picchì squadra e gruppo un sù sinonimi). Nel forcing finale alla caccia del gol qualificazione viene fuori tutta la sua personalità. Mi preme evidenziare il suo essere al centro, nella veste di promotore, delle esultanze per i gol dei suoi compagni, come a dire loro: “Iativi ricogliti l’applausi (meritati)”.

CORSI 6 (Impreciso): Impegno e sacrificio ma pede troppu stuartu. A su giru i cross cumu Beckham un su esciuti. Sarà per la prossima.
MUNGO 5 (Fagliante): Gira per il campo in attesa che il pallone si materializzi sui suoi piedi. Atteggiamento perfetto pi finì in panchina.
BRUCCINI 6 (Sprecato): Nel ruolo di playmaker è limitato. La tecnica non gli manca ma metterlo in mezzo è cumu schierà n’atru iocature, di certo non Bruccini. “Oi Brà, un mi fa vida chiù s’esperimento. Simu ari playoff e no ad agustu”.
TROVATO 5,5 (“Crudu”): E’ dotato di buona tecnica ma non ha le caratteristiche fisiche e psicologiche per imporsi in partite, come quella di ieri, che si giocano sui nervi e sui chili. Ancora è guagliune.
D’ORAZIO 6,5 (“Nu trùanu”): Salvo il problema ca tena nu sulu pede e che quindi s’addi portà u pallune sempre supa u sinistro, producendo così in alcuni frangenti della gara un rallentamento della manovra, va ch’è na bellezza supa chira fascia. All’avversari i piglia a tunnel e minta decine i cross al bacio mmianzu all’area (peccato che questa sia costantemente priva di maglie rossoblu). Comunque, una simile tecnica sull’out mancino non la ricordavo dai tempi del mitico duo Pavone – Aurellio ca ci facìanu na singa…belli tiempi chiri.
TUTINO 6+ (Urlo strozzato in gola): Fa una partita di grande sacrificio. Spesso lo si vede ripiegare a dar man forte in difesa. In avanti gli è mancato soltanto il gol che, comunque, avrebbe potuto realizzare nel primo tempo se solo avesse tirato con la testa alta, anzichè cura capu vascia. Chi t’ha fumatu Tutì! Ma va bene così, u gol tu si stipatu pi u marte (manu ari pa…).
PEREZ 5,5 (“Ntostinu”): Dopo le pregevoli partite contro Francavilla e Trapani è tornato il vecchio Leo: nu ntostinu ca mina l’avversari ma inconsistente nella zona di competenza degli attaccanti (l’area di rigore avversaria). Di là dalla prestazione di Perez, vorrei capire una cosa. I cross che riuscivano a penetrare nell’area della Sicula si infrangevano costantemente sui difensori lentinesi. Ma i iocaturi du Cusenza adduv’eranu? Sul primo palo un c’era nessunu. Supu u sicunnu idem. For’area pi a ribattuta puru. Ma avanti tinimu ologrammi?
DALLA PANCHINA
OKEREKE 7,5 (Decisivo): Finalmente cicculata è stato determinante. Sigla il gol che vale la qualificazione al secondo turno e poi, sbloccatosi mentalmente, libera la sua vera essenza di velocista. Proprio da una sua impressionante accelerazione nasce l’azione culminata con il rigore trasformato da Baclet che chiude il match.

CALAMAI 7+ (Imprescindibile): Il Cosenza cambia volto dopo il suo ingresso in campo. C’era necessità di aumentare il peso ed il tasso di razionalità del centrocampo. Mai più senza Calamai. M’aviti fattu piglià n’infarto aieri.
PALMIERO 7+ (Indispensabile): Per lui vale il medesimo discorso fatto per Calamai. Infatti, l’aggettivo “indispensabile” è un sinonimo di “imprescindibile”. Il suo ingresso cambia il volto al Cosenza e consente di attaccare con lucidità e determinazione.
BACLET 7 (Determinato): Dargli un voto alto è sempre un piacere. Il gol era quello che gli serviva e spero che adesso acquisti fiducia nei suoi mezzi. Può essere importante per i lupi in questi playoff dato che in ogni partita non si riesce ad essere incisivi in mezzo all’area di rigore avversaria. Lui è un uomo d’area e lo ha dimostrato nello scorso campionato. Jamu Allan!
All. BRAGLIA 5,5 (Pensieroso): Sicuramente la partita era stata preparata in un modo diverso a quello che è venuto fuori per buona parte della gara. C’è da precisare che il Cosenza non ha mai corso pericoli però a centrocampo andava spesso in difficoltà. Le scelte fatte per questo reparto sono apparse azzardate. Bruccini da play non rende appieno e lasciar fuori Palmiero e Calamai è na ciotìa. Però, col senno del poi simu tutti mastruni. C’è da considerare che le partite dei playoff si giocano molto sui nervi e, se non si può essere contenti del tiki taka improduttivo riproposto dal Cosenza per larga parte del match, si deve doverosamente evidenziare la grande reazione della squadra che ha ribaltato d’imperio una gara compromessa. Forse i iocaturi si sù accorti ca stavanu esciennu d’i playoff contro, cu tuttu u rispetto pi a Sicula, na squadretta, si sù spagnati ed hanno avuto reazione a livello mentale. Anche se ci stavo rimettendo la salute, la grande sofferenza che si è patita in questa partita lascia un’eredità positiva perchè fa capire a tutti che in questa fase un si fissìa chiù. Ora testa alla Casertana che è avversario tosto. Jamu lupi. Ps. #BragliaNonSiTocca
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