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Top & flop: le pagelle di Cosenza-Sudtirol

Il migliore in campo scelto dai followers di “Lupi si nasce” è ALLAN PIERRE BACLET: il totale dei votanti è stato di 470; in 381 (l’81%) hanno espresso la loro preferenza per l’attaccante rossoblu; i restanti 89 (il 19%) hanno optato per MASSIMO LOVISO.

SARACCO 6,5 (Sereno): Non è molto impegnato ma si fa trovare pronto ogniqualvolta ve ne è la necessità. Nel primo tempo effettua alla perfezione una uscita bassa difficile su un cross insidiosissimo. Per il resto tutt’appò, i cavuzi su rimasti azati: sa moda i mo curi risvoltini e ri mutanne i fora è na ciotìa.

IDDA 7,5 (Arcigno): Gioca una partita pazzesca, di grandissima intensità. È costretto a provare sempre l’anticipo supa i nivuri ca parianu carri armati. Compito arduo ma assolto al meglio. Alla fine, o l’anticipo andava in porto, oppuru l’avversario i turno abbuscava pisante, in perfetto stile Idda.

PASCALI 8+ (Totale): Uomo ovunque. Annulla gli attaccanti tirolesi, nell’ordine u tronista, u nivuricchiu e Cannellone. Fatico a trovare aggettivi per lui perché, veramente, rappresenta l’anima di un gruppo che ha mangiato tanta merda in questi mesi e che ora sta facendo sognare la nostra provincia. Nel secondo tempo suona la carica e conduce i suoi compagni ad aggredire la vittoria. Peccato che sarà costretto a saltare la finalissima per una ammonizione rimediata nella prima frazione di gioco ma chiru fallo era necessario. Un grandissimo.

Manuel Pascali (ph.IlCosenza.it)

PASQUALONI 7+ (Disciplinato): Sente molto la pressione dell’evento e la responsabilità di “essere costretto a non sbagliare nulla”. Per vincere, il Cosenza doveva fare la partita perfetta, soprattutto in difesa. In considerazione di ciò, merita un voto alto perché ha fatto quello che doveva fare: sudare, correre, minare e giocare semplice.

CORSI 7,5 (Super…dotato): È sempre pronto a battersi in difesa ed a catapultarsi in avanti per alimentare il gioco offensivo e, a su giru, crossa buanu. Probabilmente, nella gara di andata s’è trovatu sparu cu chiru campu picciriddru. Ennesima dimostrazione che nella vita…i dimensioni cuntanu.

BRUCCINI 7 (Garanzia): Palla a terra gioca che è una bellezza anche quando appare stanco come ieri. In altri tempi, si potìa di ca u pallune intra i pedi i Bruccini era cumu minta a pila in banca. Anche se meno appariscente del solito, ha due grandi occasioni per segnare che avrebbero meritato miglior sorte.

PALMIERO 6,5 (Funzionale): Gioca molto bene in fase di rottura e di primissima costruzione ma è impreciso in fase di rifinitura. Però si fa vedere sempre nei pressi dell’altrui area di rigore. Na pocu i chiù i concentrazione nell’ultimo passaggio e put a puannu sulu suspulià.

MUNGO 7,5 (“Fa bruttu”): Prima mina e pu delizia con giocate di un certo livello. Tena na grinta spaventosa che lo porta a recuperare un’infinità di palloni. Poi, corre come un forsennato per tutto il campo e sovente si trova nelle condizioni di far male alla difesa tirolese ma, un pò per sfortuna ed un pò per imprecisione, non riesce ad affondare. Uomo in più del centrocampo.

D’ORAZIO 7,5 (Fenicottero rossoblu): Anche lui vola sulla fascia. Nel primo tempo, come tutta la squadra, fatica un pò nel trovare le contromisure alla grande fisicità di nivuri du Sudtirol (a proposito, uacchiu ca mo cu Salvini aru governo su cazzi). Nel secondo tempo però, sulla scia di una Marulla da serie A, ncumincia a macinà kilometri e a scodellà in area decine i cross.

TUTINO 7,5 (Varenne): Allora, si fuma letteralmente dua gol e in un’altra occasione la rete gli viene negata dal portiere avversario però fa un lavoro incredibile sia in tandem con Okereke e sia sulla fascia nel tridente del secondo tempo. Riesce ad abbinare magnificamente qualità e quantità e questo lo rende un grande trottatore.

OKEREKE 7,5 (Saetta): Quando riesce a liberare la sua velocità è impressionante. I difensori avversari ancora u stannu rincorriannu. Riesce a creare la superiorità numerica e quindi il presupposto pi mpizzà. Purtroppo, i suoi lampi non vengono capitalizzati dai compagni. Supa i campi asciutti è n’animale comunque.

DALLA PANCHINA

LOVISO 8+ (Meraviglioso): Dici ca Occhiuto l’ha commissionato i pittà tutta a città. Entra e prende in mano le redini del centrocampo e poi con i suoi calci piazzati propizia i due gol dei lupi. Grande giocatore e professionista esemplare.

Allan Pierre Baclet (ph.IlCosenza.it)
Allan Pierre Baclet (ph.IlCosenza.it)

BACLET 9 (Provvidenziale): Il suo ingresso cambia la partita: i lupi cambiano ritmo e mettono alle corde il Sudtirol grazie anche al lavoro eccezionale di Allan che segna e provoca l’autogol finale che ci porta a Pescara. Prima dell’apoteosi, Offredi gli nega il gol con un parata formidabile su suo colpo di testa ma u fortino altoatesino era destinato a cedere. Pura magia, puro godimento. Ancora un ci criu ca simu in finale!

PEREZ (MENZIONE SPECIALE di Salvatore Trozzo): Il pianto d’emozione per la conquista della finale da parte di un giocatore che non partecipa alla gara e che, ultimamente, non è più la primissima scelta del mister, racchiude lo spirito di unione che ha la squadra. Si ancora in tiampu pi fa chiangia i gioia tutta Cusenza. Jamu Leo!

All. BRAGLIA 9,5 (Mentore): Ennesimo capolavoro tattico del mister che azzecca le sostituzioni e vince una gara tostissima contro un avversario tosto, fisico e rapido, veramente difficile da battere. A dire il vero, u mister s’era già rappresentato cumu jia sa partita. E’ nu vurpune ed ha predisposto tutti i mezzi necessari per compiere l’impresa. La pioggia di applausi che gli ha riservato tutto lo stadio è il giusto tributo per un allenatore che ha trasformato il Cosenza da squadra impaurita, insicura in zona retrocessione a macchina da guerra, brillante e cazzuta. Ebbene si, il Cosenza rispecchia in toto il carattere di Braglia. Poche parole, quasi zero, e solo duro lavoro e tanti fatti. Ni sta faciannu sognà mister. Ni sta faciannu chiangia i gioia. Il popolo rossoblu non provava simili sensazioni da tanti, troppi anni. Tuttavia, per i ringraziamenti c’è tempo. Prima c’è la finalissima di Pescara da disputare, pardon da vincere. Picchì i finali si vincianu, nun si jocanu. Ma chissu tu u sa benissimo. Inutile parlare, già sai. Ora tutti all’Adriatico. Perchè noi non ci arrendiamo, fino a quando non vinciamo…

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