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Top & flop: le pagelle di Juve Stabia-Cosenza

Il migliore in campo scelto dai followers di “Lupi si nasce” è MATTEO CALAMAI: il totale dei votanti è stato di 89; in 49 (il 55%) hanno espresso la loro preferenza per il centrocampista rossoblu; i restanti 40 (il 45%) hanno optato per KASTRIOT DERMAKU.

SARACCO 7 (Rockettaru): Oltre alla solita partita priva di sbavature nell’ordinaria amministrazione, compie un autentico miracolo che consente di portare a casa i tre punti. La sua caratteristica calma in campo diventa puro rock.

IDDA 7 (Concreto): Grande partita di sacrificio e di cavuci. Spesso toglie le castagne dal fuoco risolvendo questioni pericolose nei pressi della propria area di rigore. Non si pone alcun problema a spazzare via il pallone cumu vena vena e questo ne fa un elemento iper-affidabile.

DERMAKU 7,5 (Vallum Hadriani): Impenetrabile ed implacabile. Le sue possenti spalle reggono l’urto dell’attacco stabiese e la sua testa timbra il gol che vale il successo. Non sbaglia nulla, come al suo solito. Ni fa passà na bella Pasqua, in attesa du derby. Campania felix.

Il gol di Matteo Calamai (ph.LaPresse/Cafaro)
Il gol di Matteo Calamai (ph.LaPresse/Cafaro)

CAMIGLIANO 6,5 (Roccioso): Argina magnificamente i pericolosi attaccanti delle vespe. Cu Dermaku ed Idda a scola a tena bona. Sempre attento e pragmatico.

CORSI 7+ (Affamato): Cum’è stilusu iddru quannu calcia i chira manera nessunu. Offre l’assist al bacio nel secondo gol dei lupi siglato da Dermaku. Fa nu paru i cappellate ma sono completamente spazzate via da 90 e più minuti giocati da vero leone.

BRUCCINI 7,5 (Odisseo): Astuto, raffinato e paziente come il re di Itaca. Gioca una partita intelligente, sempre nel vivo del gioco e a tutto campo. Assist-man in occasione del gol di Calamai e tiratore scelto dalla distanza. È di n’atra categoria.

PALMIERO 6,5 (Metodologico): Fornisce il metodo per sviluppare il gioco e non ha timore di andare al contrasto. Sbaglia qualche appoggio di troppo ma la linea di confine tra l’errore e il grande passaggio è talvolta sottilissima. È giovane ma è già nu prufessuricchiu.

CALAMAI 8 (Assolutizzante): In difesa c’è Calamai, a centrocampo c’è Calamai, in attacco c’è Calamai. Non solo monopolizza la gara ma la sblocca pure con un tocco preciso sul palo del portiere dopo esser scattato alla perfezione sul filo del fuorigioco. Si narra che prelevando un campione di D.N.A. di Calamai si possa trovare la prova delle operazioni di ingegneria genetica degli Anunnaki sumeri sui primi sapiens. Non è un essere umano, è un semidio.

D’ORAZIO 7+ (“Sa cummanna”): Calza 52 ma tena na tecnica i n’atra manera. Garantisce spinta e spunti costanti. Adesso che è tornato in forma è un piacere vederlo dominare la fascia sinistra. E l’avversari giranu…

MUNGO 6,5 (Redivivo): Dopo le ultime opache prestazioni, torna a mettere in campo quella cattiveria su ogni pallone che ha contraddistinto il suo personale campionato anche durante il periodo iniziale di sventure targato “Fontana” (ca na perrupatu). Dialoga benissimo con Bruccini in occasione del gol di Calamai. Complessivamente svolge bene il suo ruolo di collante tra centrocampo e attacco.

Leonardo Perez (ph.LaPresse/Cafaro)

PEREZ 6,5 (Potente): Mina certi paccari pisanti cum’a chiri d’Ivan Drago i Rocky IV. Partecipa con decisione alla fase offensiva. Apre molti spazi per gli inserimenti dei compagni e non risparmia nemmeno una goccia di sudore. Va anche vicino al gol sugli sviluppi di una calcio d’angolo. Dopo che è uscito dal campo il Cosenza ha sofferto terribilmente l’avanzata delle vespe. Questo fa capire quanto sia importante il soldato per la squadra.

DALLA PANCHINA

TUTINO 6,5 (Giocoliere): Entra e fa escia a palla di ricchie ara difesa stabiese. Grande impatto sul match il suo: lavora decine di palloni in maniera eccellente e contribuisce col suo fare guascone alla vittoria corsara dei lupi.

PASCALI s.v.

BACLET s.v.

OKEREKE s.v.

All. BRAGLIA 7,5 (Re dei re): Così come Agamennone è riuscito dopo 10 anni a condurre gli Achei alla vittoria nella guerra di Troia, Braglia porterà il l’esercito rossoblù alla gloria. Vi potiti puru tuccà ma è cussì. Vittoria significativa su un campo sempre ostico e contro un avversario in formissima. Il Cosenza mostra determinazione e capacità di raggiungere il risultato per il tramite di una certa prestazione. La vittoria è stata costruita bene nei 90 e più minuti di partita. Unico neo, che però sembra essere uno dei difetti originari del prodotto, è il fatto di vincere di misura e quindi sempre a seguito di molta sofferenza.

Ma, tutto sommato, va buanu cussì: aiari c’è stata a via crucis…u periodo è di sofferenza prima ma di rinascita dopo. Chissà che la vittoria di Castellammare non ci renda un Cosenza nuovamente formato grande squadra. Da come sono arrivati i tre punti, d’imperio, sembrerebbe di si. Ora si apre la settimana del derby. Una cortesia personale vi chiedo: unn’u pompamu picchì sinnò… È una partita come le altre. Non è vero ma lo è. Io non dico più niente. Ni vidimu a duminica aru campu.

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