SARACCO 8+ (Decisivo): Sfodera una grande prestazione. Attento e sicuro nell’ordinaria amministrazione e prodigioso in tre circostanze. Viene battuto soltanto su rigore. Unico appunto: “Ogni vota ca si jetta rimana curi mutanne i fora. Ma i lazzi ari pantaloncini chi fine hannu fattu?”
IDDA 7,5 (Monumentale): Così come Baclet la scorsa domenica, trova finalmente la sua consacrazione. In difesa è una roccia e chiude ogni spazio. Una goduria vederlo svettare di testa e segnare il gol che decide la contesa. “Oi n’ha fattu scialà”.
DERMAKU 6,5 (Invalicabile): Non lascia nulla al caso. È Sempre sul pezzo. Coordina alla grande i movimenti di reparto. “Cu iddru arriati, parimu i Mirmidoni”.
PASQUALONI 6 (Inesperto): Sta crescendo molto e lo ha dimostrato anche ieri. Tuttavia, commette ingenuamente il fallo da rigore facendosi fregare da Reginaldo “ca para na purpetta” ma è molto rapido e smaliziato. Menomale che l’errore di gioventù non lo si è pagato.
CORSI 7+ (Responsabile): In ogni incontro si assume la responsabilità di calciare, che sia tiro dalla distanza, cross o calcio di punizione non importa. Lo ha fatto anche ieri pennellando un traversone perfetto che vale il 50% del gol siglato da Mendicino. “Capità parii a Beckham”.

STATELLA 6+ (Operaio): Si sacrifica molto, giocando in un ruolo non suo. Opera un lavoro preziosissimo ed oscuro che contribuisce a rendere quadrata la squadra. Quando però ha la possibilità di ripartire verso la porta avversaria è troppo impreciso ed egoista. “I jestime i Tutino si su sentute puru a Cusenza”. È ovvio che non possiamo essere contenti di questo Statella.
PALMIERO 6,5 (Insostituibile): È il faro del centrocampo, collante fra i reparti e tessitore delle manovre rossoblù. Quando può, non disdegna le sortite offensive. In una di queste, sfiora il gol con un tiro dalla distanza che esce di pochissimo.
CALAMAI 6,5 (Duracell): È il nostro tuttofare che non si ferma mai. “Certi vote piansu ca unn’è n’uaminu ma ‘nu cyborg”. Sradica palloni, mina (e Celentano), rifinisce, crea spazi e conclude a rete. “E chi t’anni i dì?”
D’ORAZIO 6,5 (Torrenziale): La sua spinta sulla fascia è costante e puntuale. Gioca sempre razionalmente il pallone e mette in area avversaria decine di cross. “Mo li manca sulu i cumincià a mpizzà cumu l’anno scorso”.
MENDICINO 7,5 (Professionista): Un piacere immenso attribuire un super voto a super Mendo. Gioca una partita di spessore e sigla un grande gol con un movimento da attaccante di razza (ogni medaglia ha il suo rovescio: “si su fussa fumatu, l’aviamu i mannà a Cartagine in esilio”). Dopo i tre di Baclet, finalmente anche Ettaruzzu segna e convince. Il lavoro in silenzio paga sempre.
TUTINO 6,5 (“Core e Napule”): Da seconda punta fa vedere ottime cose. È molto mobile ed utilizza la sua tecnica per agevolare gli inserimenti dei centrocampisti. Non si risparmia mai e lotta come un leone su ogni pallone. Forse e dico forse, “avissamu già i mò parrà curu Napoli”. Intelligenti pauca.
DALLA PANCHINA
LOVISO 6,5 (“Pitture”): Il suo apporto da subentrante è decisivo. Mette ordine in mezzo al campo in una fase concitata del match e motiva a dovere i compagni. E poi è suo l’assist per il secondo gol rossoblù firmato da Idda. “C’ha pittatu a palla supa a capu!”

PASCALI 6,5 (Grandioso): Grande impatto sulla partita. Entra la posto del giovane Pasqualoni e mette subito le cose in chiaro. Il suo primo atto è “minà a Reginaldo i famosi tri cavuci d’arriati d’avvertimento, pi ci fa capì ca cu iddru u purpettune un s’avia di mova”. Mette lo zampino nel gol vittoria di Idda, ingannando col suo movimento il portiere avversario e perciò impedendogli l’uscita.
LIGUORI 6,5 (Sfrontato): Anche il suo apporto in itinere è fondamentale nell’economia della vittoria. A dispetto della sua giovane età, ci mette tutta l’esperienza napoletana (che comunque è nel DNA dei partenopei) nel far perdere la testa all’avversario e propiziarne l’espulsione.
TROVATO s.v.
BONIOTTI s.v.
All. BRAGLIA 8 (Mediatore): Piano piano sta plasmando il Cosenza a sua immagine e somiglianza. La partita di ieri segna, fino ad ora, il punto più alto dei lupi in questo campionato (“un ci volìa assai” viste le cose tragicomiche che i tifosi sono stati costretti a vedere). Senza dubbio, una vittoria bella e coinvolgente perché meritata ed ottenuta in casa di una delle favorite alla promozione finale. Il pragmatismo bragliano ora si vede ed è tangibile. La crescita del Cosenza è sotto gli occhi di tutti, “du tagliature in mala fede aru lecchino chiù spudorato”, ma attenzione alle esagerazioni in un senso o nell’altro. Leccare e tagliare sono due facce della stessa medaglia deleteria. Braglia si sta dimostrando anche un buon mediatore. Ora testa al Monopoli.
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