Il migliore in campo scelto dai followers di “Lupi si nasce” è Massimo Loviso: su 152 votanti totali 85 (il 56%) hanno espresso la loro preferenza per il playmaker emiliano, i restanti 67 (il 44%) hanno optato per Gennaro Tutino.
SARACCO 5 (File not found): Non si adopera adeguatamente per cercare di evitare il gol di Rada. “Unn’è pi trovà u pilu intra l’uavu”, la punizione del difensore andriese era formidabile, però “u tiro a giro era sgamatu” e Umbertuzzu ha sbagliato nel posizionarsi troppo distante dal centro della porta e poi a provare a raggiungere immediatamente la sfera senza previ e necessari passi laterali. “Umbè un faglià mo ca sinn’è iutu Perina pi l’anima di muarti!”
IDDA 6+ (Roccioso): Sempre attento e cattivo al punto giusto. Sbroglia la matassa in più circostanze. Felici che il suo rendimento sia aumentato esponenzialmente. Ora è un elemento sicuro ed affidabile.
DERMAKU 6+ (Risolutore): Gioca la sua onesta partita e compie interventi risolutori come quello col quale, al novantesimo, stronca un contropiede avversario con un fallo a centrocampo che gli costa l’ammonizione. Era diffidato e salterà la prossima…”iaracullonna”.
PASCALI 6+ (Arcigno): Offre una partita di cuore e di sostanza come al suo solito, facendo provare ad ogni avversario che transita dalle sue parti l’ebrezza “du cavuciu aru culu” (simbolicamente parlando). Osservato speciale sui calci piazzati, in occasione dei quali “mpizza chiù i Baclet, Mendicino (ei fu), Perez e Okereke misi assiame”.
CORSI 6 (Chirurgico): Gioca un buon match che conferma la sua costanza di rendimento. Per il fantacalcio sarebbe un ottimo investimento perché è veramente difficile che possa andare al di sotto della sufficienza. Sorregge sempre l’azione offensiva ed è chirurgico in fase difensiva. “U’ capitanu”.
BRUCCINI 6 (Poliedrico): Brilla meno rispetto al suo solito. La Fidelis Andria è una squadra molto fisica che lotta e chiude gli spazi in mediana. Tuttavia, si cala perfettamente nella parte ed accetta di giocare meno di fioretto e più di spada. Anche questa sua capacità di adattamento a seconda delle esigenza della squadra lo rende indispensabile.

LOVISO 6,5 (Professorale): Braglia punta ancora su di lui dopo la grande prova della settimana precedente contro il Matera. Nel primo tempo soffre un pò la fisicità dell’Andria e non riesce a dar velocità alla manovra silana. Alla lunga sale in cattedra, “cumu nu vero pruissure”, ed inizia a smistare gioco in lungo ed in largo. Si assume la responsabilità di calciare un rigore importantissimo e lo tramuta in gol in maniera impeccabile. Il Cosenza allunga la serie di risultati utili consecutivi anche grazie a lui.
TROVATO 5,5 (Ossimoroso): Il ragazzo ha buonissime qualità tecniche che vengono fuori a sprazzi nel corso della partita. Però ancora si vede che deve maturare maggiore esperienza per giocare titolare in questa categoria “i macellari”. Non si vede molto, tant’è che sovente i tifosi hanno affermato: “amu persu a Trovato”.
D’ORAZIO 5,5 (Cavaliere oscuro): Leggermente sottotono rispetto al suo solito. “È puru veru ca n’ha abituatu troppu buanu”. Al Degli Ulivi svolge prevalentemente un prezioso lavoro oscuro senza strafare. Comunque, è sempre importante il suo apporto.
PEREZ 5,5 (Diligente): In queste prime due uscite con la maglia rossoblù ha mostrato grinta, carattere ed intelligenza tattica. Anche ad Andria ha lavorato sodo per agevolare e consentire gli inserimenti dei suoi compagni, in primis di Okereke. Ha fatto vedere soltanto alcune delle doti del grande attaccante, come ad esempio la perfetta protezione del pallone dalle insidie avversarie. Manca “chira chiù importante però…un dicu nente…”
OKEREKE 5,5 (Non identificato): Trascorre il primo tempo a cercare una sua dimensione in campo. È spesso al centro di potenziali azioni gol ma cincischia troppo. “Si vida ca tena i qualità” ma non è facile neppure per lui giocare in questa categoria. Fa posto poi a Tutino. La staffetta fra i due si preannuncia entusiasmante. Dopo i dualismi (positivi) Mazzola/Rivera o Baggio/Del Piero, “a Cusenza c’è chiru fra Tutino ed Okereke”.
DALLA PANCHINA
TUTINO 6,5 (“U’ vicerè”): Se ci trovassimo nel periodo preunitario, Gennarino sarebbe “u viceré i Cusenza” nominato dalla Corona Borbonica. Ha la piena sovranità sul terreno di gioco. Salta gli avversari con una facilità disarmante e crea numerosi pericoli. Ha l’opportunità di siglare il gol vittoria ma Maurantonio glielo nega con un grande intervento.

PALMIERO 6+ (Razionalizzatore): Entra e dà continuità al lavoro di costruzione eseguito da Loviso. La sua presenza in campo, anche in fase difensiva, è sempre importante.
MUNGO 5 (Solitario): Il triplice cambio (Pinna-Baclet-Mungo) fatto da Braglia a quindici minuti dalla fine del match, per vincerlo, non ha portato i frutti sperati soprattutto perché colui che fra i tre neo-entrati avrebbe dovuto dare una marcia in più “ha iocatu sulu”, provando soluzioni estemporanee anziché incidere pragmaticamente per il bene della squadra.
PINNA s.v.
BACLET 6 (Prezioso): Averlo come arma da usare a partita in corso è una grande cosa. Se sostenuto a dovere, “Allan pò diventa u nuastru Massaro”. Per il momento mette, come sempre, grande impegno e professionalità. “Buanu su Mojito”.
All. BRAGLIA 6,5 (Sapiente): Non si può vincere sempre. Quando non si fanno i tre punti è meglio farne uno anziché zero. Sembrano ovvietà questi concetti ma, purtroppo, “a Cusenza vannu scritti ed evidenziati”. I lupi continuano la loro marcia fatta di risultati positivi e conquistano un punto importante che muove la classifica in un campo tradizionalmente avaro di soddisfazioni per i colori rossoblù ed al cospetto di una squadra in grande forma psico-fisica. In altri tempi, la partita di Andria l’avremmo persa: l’arbitro che concede una punizione generosissima sugli sviluppi della quale si viene infilzati e poi nulla più. Invece, siamo riusciti a riprendere la partita e con un pizzico di culo in più avremmo anche potuto vincerla se Tutino avesse fatto gol.
Ma probabilmente ancora non siamo pronti per avere la fortuna delle grandi squadre, magari rubando qualche risultato in trasferta come ha fatto il Lecce a Rende. Chissà che questa capacità la si acquisisca nel prosieguo dell’annata quando le partite si faranno sempre più importanti. Non contesto nulla al mister, neppure la scelta di far partire il giovane Trovato al posto dello scalpitante Mungo perché avrà avuto le sue giuste ragioni per effettuarla. Dobbiamo solo remare tutti nella stessa direzione e “tranquilli tutti ca ni cacciamu puru s’annu belli chiuriti. Forse puru chiru chiù granne…”.
Vai al contenuto




