SARACCO 6,5 (Sicuro): Mostra grande personalità in casa della squadra più forte del campionato. Ottimo nelle uscite e sempre attento in area. Incolpevole in occasione dell’eurogol di Mancosu. “Accuartu Perì!”.
CORSI 6 (Tattico): Gioca una partita di sostanza sudando la maglia e onorando la fascia che porta al braccio. Meno propositivo rispetto al solito ma preziosissimo in fase di copertura. “Nu liune”.
DERMAKU 6 (Gigante): “Chissu è unu tuastu”. Annulla gli attaccanti leccesi, torreggia sulle palle alte ed è preciso nei disimpegni. È il primo giocatore a venire ammonito per aver subito e non commesso un fallo. Ma questa ormai è routine al “Via del Mare”.
IDDA 6 (Ordinato): Sfodera la prima prestazione senza sbavature da quando è a Cosenza: si vede chiaramente che il ragazzo è più tranquillo. L’intesa con Dermaku cresce di partita in partita. “Nu niarvu”.
D’ORAZIO 5 (Disconnesso): Il peggiore della linea difensiva. Attacca di più rispetto a Corsi ma è troppo impreciso, a tratti impacciato. Commette troppi errori tecnici. È incappato in una serata no. “Unn’ha ncarratu nu stop”.
STATELLA 5 (Inidoneo): Dopo il sussulto d’orgoglio che lo ha portato a tornare devastante contro il Bisceglie, a Lecce riprende il suo posticino nella stanza dell’anonimato. Eppure c’erano grandi aspettative su di lui per la partita salentina. “L’amu persu torna”.
LOVISO 6 (Equilibratore): Va a prendersi la palla dai difensori per poi smistarla. Stabilizza ed armonizza la manovra. Nel secondo tempo calcia magistralmente una punizione e sfiora il jolly. È sulla buona strada per divenire l’elemento essenziale della squadra. “Nu pitture”.
CALAMAI 5,5 (Impreciso): Corre come al solito tanto ma stavolta lo fa male. Questo lo porta a trovarsi spesso fuori posizione. Sbaglia qualche appoggio di troppo ma è sempre un giocatore importante. “Unn’ha iocatu Pinna e Calamai è iutu in paranoia”.
MUNGO 6,5 (Sostanziale): Per descriverlo basta prendere il vocabolario e cercare il termine “fondamentale” con i suoi sinonimi. È sempre l’ago della bilancia delle prestazioni del Cosenza. Sfiora il gol nel primo tempo calciando troppo addosso a Perucchini. “Sa senta daveru”.
MENDICINO 5 (Timido): Non brilla. Anzi, sembra proprio scarico. Uno con la sua esperienza in terza serie deve fare molto di più e prendersi delle responsabilità, invece di nascondersi. Purtroppo è venuto meno in una partita importantissima. “Troppu spagnusu”.
BACLET 6,5 (Caparbio): Gioca da attaccante completo: gran lavoro in fase di non possesso e presenza costante in area di rigore avversaria. Segna un gol regolarissimo, annullato dell’arbitro in applicazione del principio in dubio pro Lecce. “Jamu Allan”.

DALLA PANCHINA
CACCAVALLO 4 (Fantasma): Un calciatore con le sue credenziali dovrebbe dare qualcosa in più quando chiamato ad entrare dalla panchina. Invece, “il nostro Campione” avrà pensato di essere tornato in Salento per una vacanza. “Caccavà, più fatti e menu stirature i capiddri!”
LIGUORI S.V.
All. BRAGLIA 6,5 (Normalizzatore): La squadra approccia benissimo alla gara e la conduce con personalità e giocando alla pari del ben più quotato Lecce. Il Cosenza sta diventando finalmente squadra e in questo processo si vede nitidamente la mano di Piero Braglia. Purtroppo l’umore non è dei migliori perché si è perso immeritatamente. Raccogliere quanto meritato sul campo avrebbe dato più tranquillità all’ambiente. In questa stagione balorda ne stanno succedendo di ogni. Una domanda mi sorge spontanea: ma Guarascio e Trinchera, anziché rischiare scommettendo su un allenatore emergente, “un potianu piglià a Braglia i l’inizio?”
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