Tra il 2010 e il 2014 non avrebbero comunicato periodo di degenza superiori ai 30 giorni, incassando così indebitamente i sussidi

L’ennesima truffa all’Inps è stata portata alla luce grazie alla indagini della Guardia di Finanza di Cosenza, coordinata dal Procuratore della Repubblica della città bruzia, Dario Granieri. Un raggiro da almeno 800 mila euro è stata accertata dal Nucleo di Polizia tributaria che ha anche denunciato 518 persone
Risultavano titolari di indennità di accompagnamento e sono accusate di non avere comunicato all’istituto di previdenza tra il 2010 ed il 2014 periodi di ricovero superiori a trenta giorni in ospedale o in case di cura private, con retta a totale carico del Servizio Sanitario nazionale, durante i quali il beneficio economico avrebbe dovuto essere sospeso.
Secondo quanto comunicato dalla Guardia di Finanza, l’indennità di accompagnamento decade per legge durante il periodo in cui il titolare usufruisce di periodi di ricovero di lunga degenza in strutture sanitarie con pagamento della retta medico-assistenziale a totale carico del Servizio sanitario nazionale, perché la normativa dispone l’obbligo di comunicare tali periodi di ricovero all’Ente previdenziale, che interrompe l’erogazione dell’ indennità per erogare la somma, solitamente destinata all’assistito, all’Azienda sanitaria provinciale.
L’indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza in collaborazione con l’Inps e nei confronti di tutti i soggetti segnalati all’Autorità giudiziaria saranno avviate le procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite.
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