Dopo il concerto di ieri sera di Dario Brunori la musica non termina qui. Questa sera 1 gennaio, infatti, tutto è pronto per un altro concerto di Capodanno che è quello dell’Orchestra Sinfonica Brutia che si terrà al teatro Rendano. Due sono gli orari del concerto quello delle 18.15 e la replica delle ore 21.00. Il titolo del concerto è molto semplice: “Vertigo”. Tutto è pronto, i musicisti questa mattina si sono svegliati presto perché oggi c’è molto lavoro da fare. E per entrare meglio in questo evento abbiamo contattato telefonicamente il maestro d’orchestra Francesco Perri che risponde subito con piacere alle nostre domande d’inizio anno.
Maestro ci perdoni per il disturbo, ma la nostra curiosità sul concerto di questa sera è grande. Possiamo fare una chiacchierata al volo?
“Prego sono a vostra disposizione. Ho appena finito di prendere il primo caffè e possiamo partire con le domande”.
Musica maestro, iniziamo cosi?
Il concerto di Capodanno ormai è tradizione e per quanto riguarda l’Orchestra Brutia questo è il suo quarto anno. Ogni anno ha una dimensione completamente diversa: siamo partiti con “Le Danze del Mondo”, lo scorso anno abbiamo fatto “Disco” e quest’anno è dedicato alla musica popolare con “ Sud e Magia”.
Vertigo, da dove nasce questo titolo?
Nasce da un’idea particolare. Quella di destabilizzare il pubblico attraverso una visione coreutica del mondo musicale del Sud Italia. Il Sud è magia, è un riferimento ad Ernesto De Martino e anche agli studi fatti di etnomusicologia negli anni 40/50 da Alan Lomax e da Diego Carpitella. Questo studio che è relativo alla ricostruzione di un mondo magico dove è presente il rito “dello sfascino”. Il tutto viene ricostruito all’interno di questo spettacolo.
Lo scorso anno con l’Orchestra Brutia che lei dirige siete riusciti a soprendere un pubblico che si è lasciato coinvolgere. Il ritmo sarà lo stesso in questo primo concerto del 2026?
Saranno più di cento i tamburelli che distribuiremo al pubblico per creare quella sinergia “energetica” con i musicisti. All’’interno dello spettacolo non manca la poesia, il ballo e le contaminazioni musicali con “il mondo arabo”, “il mondo grecanico” e con il “mondo occitano”. Sono convinto che il mondo meridionale musicale ha tanta energia ancora da dare. Quindi il ritmo non solo sarà lo stesso dello scorso anno, ma anche abbiamo messo qualcosina di più.
Francesco Perri, un sogno in musica per il 2026?
Il mio sogno per il 2026 è quello da un lato di continuare a divertirmi con la musica e poi dall’altro lato è quello di dare stabilità all’Orchestra Brutia. Ogni musicista calabrese deve vivere nella propria terra. Sono dei veri professionisti e sono il nostro orgoglio e quindi una maggiore stabilità economica può far andare avanti questo grande sogno chiamato musica.




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