Gli amaranto sono in vantaggio negli scontri diretti ma il Cosenza parte con i favori del pronostico

Cosenza-Reggina è un derby dal sapore antico ma non è il derby, tutt’altra storia rispetto a Cosenza-Catanzaro. C’è la rivalità ma non c’è l’attesa spasmodica che precede lo scontro fratricida tra rossoblu e giallorossi. Tuttavia esistono le premesse perchè si possa assistere ad un match appassionante, in primis per il fascino della gara in notturna sotto i riflettori dello stadio “S.Vito Marulla“, in secundis per il richiamo mediatico del posticipo trasmesso dalle telecamere di Rai Sport. E’ prevista una discreta cornice di pubblico, nella speranza che le iniziative promosse dalla società bruzia possano sortire l’effetto sperato in termini numerici. I precedenti tra le due compagini sono tanti e tutti storicamente rilevanti, riportano alla memoria partite vissute col fiato sospeso.
In molti ricordano ancora la vittoria dei lupi per 2-0 nella stagione 1995/96, anche in quell’occasione si giocò di sera, le firme sul successo furono di due attaccanti del calibro di Tatti e Lucarelli. Qualche anno più tardi il derby del “S.Vito Marulla” fu il preludio alla promozione degli amaranto in serie A. Il 16 Maggio 1999 i tifosi dello stretto accorsero in massa per sostenere la squadra ad uno storico traguardo. La vittoria per 2-1 in terra silana spianò la strada ai festeggiamenti per il grande salto, che venne ufficializzato dalla matematica solo qualche settimana più tardi. Quel match fu quasi un testacoda, il Cosenza allenato da Walter De Vecchi lottava per non retrocedere e riuscì a conseguire la salvezza solo all’ultima giornata, al contrario la Reggina si era affidata nelle sapienti mani di un tecnico navigato come Bruno Bolchi per centrare l’obiettivo. Possanzini su calcio di rigore al 26′ e un autorete di Paschetta nella ripresa fissarono il risultato sullo 0-2, prima dell’inutile e tardiva rete di Montalbano a tempo quasi scaduto.

Grande pubblico per il derby del 2001, quasi 11 mila spettatori. Fu un’altra delusione in casa Cosenza perchè la Reggina, intenzionata a condurre un campionato di vertice per riconquistare la massima serie, espugnò nuovamente il “S.Vito Marulla” con una rete di Bogdani ad un quarto d’ora dalla fine, a conclusione di un contropiede magistrale. Dopo quel match ci fu un lungo stop prima che le strade delle due compagini si incrociassero di nuovo. Si arriva così quasi ai giorni nostri, alla stagione calcistica 2014/2015, dove ci sono da annotare ben due precedenti. Il primo in Coppa Italia di Lega Pro, con il Cosenza che, dopo aver eliminato il Catanzaro, riuscì nell’impresa di sbattere fuori dalla competizione anche la Reggina soffrendo però fino alla lotteria dei calci di rigore. Qualche mese più tardi la sfida si ripropose in campionato, con i silani ancora scottati dalla bruciante sconfitta di 7 giorni prima nel derby del “Ceravolo” e alla ricerca del pronto riscatto. Andò a buon fine, Gianluca De Angelis e Caccetta regalarono la vittoria ai rossoblu. 2-0 e Reggina, contestata dai 250 tifosi al seguito, che sprofondò nel baratro che la portò alla retrocessione sul campo con conseguente fallimento e ripartenza, con una società tutta nuova, dalla serie D.
Nel computo totale degli scontri gli amaranto sono in vantaggio, 24 vittorie contro le 17 del Cosenza. Nessun ex nè da una parte nè dall’altra e questa è una novità, in passato di giocatori con trascorsi nell’altra squadra ce ne sono stati tanti, su tutti il tanto amato prima dai tifosi cosentini, e odiato poi una volta vestita la casacca amaranto, Gianluca Savoldi.
Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.
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