Banner Conad

Ultima fermata AMACO, il duro affondo di Campanaro: «Il Comune di Cosenza chiarisca le responsabilità»

«Si è scelto di non risanare quando era possibile». Il coordinatore di Noi Moderati smonta la narrazione istituzionale sulla crisi dei trasporti a Cosenza e chiede tutele reali per i dipendenti in bilico.

Altro che sorpresa dell’ultima ora… Altro che emergenza improvvisa. La crisi di AMACO, esplosa oggi, con il rischio concreto per decine di lavoratori, affonda le sue radici in anni di scelte sbagliate e responsabilità politiche precise. A sostenerlo con fermezza è Fulvio Campanaro, coordinatore cittadino di Noi Moderati, che mette in discussione la narrazione istituzionale e chiama direttamente in causa il Comune.

“La crisi di AMACO non nasce oggi, ma è il risultato di una malagestione e dell’assenza totale di visione politica”, aveva già dichiarato Campanaro. Parole che, alla luce degli eventi attuali, assumono un significato ancora più netto e ben centrato. Mentre il sindaco rincorre l’emergenza convocando tavoli e riunioni e sollecitando interventi urgenti, per Campanaro il vero nodo resta il tempo perso: si arriva tardi, dopo anni in cui non si è fatto nulla per evitare il tracollo dell’azienda. Un immobilismo che oggi presenta il conto più alto, scaricato su lavoratori e cittadini.

AMACO non è stata vittima del destino. Tutt’altro. È un’azienda pubblica che sotto il controllo diretto del Comune invece di essere risanata e rilanciata, è stata lasciata affondare tra debiti, inefficienze e servizi sempre più carenti. Emblematico, in questo senso, il caso dei parcheggi. La gestione dei parchimetri, affidata alla stessa AMACO, costituiva una leva economica strategica che, se valorizzata adeguatamente, avrebbe potuto assicurare entrate costanti e significative. Risorse fondamentali che, se reinvestite, avrebbero contribuito a sostenere e a rafforzare il trasporto pubblico.

Secondo Noi Moderati, però, questa opportunità non è mai stata pienamente considerata. I mancati introiti non rappresentano soltanto una perdita economica, ma il segno concreto di una visione assente: un potenziale reale rimasto inespresso, che oggi pesa in modo determinante sul destino dell’azienda.

Dai parcheggi alle criticità nei servizi su ruota, fino alla gestione degli asset accessori come il carroattrezzi, emerge un quadro complessivo di incapacità nel valorizzare risorse e opportunità. Un declino lento e progressivo, avvenuto sotto gli occhi di tutti.

Oggi si invoca, giustamente, la tutela dei lavoratori. Ma è impossibile non chiedersi dove fosse questa attenzione negli anni passati. Perché non si è intervenuti prima? Perché si è lasciata degenerare una situazione già compromessa?

Il Comune, secondo Campanaro, non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Il risultato è evidente: un’azienda al collasso, lavoratori in bilico e una città penalizzata da anni di scelte sbagliate.

“Il passato che pesa sul presente”, lo aveva definito lo stesso Campanaro mesi fa. Una sintesi che oggi suona come una vera e propria condanna politica. Perché la verità è semplice: AMACO non è crollata all’improvviso, ma è stata lasciata scivolare, lentamente, fino al punto di non ritorno.

E mentre si cercano soluzioni tardive, resta un dato incontestabile che pesa come un macigno: chi avrebbe dovuto tutelare e salvaguardare questo patrimonio pubblico non lo ha fatto.

Fulvio Campanaro

Noi moderati Cosenza.

i nuovi veicoli Amaco
Condividi questo contenuto