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Un anno dalla tragedia del Raganello: oggi funzione religiosa e fiaccolata

E’ trascorso un anno dalla tragedia delle Gole del Raganello, dove morirono 10 persone: 9 escursionisti e una guida esperta.

Il 20 agsto del 2018 è stata e rimarrà per sempre una data funesta per la storia della nostra regione, che non va dimenticata. Un gruppo di escursionisti si avventurarono lungo il torrente Raganello, in tutto erano in 43.

Un anno dalla tragedia del Raganello: oggi funzione religiosa e fiaccolata
Un anno dalla tragedia del Raganello: oggi funzione religiosa e fiaccolata

Facevano “canyoning”, un’attività sportiva praticata in montagna, consistente nella discesa dei torrenti che scorrono nelle forre. Nessuno di loro poteva immaginare che quella escursione si sarebbe trasformata in poco tempo in una vera e propria trappola senza via di uscita.

Mentre si trovavano tra le gole, non lontano dal centro abitato di Civita, nei pressi del “Ponte del Diavolo” che è considerato anche il punto di partenza delle escursioni, l’ingrossamento del letto del torrente provocò la morte di alcuni di loro. Dopo le prime ore di ricerche furono 10 i cadaveri recuperati, 33 le persone tratte in salvo, tra cui due bambini.

Tanti i soccorritori, tra Protezione Civile, volontari, vigili del Fuoco e soccorso alpino, che sono accorsi sui luoghi della tragedia per mettere in salvo le persone coinvolte. A coordinare le operazioni dei soccorsi dei Vigili del Fuoco fu il comandante dei Vigili del Fuoco di Cosenza, Massimo Cundari, che a distanza di un anno ha ricordato su Facebook, quel tragico evento della piena del Raganello.

Massimo Cundari
Massimo Cundari

«E’ vero, 10 persone hanno perso la vita, i loro progetti, i loro sogni sono rimasti lì al 20.08.2018. Però a me piace ricordare che siamo riusciti a mettere in salvo 33 persone. Ci hanno abbracciato, ci hanno ringraziato, ci hanno scritto mail e post sui social per dire quanto hanno apprezzato la nostra opera» – ha scritto su Facebook il comandante dei Vigili del Fuoco di Cosenza Massimo Cundari.

«Giusto “Per non dimenticare”, io da Comandante dei Vigili del Fuoco di Cosenza, sono intervenuto con oltre 80 uomini e 32 automezzi, non lo dimenticherò mai, porterò sempre nel mio cuore gli occhi e la speranza dei famigliari che mi chiedevano se nella palestra, punto di raccolta delle salme, ci fosse il loro congiunto. Che non succeda mai più..mai più».

E’ opportuno anche non dimenticare la complessa attività di inchiesta sulle eventuali responsabilità penali di chi all’epoca dei fatti aveva ignorato l’allerta gialla legata alle precarie condizioni meteo, diffusa dalla Protezione Civile, in associazione alla imprudenza e alla mancanza di aggiornamento dei piani di emergenza.

La piccola comunità di Civita, rappresentata dal sindaco Alessandro Tocci, vicina alle famiglie delle vittime, ha tenuto a sottolineare che tragedie simili non debbano più accadere.

Alessandro Tocci
Alessandro Tocci

Nel pomeriggio, a Civita, si svolgerà una santa messa in suffragio delle vittime della tragedia del Raganello e successivamente una passeggiata – fiaccolata per le vie del paese.

«A un anno da quel terribile lunedì – afferma il sindaco di Civita, Alessandro Tocci – vogliamo ricordare, insieme alla comunità parrocchiale, guidata da padre Remo, chi non c’è più. Lo vogliamo fare sommessamente e in modo molto sobrio. Vogliamo testimoniare, ancora una volta, la nostra vicinanza ai familiari delle dieci vittime».

«Un evento che ha stravolto – prosegue Tocci – la vita di una piccola comunità. Un triste ricordo indelebile ma che ci deve spronare ad andare avanti. Quanto successo il 20 agosto dell’anno scorso non potrà e non sarà cancellato dalla memoria della comunità civitese, che mi onoro di rappresentare, e che ha vissuto quest’anno con grande dignità e con grande senso di umanità»

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