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Un Cosenza da “viaggio”, che trasferta sia!

Playoff dovevano essere e playoff saranno. Ma con quali prospettive la truppa di Braglia potrà giocarsi la roulette russa della post season? Cerchiamo di capirci un po’ in più, senza ovviamente alcuna pretesa di tracciare un futuro che non conosciamo e che contempla molteplici variabili.

La regular season ci ha regalato un dato incontrovertibile: se avessimo sempre giocato fuori casa avremmo di sicuro brindato ad un campionato di vertice con ambizioni di promozione diretta. Lontano dalle mura amiche il Cosenza ha raccolto ben 29 punti con un terzo posto, nella parziale classifica, a sole 4 lunghezze dalla coppia Lecce/Catania, frutto di 8 vittorie 5 pareggi e 5 sconfitte. Insomma un ruolino di marcia da top team. A voler ribaltare invece gli umori, la classifica tra le mura amiche ci vede desolatamente in zona playout a pari punti con la Reggina, con soli 22 punti raccolti (5 vittorie 7 pareggi e 5 sconfitte).

Dopo il fischio finale di R.Fondi-Cosenza (ph. Terenzi)
Dopo il fischio finale di R.Fondi-Cosenza (ph. Terenzi)

Ma il dato decisamente più evidente, al di la della cinquina realizzata in quel di Brindisi con la Virtus Francavilla, è il bottino di reti realizzate: solo 14 al “Marulla”, ben 23 in formato trasferta. Insomma quella di Braglia è senza dubbio alcuno formazione da “viaggio” che riesce a spiegare al meglio le proprie forze proprio quando non ha al suo cospetto gli spalti del “Marulla”. Detto così sembrerebbe che sul manto erboso cosentino sia in atto una sorta di maleficium ma in realtà le motivazioni di questo andamento sono tecniche e poco hanno a che fare con macumbe o “iestime” di sorta.

Da qualche settimana, all’indomani della vittoria di Lecce in Coppa, avevamo segnalato come lo stile vincente del Cosenza formato trasferta dipendesse, secondo la nostra modesta opinione, proprio dalle qualità di una rosa, molto più abile ad adattarsi all’avversario e a colpirlo di ripartenza che non allorquando si è dovuta cimentare con la costruzione della manovra rivolta all’offesa ed alla conquista della vittoria contro difese da scardinare. Questo dato di fatto costituisce quindi il punto di partenza dal quale valutare le possibilità di questo Cosenza nei playoff.

Un dato è già certo: giocheremo la prima in casa con il vantaggio di un miglior posizionamento in classifica e, quindi, con 2 risultati disponibili su 3…in pratica potremo affrontare la gara al “Marulla” senza l’obbligo di centrare la vittoria, obbligo che invece cadrà sui nostri avversari che dovranno conquistare l’intera posta per passare e lo stesso dicasi per il secondo turno che, nella migliore delle ipotesi, ci vedrà in formato trasferta in gara unica.

Bruccini durante Lecce-Cosenza di coppa (ph. UsLecce.it)
Bruccini durante Lecce-Cosenza di coppa (ph. UsLecce.it)

Da quel momento in poi, subentrerà una serie di scontri andata/ritorno fino alla finale di Pescara: in questa fase, si può ben presuppore, il tasso tecnico delle competitors tenderà a crescere e, viste le nostre caratteristiche, quel volpone di Braglia avrà a disposizione tutto il materiale che potenzialmente serve per mettere in difficoltà gli avversari più attrezzati.

Ovviamente tanto poi conterà lo stato di forma complessivo della squadra come la condizione mentale e l’esperienza che dalle nostre parti non manca, vuoi per quanto fatto lo scorso anno da chi già c’era sia per la presenza di elementi abituati a competere a certi livelli.

Insomma, gli auspici sembrano positivi (tutti autorizzati a ogni forma di scongiuro e rituale anti picciu) e ora, più che mai, il pubblico dovrà fare la sua parte. Ciò non toglie che, poi, qualcosa bisognerà dire sulle complessive gesta di alcuni protagonisti di questa stagione ma, questo, è altra cosa e avremo tempo e modo per poterne discutere. Per ora forza lupi e speriamo di giocarle tutte in trasferta…

Antonio Pallo

(Immagine di copertina dell’articolo Costantino)

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