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Un futuro piu sicuro per la maternità nelle nuove generazioni

Di Davide Uva

Nel corso degli ultimi decenni, l’età media delle donne che diventano madri in Italia è aumentata considerevolmente, un trend che non sembra destinato a invertire. Secondo i dati forniti dall’ISTAT, la maternità in età avanzata sta diventando sempre più comune, con un numero crescente di donne che decidono di avere figli oltre i 35 anni. Se da un lato questo riflette i cambiamenti sociali, economici e culturali che permettono alle donne di concentrarsi sulla carriera e sul benessere personale prima di affrontare la maternità, dall’altro lato solleva preoccupazioni riguardo la fertilità, che tende a diminuire con l’avanzare dell’età. La tendenza a posticipare la maternità è un fenomeno che riguarda nord e sud Italia. Tuttavia, ci sono alcune differenze culturali e socio-economiche tra le varie regioni che influiscono sui tempi della maternità.

Differenze tra Nord e Sud: Tradizionalmente le donne del sud avevano la tendenza a diventare madri più giovani rispetto alle donne del nord, ma questa differenza si è ridotta notevolmente.

In passato, le pressioni sociali nel Sud Italia potevano portare le donne a diventare madri in giovane età, spingendole ad adempire a tradizioni familiari e considerare la maternità come una priorità.

Con l’evoluzione dei costumi e delle opportunità professionali, anche al sud la mentalità dove la maternità non costituisce più un obbligo sociale, ma come una scelta che può essere rimandata.

Davide Uva

Una delle soluzioni emergenti per affrontare le difficoltà legate alla fertilità femminile in età più avanzata è il congelamento degli ovociti “social freezing”, una tecnica di laboratorio che consente alle donne di “preservare” la propria fertilità a una giovane età, rimandando la maternità fino a quando si riterrà più opportuno. Questo processo, sebbene non privo di costi e implicazioni, sta diventando sempre più popolare tra coloro che vogliono assicurarsi una possibilità di gravidanza in futuro, ma che non sono pronte o non hanno trovato il momento giusto per concepire.

Il Congelamento degli Ovociti: Cos’è e Come Funziona? Il congelamento degli ovociti, noto anche come crioconservazione ovocitaria, è una tecnica di preservazione della fertilità che consiste nel prelevare gli ovociti da una donna giovane (solitamente consigliato sotto i 35 anni) e congelarli per un uso futuro. Il processo avviene attraverso una stimolazione ormonale per produrre una quantità maggiore di ovociti, che vengono poi prelevati, congelati e crioconservati in apposite banche in azoto liquido (-196 °C). Quando la donna sarà pronta per diventare madre, gli ovociti verranno scongelati e utilizzati, tramite tecniche di fecondazione in vitro (FIVET).

I Vantaggi del Congelamento degli Ovociti.

Uno dei principali motivi per cui le donne optano per il congelamento degli ovociti è la possibilità di “procrastinare la maternità” senza compromettere la qualità degli ovociti. Con l’avanzare dell’età, la qualità e la quantità degli ovociti diminuiscono, e il rischio di anomalie cromosomiche aumenta. Congelare gli ovociti durante un periodo di maggiore fertilità permette di superare questi ostacoli, offrendo una “seconda opportunità” a chi desidera ritardare la gravidanza senza compromettere le proprie possibilità di concepimento. Inoltre, il congelamento degli ovociti è visto come una “soluzione pratica” per molte donne che, a causa di ragioni professionali, di coppia o personali, non si sentono pronte ad avere figli all’età ideale per concepire.

E’ inoltre consigliato (per la preservazione della fertilità) in donne che devono sottoporsi a trattamenti chemioterapici e radioterapici “onco-freezing” e che quindi potrebbe esserci un impatto devastante.

La Realtà della Maternità in Età Avanzata

Se da un lato il congelamento degli ovociti offre una grande opportunità, dall’altro occorre considerare che la maternità in età avanzata comporta anche dei rischi. Le probabilità di successo di una gravidanza diminuiscono con l’età, anche se gli ovociti sono stati congelati in una fase giovane. Inoltre, una gravidanza in età avanzata può comportare rischi più elevati sia per la madre che per il bambino, come complicazioni durante il parto, rischi per la salute fetale e aumentato rischio di anomalie genetiche.

L’OMS e la comunità scientifica raccomandano comunque di non rimandare troppo a lungo la decisione di avere figli, in quanto il processo di congelamento degli ovociti non garantisce una gravidanza di successo. Alcuni studi suggeriscono che, pur essendo una buona opzione per molte donne, il congelamento degli ovociti è ancora una soluzione che non è priva di sfide, inclusi costi elevati e la necessità di considerare la reale efficacia della tecnica nel lungo periodo.

Un Futuro di Maggiore Consapevolezza

Con l’aumento dell’età media della maternità e la crescente popolarità di tecniche come il congelamento degli ovociti, è fondamentale che la società e le istituzioni si aprano maggiormente alla discussione di queste tematiche. La consapevolezza sui rischi e le opportunità offerte dalla procreazione assistita deve essere aumentata, e le donne devono essere messe nelle condizioni di prendere decisioni informate riguardo la propria fertilità. Non si tratta di soluzioni definitive, ma di scelte che offrono una maggiore libertà e opportunità per il futuro.

In Calabria, come ho avuto modo di sottolineare in diversi articoli, ci troviamo di fronte a una carenza di strutture e specialisti che rendono difficile garantire servizi essenziali per la salute e la fertilità. La situazione è ulteriormente complicata dal calo della natalità, un fenomeno che persiste da anni senza che la politica prenda misure concrete per affrontarlo.

Un esempio positivo era arrivato dalla Puglia, dove il presidente Michele Emiliano ha proposto un emendamento al bilancio per sostenere il “social freezing”, una pratica che permette alle donne di congelare gli ovociti per avere la possibilità di diventare madri in un momento successivo della loro vita. Questa iniziativa, rivolta a donne tra i 27 e i 37 anni con un ISEE inferiore a 30mila euro, prevede un contributo significativo per alleviare il peso economico di questa scelta.

Emiliano ha messo in evidenza l’importanza di garantire a tutte le donne la possibilità di realizzare il sogno di maternità, senza che il reddito rappresenti un ostacolo, soprattutto per coloro che devono affrontare terapie mediche. Il consigliere Stefano Lacatena ha sottolineato come questo intervento sia fondamentale per contrastare la “depressione demografica” in Puglia, dove l’età media delle coppie che si rivolgono alla procreazione assistita supera i 36 anni.

Investire nel social freezing non è solo una questione di salute, ma un atto di solidarietà e equità, che può contribuire a costruire un futuro migliore per le famiglie. È un invito a riflettere su come le politiche regionali possano fare la differenza nella vita delle persone, e un appello affinché anche la Calabria possa seguire questo esempio, garantendo a tutti le stesse opportunità.

In conclusione, il congelamento degli ovociti rappresenta una risorsa preziosa per le donne che desiderano rimandare la maternità senza rinunciare al sogno di diventare madri. Una consapevolezza crescente, unita a una maggiore disponibilità di servizi, potrebbe aprire nuove possibilità per molte coppie e donne, aiutandole a costruire la propria famiglia quando sarà il momento giusto per loro.

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