La serie di monologhi duri e realistici interpretati da Ascanio Celestini al Teatro Auditorium dell’Unical ha convinto tutto il pubblico

Un ritratto spietato e realistico dell’Italia di oggi anche se come dice lo stesso attore romano “Non è l’Italia questo Paese immaginario. Del resto non c’è la guerra e qui non piove sempre”. Invece nel Paese che lui immagina c’è la guerra civile ma soprattutto c’è una pioggia insistente ed è proprio di quella che tutti gli abitanti parlano.
Uno spunto per mettere a nudo la difficoltà attuale della sinistra italiana, diventata nazionalista e capitalista anche se era nata comunista e internazionalista. Una sinistra che non si riconosce più, virando sulla destra, e che viene ben descritta da una serie di personaggi solo apparentemente strani. Tutti aspettano un dittatore, un uomo forte che arrivi annunciando la fine della guerra (e della pioggia) inaugurando una nuova stagione migliore.
Il tiranno alla fine arriverà e saranno tutti pronti a lodarlo e ossequiarlo. Uno spettacolo duro e intenso, quello di Ascanio Celestini che anche se scritto due anni fa è ancora decisamente attuale. E anche per questo gli applausi per lui sono stati convinti.
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