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UniCal: gli universitari di Pedagogia dell’Antimafia incontrano Borrello per i 30 anni di Libera

Gli studenti e le studentesse di Scienze dell’Educazione discuteranno con Giuseppe Borrello, Referente regionale per la Calabria dell’associazione fondata da don Luigi Ciotti, del ruolo educativo di Libera e del contrasto culturale al potere mafioso di matrice ’ndranghetista.

Educare al cambiamento

L’iniziativa sarà conclusa da Walter Nocito, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico al DiSPES, mentre il dibattitto è coordinato da Giancarlo Costabile, docente di Antimafia al DiCES.

«L’esperienza trentennale di Libera – dichiara Giancarlo Costabile – rappresenta uno straordinario patrimonio pedagogico che ha disseminato storie di resistenza ovunque nel Paese. Luigi Ciotti, con il suo vissuto e la sua carismatica capacità di testimoniare il cambiamento, è innegabilmente una parte imprescindibile della storia dell’educazione sociale del Novecento e di questi primi venticinque anni del nuovo millennio. Senza Libera, in Italia non esisterebbe una memoria per le vittime innocenti di mafia e neanche una seria legislazione in materia di riuso sociale dei beni confiscati al potere criminale. Ciotti e Libera hanno costruito una cultura educativa dell’antimafia sociale orientata dai valori costituzionali di prossimità e giustizia sociale. Una pedagogia dell’emancipazione, dunque, che rappresenta un punto di riferimento per tutte quelle pratiche di inclusione sociale che hanno come obiettivo la piena ri-territorializzazione degli spazi urbani del Paese da sottrarre alla cultura mafiosa della prevaricazione e della sudditanza.

Il lavoro di Giuseppe Borrello – conclude Costabile – sta poi segnando l’apertura di una nuova stagione per l’antimafia calabrese all’insegna dell’unità, dell’inclusione e del riscatto. La sua azione, nella quale ci identifichiamo con grande convinzione, sta promuovendo concretamente dal basso un cammino trasformativo delle coscienze destinato a mutare le immagini distorte e stereotipate della nostra terra. Per tali ragioni, continuiamo a riconoscerci pienamente in questo percorso associativo, quello di Libera, che celebra proprio nel 2025 i tre decenni di attività».

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