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Nino Russo, Angela Parise, Isabella Romeo, Tiziana Marino

Unical: scoperti nuovi inibitori per combattere le varianti Covid19

Lo studio “calabrese”, pubblicato recentemente sulla prestigiosa rivista “International Journal of Molecular Science”

Dall’inizio della Pandemia ad oggi sono state compiute numerose ricerche per trovare in tempi rapidi metodi utili a combattere la diffusione dell’infezione da Covid19.

Studi fruttuosi che hanno condotto alla creazione di vaccini efficaci che hanno permesso la diminuzione dei casi e, soprattutto, dei decessi.

Lo sviluppo di varianti molto resistenti alle cure ha reso imprescindibile la necessità di continuare questi importanti studi.

Nino Russo, Angela Parise, Isabella Romeo, Tiziana Marino
Nino Russo, Angela Parise, Isabella Romeo, Tiziana Marino

L’Unical risulta sempre in prima linea nella lotta contro il Covid19.

Un gruppo di ricerca del dipartimento di Chimica e Tecnologie dell’ateneo calabrese, formato dai professori Tiziana Marino (autore corrispondente) e Nino Russo coadiuvati dalle dottoresse Isabella Romeo (assegnista di ricerca) ed Angela Parise (dottoranda nel corso di dottorato in Medicina Traslazionale – indirizzo Chimica, dell’Università della Calabria) ha scoperto l’uso di nuovi e più potenti inibitori per combattere le varianti da Covid-19.

Le ricerche contro l’infezione da coronavirus sono state avviate fin dal suo esordio proponendo l’uso di anticorpi monoclonali che si sono dimostrati efficaci solo se la cura viene intrapresa nei primi stadi di sviluppo della malattia. Una condizione che ha limitato dunque la proficuità di questa strategia su base globale, visto che non sempre, come purtroppo abbiamo visto, è stato possibile intervenire nei primi stadi della malattia.

Si sono rese necessarie, dunque, alternative e una di queste è quella che “lavora” sulla proteina principale di Sars-Cov 2, cioè la Mpro, di cui si conosce la struttura molecolare già dopo qualche mese dallo scoppio della pandemia.

Unical: scoperti nuovi inibitori per combattere le varianti Covid-19
Unical

La filosofia di questa strategia è quella di bloccare la diffusione del Covid-19, agendo sul meccanismo di replica e traslazione del virus.

Tale processo avviene per l’appunto mediante reazioni catalizzate da diverse proteine e fra queste v’è la Mpro. Inibire l’attività di questa proteina è l’obiettivo, tuttavia il meccanismo per poter raggiungere tale scopo, nonostante sia stato ed è tuttora oggetto di tantissimi studi a livello mondiale, non è del tutto acclarato. La scienza è arrivata a definire specifici inibitori, ovvero molecole meglio conosciute come “Michael acceptor” ed è su questo punto che si è concentrato la ricerca dell’Unical.

Preso atto degli effetti non soddisfacenti di questi inibitori, si è proceduto con la ricerca di nuovi inibitori che agiscono sempre sulla proteina principale Mpro ma attraverso un meccanismo di reazione enzimatico differente.

Per effettuare tali studi si sono resi necessari ovviamente le conoscenze scientifiche, strumenti di altissimo livello come il supercomputer Cresco dell’Enea, nonché e forse non per ultimo, un approccio al problema audace e valoroso.

Sono state utilizzate metodiche computazionali basate sulla dinamica molecolare classica e su metodiche quantomeccaniche, riuscendo così a determinare a livello atomistico, il meccanismo di azione di questi inibitori.

Sono state utilizzate come inibitori, molecole come l’ebselen e suoi derivati, la cui sperimentazione clinica per altre malattie è in fase avanzata.

Ciò ha contribuito a destare maggiore interesse nei confronti della ricerca made in Calabria non solo per l’efficacia di inibire la molecola Mpro ma anche perché le analisi cliniche sulla tossicità delle molecole utilizzate ed i suoi derivati sono state già eseguite. Ciò consente di evitare lunghe perdite di tempo, anche in funzione di una eventuale affermazione quale farmaco contro il covid-19.

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