Il presidente di UNPLI Cosenza, dott. Antonello Grosso La Valle, ha incontrato San Vincenzo la Costa presso la biblioteca della Pro Loco di San Vincenzo La Costa, alcuni candidati al rinnovo del Consiglio regionale della Calabria, per la circoscrizione Nord. Presenti fra gli altri, i delegati UNPLI: Giovanni Terzo Pirri, Elvira sacco, Nicoletta Toselli, Manuela Filice e Mauro Porto.
A tutti gli invitati a partecipare a questo incontro, Grosso La Valle, portato in esame le esigenze delle Pro Loco, non prima ovviamente di aver presentato la grande famiglia UNPLI, le peculiarità e le attività svolte da sempre.
Il presidente UNPLI Cosenza ha voluto porre all’attenzione degli aspiranti consiglieri regionali la questione relativa alla legge regionale di finanziamento alle Pro Loco che al momento, approvata in consiglio regionale non è stata ancora finanziata.
Il presidente ha dato il via quindi agli interventi, non prima di parlare del ruolo delle Pro Loco anche nel periodo più triste della pandemia, che ha visto tante persone impegnate a cercare di alleviare i problemi dei cittadini. “Abbiamo invitato tutti – ha premesso Grosso La Valle -, di qualsiasi schieramento, con l’augurio di vedervi in altre postazioni”.

La prima a parlare è stata Katya Gentile, candidata al consiglio regionale della Calabria, con candidato a presidente della giunta Roberto Occhiuto.
“Esiste questa legge regionale da novembre – ha detto Katya Gentile -, è importante che si uniscano queste energie però ora c’è un grande lavoro da fare in termini di decreti attuativi e soprattutto di finanziamenti”.

Successivamente è intervenuto Andrea Cuzzocrea, candidato al consiglio regionale con Roberto Occhiuto presidente.
“Finalmente – ha detto Cuzzocrea – è stata rimodulata la legge regionale. Le Pro Loco rappresentano importanti sinergie fra il legislatore e i territori. Il ruolo delle Pro Loco io lo vedrei come il soggetto di raccordo all’interno di una grande iniziativa di marketing turistico, una grande piattaforma dove la Regione Calabria, dovrebbe fare tesoro dell’esperienza delle Pro Loco, in quanto sono grandi conoscitori del territorio. L’auspicio è che possano fare da raccordo per l’istituzione di pacchetti turistici, questo è per me l’obiettivo principale”. “Per quanto riguarda il terzo settore – ha continuato Cuzzocrea -, penso ad esempio a una lotteria filantropica che alimenta quelle risorse che sono necessarie per far si che questo importante contenitore venga sovvenzionato”. Infine, ha detto Cuzzocrea: “Si deve costruire un modello che veramente come dice il nostro candidato a presidente Roberto Occhiuto, arrivi a mostrare una Calabria che l’Italia non si aspetta”.

Successivamente è stata la vota della dirigente scolastica Maria Grazia Cianciulli, candidata nella lista De Magistris Presidente con Luigi de Magistris candidato a presidente della giunta regionale.
Cianciulli ha raccontato l’esperienza vissuta con il progetto di alternanza scuola lavoro con la scuola di Belvedere dove Cianciulli è stata dirigente. Un esercizio di sinergia che ha prodotto tantissimi protocolli di intesa ma soprattutto ha portato tanta conoscenza nei ragazzi. “La mia proposta è quella di fondare delle sezioni giovanili all’interno delle scuole, dove le Pro Loco possono trovare terreno fertile per le attività delle pro loco stesse all’interno dei piccoli e dei grandi territori”. “Ciò porterebbe sia visibilità ma anche sia turn-over all’interno delle pro loco, facendo avvicinare tanti giovani a questa organizzazione. Auspico quindi una fusione di energie con i giovani dei territori”.

Mario Bria, candidato al consiglio regionale nella lista De Magistris Presidente con Luigi de Magistris candidato a presidente della giunta regionale
Bria ha parlato del suo rapporto con le Pro Loco, maturato nell’arco dei dieci anni di sindaco al Comune di Rose. “Se le Pro Loco dovessero entrare nei processi decisionali, io posso soltanto essere felice. Valorizzare quella agricoltura biologica che altro non è che valorizzare i prodotti tipici della nostra regione. Parlare di questi temi significa entrare anche nell’ambito del turismo ed allora non possiamo non parlare di un rinnovo del modo di fare accoglienza. Dobbiamo fare sinergia per non essere la periferia del mondo ecco che dobbiamo unirci in tutti i settori della società. Dobbiamo creare quella coscienza civica di rivendicazione dei nostri diritti, non è giusto che qualcuno a livello nazionale decida le nostre sorti. Ci sono forze che lavorano per sviluppare alcuni territori e deprimerne altri, ecco che dobbiamo trovare le forze per incentivare la nostra identità”. Sollecitato dal presidente Grosso La Valle sulla questione dell’assunzione degli impegni, Bria ha affermato che: “Il senso della responsabilità e l’assunzione degli impegni deve prevalere su ogni futura decisione, d’altronde sono abituato, da medico, a prendermi qualsiasi responsabilità”.

Antonella Blandi, candidata al consiglio regionale della Calabria nella lista “Forza Azzurri” con candidato a presidente di giunta Roberto Occhiuto.
“La nostra amministrazione è sempre molto vicina alla piazza, non c’è distanza fra piazza e palazzo. Noi siamo dovunque. Purtroppo, noi non abbiamo una Pro Loco da molti anni, con mio sommo rammarico. Eppure, hanno un ruolo importantissimo nei comuni perché dovrebbero occuparsi di promozione dei territori e quando non ci sono, sono le amministrazioni a doversene occupare con grande impegno accollandosi anche di tutte le attività”. “Non condivido che venga qualcuno da fuori, messe le persone giuste al posto giusto, le cose possono funzionare anche in Calabria con i calabresi” – ha detto Blandi in riferimento alla candidatura di de Magistris. Blandi ha poi ripercorso le difficoltà della sanità calabrese, del commissariamento e del ruolo dei sindaci sui territori. “Bisogna azzerare il debito ed eliminare il commissariamento”. Sul turismo Blandi è categorica. “Chi viene in Calabria, poi non ci torna”. “Sui centri storici ho proposto un paese albergo a Lattarico, troviamo i soldi per finanziarli tutti i borghi della Calabria e non ci fossilizziamo su bandi che magari per una virgola non vengono accettati” – ha detto Blandi.

Maria Locanto, candidata al consiglio regionale per la lista del Partito Democratico, con Amalia Bruni candidata a presidente della Giunta Regionale.
“La difficoltà dello stare insieme ci rende vulnerabili e quindi arrivano i commissari” – ha detto la candidata Maria Locanto, imprenditrice che ha espresso alcuni esempi calzanti sull’argomento dell’incontro. “Dobbiamo cercare di superare queste difficoltà di fare sinergia. Ci vuole senso di responsabilità e voglia di stare insieme. Biologico? Il problema non è produrre ma è stare sui mercati. Non c’è accesso al credito, chiedete ai giovani che vogliono fare impresa”. “Inversione di rotta è stare insieme, non c’è possibilità di andare lontano se non si sta insieme e questa è una rivoluzione culturale” – ha detto Locanto. “La pandemia ci ha insegnato che nessuno si salva da solo, c’è tanto da fare e in questa campagna elettorale sto leggendo negli occhi dei giovani la speranza. Noi abbiamo il dovere di alimentarla”.

Sergio Aquino, candidato al consiglio regionale nella lista De Magistris Presidente con Luigi de Magistris candidato a presidente della giunta regionale
“Viviamo in una regione – ha detto Sergio Aquino – che negli ultimi 12 anni ha perso 180mila abitanti che sono andata fuori. Emigranti di terza generazione con tanto di master di specializzazione per cui si è creato un impoverimento della nostra società. Prepariamo questi ragazzi e nel momento in cui avrebbero dovuto dare ciò che è stato dato loro, sono andati via. Tutti i diritti sono negati. Qualcuno può dire se è stato garantito il diritto alla Salute, al Lavoro? Non c’è il diritto all’acqua. Di quale turismo vogliamo parlare in una regione che ha 800 km di coste e non ha il mare pulito. Vogliamo dare cole ai giovani costretti ad andare via? Oppure i concittadini che vanno in altre regioni d’Italia perché noi abbiamo ospedali chiusi e ogni anno noi paghiamo 300 milioni di cure alle altre regioni”. “Ho fondato una società che oggi da Cosenza – ha acontinuato -, dà lavoro a tantissime persone in tutta Italia e se l’ho potuto fare io per una piccola cosa, si può fare anche le Regione”. “Con de Magistris perché ho sempre militato a sinistra, poi mi sono reso conto del fatto che in Calabria non esiste né centrodestra, né centro, né centrosinistra ma esiste una consorteria di uomini politici che decide ogni volta chi deve andare ad amministrare la Regione. I perdenti fanno già i loro accordi con chi dovrà vincere e gli unici che pagano siamo noi”. Aquino ha parlato poi del paradosso delle Terme Luigiane: “A casa 300 lavoratori e 50mila persone senza prestazioni sanitarie per poche centinaia di migliaia di euro”. Aquino ha concluso con argomenti squisitamente politici.

Pietro Molinaro, candidato nella lista “Lega”, con Roberto Occhiuto candidato a presidente della Regione
“La Calabria ha bisogno di tante cose – ha esordito Pietro Molinaro -, come la fiducia di cui abbiamo bisogno. C’è un’immagine di una regione ferma e la politica tutta deve avere la consapevolezza che siamo arrivati a un punto quasi di non ritorno, con percentuali alte del non voto”. “Siamo una regione bellissima – ha continuato -, ricchissima e dalle tantissime potenzialità non valorizzate. Da sempre è così. Ci sono due-tre cose che restano dei freni tirati. Siamo considerati, dall’Unità d’Italia in poi, come una regione maltrattata, considerata una “palla al piede”, una regione assistita”.
“Tanto precariato e tanti tirocinanti, come possiamo fare a produrre ricchezza se in media si percepisce uno stipendio 6-700 euro al mese. Come è possibile mettere su famiglia? La Calabria si sta spegnendo in modo demografico. Quando abbiamo approvato il bilancio nell’aprile del 2020, vi erano risorse della regione pari a 352milioni di euro da ripartire su tante leggi e bisogni”.
E ancora. “Al 31 dicembre 2019, la Calabria non aveva speso 2 miliardi di euro di risorse comunitarie. Il problema è quindi nella burocrazia calabrese, non abbiamo competenze valide nei posti chiave ed è in questo schema che bisogna agire. Sono contento che il nostro candidato a presidente Roberto Occhiuto ha ufficialmente e pubblicamente redarguito un assessore in carica che aveva fatto l’ennesima short-list. La politica calabrese non può promettere posti, ma lavoro vero. E’ proprio questo modo di fare che sta spegnendo la Calabria”. Altro punto cardine su cui puntare l’energia. “Le fonti di energia rinnovabile sono la nostra ricchezza, non regalandola alle multinazionali che ci sfruttano”. Sulle pro loco Molinaro non ha dubbi. “Sono un motore di sviluppo e valorizzazione. Dove ci stanno le pro loco, tutti gli elementi identitari legati al territorio sono in vita”. “La filiera del cibo consente alla Calabria di essere trainante nel mondo, che è leadership. Dopo Expo 2015, il cibo italiano ha vinto. La Calabria si può riscattare perché noi abbiamo quell’elemento che è il motore del cibo italiano che è il suolo agricolo. 50mila ettari di suolo che può essere irrigato, ora non lo è, nella filiera del cibo valgono 40mila posti di lavoro. Una ricchezza del suolo agricolo che è solo nostra e che possiamo mettere nel circuito internazionale”.
“Ho parlato di cibo – ha detto Molinaro -, ma potrei parlare anche delle nostre bellezze. Come è possibile che un parco archeologico come quello di Sibari non produca nulla e rimanga abbandonato a se stesso?”. “Chi parla di infrastrutture e sanità – ha continuato Molinaro – ne parla pur sapendo che la regione non potrà far nulla. Le grandi infrastrutture le devono garantire lo Stato, la Regione può solo essere l’elemento che facilita le priorità. Noi siamo l’unica regione d’Italia, con il governo Oliverio, che ha finanziato attività di competenza dello Stato come infrastrutture e ferrovie perché altrimenti sarebbero stati fondi non spesi”. “Le competenze, quindi, non possono essere un optional, il servizio sanitario nazionale deve essere garantito da persone competenti”.

Maria Francesca Corigliano, candidata con la lista “Mario Oliverio Presidente”, con candidato a presidente Mario Gerardo Oliverio
Maria Francesca Corigliano, già assessore regionale alla Cultura e all’Istruzione con il governo Oliverio ha fatto i complimenti all’UNPLI Cosenza per aver scelto una biblioteca pubblica per questi incontri perché presidio di cultura ma anche di legalità.
“Il presidente Oliverio non si candida per essere il presidente della Regione – ha detto Corigliano -, abbiamo l’obbiettivo di superare la soglia di sbarramento e di portarvi un progetto politico”.
“Oliverio ha scelto di non mettersi in lista – ha aggiunto -, ed ha scelto di non farlo perché abbiamo un progetto politico che tende a ridefinire il campo della sinistra in Calabria perché se il più grande partito di sinistra è frammentato e colonizzato da Roma, il centrosinistra scomparirà definitivamente. Sono al capolista della circoscrizione Nord perché si è ritenuto che io abbia maturato l’esperienza giusta per poter fare politica ed amministrare in Calabria. L’esperienza accumulata nel confronto continuo nei territori ritengo sia un valore aggiunto, non devo fare carriera politica anche perché ho un mio lavoro”.
“La legge sulle pro loco è stata fatta dalla giunta Oliverio – ha proseguito -, poi non è stato possibile portarla in consiglio per via di fibrillazioni. I fondi europei, quando abbiamo governato, sono stati spesi per quanto riguarda l’agricoltura ma anche sui trasporti. Nuovi treni, nuovi porti. E’ stato aperto l’aeroporto di Crotone e potenziati gli altri. Ci sono stati investimenti nel settore della Cultura”.
“C’era un bando borghi con particolari condizioni per i giovani e le donne, sono stati bloccati questi bandi e poi mai più sbloccati. Questo ci fa sentire molto vicino alle pro loco, nella visione della valorizzazione dei territori. Non abbiamo niente di nuovo da proporre se non unirci al coro della fine del commissariamento della sanità. Non sento parlare di Calabria, non sento idee, obiettivi e visioni e la Calabria è la grande assente in tutti i discorsi che si fanno” – ha concluso Maria Francesca Corigliano.

Pietro Caracciolo, candidato al consiglio regionale della Calabria nella lista “UDC”, con candidato a presidente Roberto Occhiuto
“Sono deluso dalla campagna elettorale, un po’ da tutti, per troppi tatticismi che hanno fatto perdere di vista i problemi dei calabresi” – ha esordito Pietro Caracciolo, sindaco di Montalto Uffugo. Anche i programmi non mi sono piaciuti”. “Quando sento dire da qualche candidato a Presidente che dice che queste sono cose che deve risolvere la Regione – ha proseguito – è evidente che non sanno neanche che per i rifiuti molte problematiche sono demandate ai sindaci. In consigli debbano sedere gli amministratori che conoscono questi problemi. Ho sentito un intervento stamattina, vuoto di contenuti. Il primo passo da fare è andare a battere i pugni per il commissariamento della sanità. Con i rifiuti dopo dieci anni di commissariamento, siamo dove eravamo”.
“Bisogna mettere persone giuste al posto giusto – ha detto Caracciolo -, meno hanno a che fare con la politica e meglio è. Con la presenza di listini poi, non si tratta più di elezioni. Se i partiti mettessero delle persone competenti e capaci almeno ci sarebbe un fine, ma se invece dobbiamo avere i soliti yesman allora viene svilito il ruolo degli amministratori. Al di là di cosa si scrive nei programmi, io vorrei vedere delle soluzioni. Se la Regione non ha i fondi per coprire le leggi allora si parla del nulla”.
“Molte volte siamo penalizzati dallo Stato centrale. Non ci sono le capacità per sviluppare la progettualità e quindi si perdono risorse, come ad esempio come capita per il welfare con i servizi sociali e gli uffici di piano. Alcuni sindaci vogliono fare le primedonne purtroppo senza aver studiato. Negli anni ’70 la pro loco a Montalto era guidata da persone con spessore alto, oggi vedo una involuzione. Riferendosi alla pro loco di Montalto, non si deve ridurre a fare la festa della fagiolata, servono forse ad autofinanziarsi ma qual è il senso? Nei nostri centri, la pro loco viene usata come propaganda politica. A Montalto ci sono stati circa 200 iscritti che se fossero iscritti per dare un apporto magari sarebbe andata meglio ma non è andata così. Ci sono zone del nostro territorio dove non si sente l’appartenenza e su questo si dovrebbe lavorare di più” – ha concluso Caracciolo.

Rosa Principe, candidata con la lista “Tesoro Calabria” e con Amalia Bruni candidata a presidente della Regione Calabria
L’ultimo intervento dell’incontro con i candidati a consigliere della regione Calabria è stato quello di rosa Principe, candidata per la lista Tesoro Calabria con Amalia Bruni presidente. Principe è andata subito al cuore di temi più vicini a Tesoro Calabria.
“Se siamo l’ultima regione d’Europa – ha esordito Principe – ci sarà un motivo? C’è una responsabilità? In Calabria come in Italia non esistono più le responsabilità penale, civile e politica. Nessuno paga e l’elettore non conta nulla. Com’è possibile che in Inghilterra si fa un governo ombra e c’è un’alternanza, qua invece non si fa nulla. Chi ci ha messo queste persone competenti nei posti chiave? Ce li ha messi una politica corrotta, amici degli amici, magari non avevano le competenze giuste. Recuperiamo l’onestà e le competenze. Qua ci stiamo giocando il futuro”.
“I figli partono perché noi li stiamo facendo partire, con il voto. Si è affievolito il concetto di collettività, nessuno si sente parte di una comunità. Se il pubblico non funziona non va sostituito. Il privato può affiancare ma non sostituire. Possibile che le nostre menti, le ritroviamo al nord e sono menti eccellenti e qui non le tratteniamo? C’è una scelta morale in mano all’elettore. Sono candidata con Carlo Tansi e Amalia Bruni, molti si sono chiesti quali fossero i retroscena”.
“Le spiegazioni sono tantissime – proseguito – ma io penso che questa sia una cosa stupida. Le alleanze si sciolgono ma ame interessa la mia regione e un programma importante. La favola che Amalia Bruni non è un politico, ma perché i politici di professioni dove ci hanno portato? Il potere si è fatto uno scudo e la rivoluzione va fatta dall’interno e iniziamo a mettere le persone giuste e competenti”. Sul turismo Rosa Principe è stata molto precisa. Accoglienza, competenze, viabilità sono diversi i temi trattati dalla candidata così come i trasporti. “Un turista che arriva in Calabria deve avere chiarezza su cosa deve fare e ci vuole programmazione per questo”.
“Ci vuole gente che abbia di mira il bene comune anche se ormai tutti ne parlano ma nessuno per il bene comune fa un passo indietro. Allora tocca noi. Tocca alla società civile, noi come cittadini” – ha concluso Rosa Principe.
“C’è un progetto che riguarda le autonomie differenziate. I tributi pagati al Nord diventeranno risorse che si spenderanno al Nord e così via per ogni regione. Nessuno ne parla, ma ci stanno preparando per dopo le elezioni una bella sorpresa e sparirà il principio di solidarietà costituzionale”.
Soddisfatto il presidente Antonello Grosso La Valle per una maratona che ha consentito di svolgere un confronto sano con tantissimi candidati al consiglio regionale della Calabria. Tanti spunti interessanti che il presidente Grosso La Valle farà propri per il futuro delle attività dell’UNPLI Cosenza, su tutto il territorio provinciale.
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