COMO – COSENZA 1-1
COMO (4-4-2) Semper; Iovine, Goldaniga, Barba, Sala, Strefezza (Verdi), Braunoder, Bellemo (Baselli), Da Cunha (Chajia), Gabrielloni (Fumagalli), Cutrone (Nsame). ALLENATORE: Roberts. PANCHINA Vigorito, Curto, Baselli, Cassandro, Odenthal, Ioannou, Chajia, Abildgaard, Ballet, Verdi, Nsame, Fumagalli.
COSENZA (3-5-2) Micai (Marson), Meroni, Camporese, Cimino, Marras (Canotto), Zuccon (Voca), Viviani, Florenzi, D’Orazio, Mazzocchi (Novello), Tutino (Crespi). ALLENATORE: Viali. PANCHINA Marson, Fontanarosa, Gyamfi, Barone, Frabotta, Praszelik, Voca, Antonucci, Canotto, Forte, Crespi, Novello.
ARBITRO Gianluca Manganiello della sezione di Pinerolo. ASSISTENTI Gamal Mokhtar della sezione di Lecco e Francesca Di Monte della sezione di Chieti. QUARTO UFFICIALE DI GARA Abdoulaye Diop della sezione di Treviglio. VAR Marco Serra della sezione di Torino. ASSISTENTE VAR Giacomo Paganessi della sezione di Bergamo.
MARCATORI: 30′ Tutino, 74′ Verdi (R)
AMMONITI: Micai, Iovine, Camporese.
NOTE: Spettatori 7200 con 500 supporter rossoblù. Recuperi: 2′ e 6′
COMO – Spettatore della Serie A, protagonista suo malgrado di una festa per certi versi già scritta. Resiste con orgoglio al Sinigaglia e fa un regalo ai suoi tifosi il Cosenza (1-1), contro un Como a cui servivano gli ultimi punti per riprendersi la massima serie dopo 21 anni. Sotto gli occhi del presidente della Lega B Balata e di molti vip del calcio che fu (da Zambrotta ad Henry) e non solo, il Como taglia il traguardo sperato. Si sono comunque rifatti gli occhi i 500 di fede rossoblù, perchè il loro Cosenza ha mostrato di saper tenere testa a una delle migliori roster della categoria, mostrando una solidità difensiva (Camporese!) e in generale di squadra. Solidità ormai consolidata dall’arrivo del tecnico di Vaprio d’Adda e che prescinde dagli uomini in campo, al netto del solito immenso Gennaro. Per una sera restano nel cassetto i rimpianti: è tempo di staccare, ma con un occhio alle prime mosse societarie, che non dovranno farsi attendere.
LE FORMAZIONI
Viali, senza Martino, Venturi, Calò, ripropone lo stesso fortunato 3-5-2 delle ultime uscite, facendo rifiatare Antonucci: al suo posto Florenzi. Cimino e Viviani le altre new entry dal primo minuto. Roberts deve riununciare all’ex Kone. Gabrielloni, bomber fatto in casa, il suo alter ego, l’ex milanista Cutrone e l’imprevedibilità di Strefezza e Da Cunha (che si interscambiano ai lati) i jolly in campo per l’assalto lariano alla Serie A. Realisticamente, il duplice obiettivo rossoblù è invece quello di accompagnare Gennaro Tutino al gol numero 20 e accaparrarsi il punto numero 47 in classifica. Missione compiuta.
LA CRONACA
Como subito vivace ma la prima occasione vera è per il Cosenza all’8′ con Tutino che si vede murato sulla linea su uscita a vuoto di Semper. Un attimo prima a Mazzocchi non era riusciuta la sporcatura vincente sotto porta dopo punizione da sinistra di Marras. Primo squillo lariano al 13′ con un destro di prima dal limite di Cutrone, palla alta.
Il Venezia segna a La Spezia, la notizia arriva sul Lago e la fisionomia della gara inevitabilmente cambia, ma il Cosenza decide di alzarsi di più sul lato destro con le giocate di Marras. Quando però è Zuccon a sfondare da quel lato, Florenzi trova una insperata torre di testa per l’accorrente Tutino che fa 20 ed entra nella storia. Semper battuto e Cosenza clamorosamente avanti. Marco Negri sormontato, è lui il capocannoniere rossoblù per eccellenza. Da lì in poi sono i lupi a dettare i ritmi del gioco, e il Como si fa di nuovo vivo dalle parti di Micai solo al 41′ e 47′ con due conclusioni sporcate in corner. Si chiude così un primo tempo che ha visto il Cosenza onorare alla grande il campionato.
Nella ripresa Roberts sistema il Como a trazione anteriore, togliendo uno spaesato Strefezza e capitan Bellemo e immettendo Baselli e Verdi. Nessuna variazione per Viali. Pronti via e Cutrone sciupa una palla vagante a due passi dalla porta su battuta d’angolo. L’ex Milan, comasco di nasciota, sente troppo la garae la sua prestazione ne risente. E però sale di tono il Como, che sfiora il gol con Gabrielloni e Verdi attorno al 50′ e ancora con Verdi al 55′: Micai fa il miracolo ma poi si fa male, dentro Marson. In campo anche Voca per Zuccon.
Intanto arriva la notizia dell’uno – due dello Spezia contro il Venezia, e il Como si riavvicina prepotentemente alla serie A, anche da sconfitto. Verdi ha una marcia in più e impegna Marson al 63′. Il Cosenza prova a contenere un Como furente e quando riparte palla a terra cestina il 2-0 con un rigore in movimento gettato alle ortiche da Florenzi su deliziosa asisstenza di Marras. Il solito Cutrone continua a sprecare l’impossibile, e Roberts si gioca anche la carta Chajia, mentre gli ingressi di Crespi (Tutino), Canotto ( Marras) movimentano la panchina rossoblù. E la partita svolta, ma per il Como. E’infatti il minuto 71′ quando Cutrone si prende un rigore per un contatto con Meroni. Dopo un lungo check al Var sul dischetto va Verdi che fissa il punteggio sull’1-1 . Il Sinigaglia è una bolgia, il Como vorrebbe chiudere il cerchio senza dover guardare a La Spezia, ma il Cosenza resta tignoso là dietro. E mentre si accende la standing ovation per l’uscita di Cutrone, Viali regala l’esordio all’ attaccante italo – australiano Novello. Il Como rallenta giocando di sponda con il risultato del Picco, al Cosenza può star bene così. Dopo il recupero extralarge e le occasioni del giovane Fumagalli e di Canotto può partire la festa comasca. Como in Paradiso, il Cosenza di Viali (7 risultati utili consecutivi) taglia il suo traguardo a testa altissima.
Il campionato è storia, i rimpianti pure. Si alza il sipario sulla programmazione, con quali interpreti sapremo presto. Almeno questo è l’augurio.
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