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Abramo CC - Montalto Uffugo

Vertenza Abramo CC, i lavoratori chiedono il sostegno dei montaltesi

L’appello dei lavoratori della sede di Montalto Uffugo di Abramo CC rivolto a tutti i cittadini montaltesi

“Aiutateci in questa battaglia per il lavoro, che è una battaglia per l’intera comunità” – questo il senso dei messaggi che ci arrivano in redazione dai lavoratori montaltesi dell’Abramo CC.

Lavoratori che chiedono di diffondere non solo le iniziative di questi giorni ma dunque, anche un appello alla popolazione e alle attività commerciali locali affinché sostengano li sostengano in questa battaglia per il lavoro, che è anche una battaglia per l’economia del territorio, per la dignità di ogni individuo coinvolto in questa vicenda.

“Ci piacerebbe che i nostri concittadini ci affiancassero giovedì 24 febbraio al sit-in organizzato dinanzi la Prefettura di Cosenza” – questo in sintesi l’appello dei lavoratori.

Abramo CC - Montalto Uffugo
Abramo CC – Montalto Uffugo

L’Associazione Commercianti & Partite Iva – Calabria Uniti Aps c’è e risponde all’appello

Il presidente dell’Associazione Commercianti & Partite Iva – Calabria Uniti Aps, Giorgio Diacovo, venuto ha fatto sapere che il sodalizio da lui guidato, sosterrà i lavoratori dei Call Center Abramo di tutto il territorio Calabrese.

“Già tempo fa – spiega Diacovo, la nostra associazione aveva espresso preoccupazione e rammarico per quanto sta accadendo ai dipendenti di Abramo, un Call Center che ha influito molto sullo sviluppo economico di Taverna e non solo, in quanto ha richiamato lavoratori da ogni parte della Calabria e li ha fatti vivere ed investire qui, nel nostro Comune”.

“Come Commercianti e partite Iva – continua il presidente Diacovo – dobbiamo molto ai dipendenti di Abramo Customer Care, e per questo la nostra Associazione sostiene lo sciopero indetto per il 24 febbraio ed esorta i propri associati ad esporre una locandina e ad osservare un periodo di chiusura delle proprie attività simbolico (anche mezz’ora, postando e divulgando locandina a sostegno della protesta).

“La chiusura di questo Call center sarebbe una sconfitta per il territorio e ci impoverirebbe tutti, ma soprattutto lascerebbe sul lastrico decine di famiglie che vivono di questo lavoro! Uniamoci e sosteniamo i lavoratori del call center Abramo!” – conclude Diacovo.

Nelle scorse ore la nota dei sindacati

“Le iniziative di lotta continueranno, fino a quando non si avranno risposte risolutive sulle nostre rivendicazioni”. Lo ha annunciato la segreteria regionale della Slc Cgil, che unitamente alla Fistel Cisl ed alla Uilcom Uil, ha programmato una serie di proteste a sostegno dei lavoratori della Abramo Customer Care iniziate oggi.

“Quando il 27 gennaio è stata depositata la sentenza di insolvenza presso il Tribunale di Roma – proseguono i sindacati -, con contestuale nomina dei Commissari Giudiziali, eravamo convinti che si fossero finalmente poste le basi per mettere in sicurezza gli ultimi lavoratori rimasti nella Abramo Customer Care e che non avrebbero più cantato le sirene dell’imprenditore fallito, che avevano abbindolato i lavoratori per 14 mesi con false illusioni di salvezza, motivate da inverosimili progetti di rilancio e da manifestazioni di interesse fantasma”.

“Un convincimento che si era ulteriormente rafforzato quando il 4 febbraio scorso come organizzazioni sindacali abbiamo incontrato i Commissari in videoconferenza, i quali avevano garantito, consci delle difficoltà economiche dei lavoratori, che entro la metà del mese di febbraio avrebbero saldato le competenze dal 27 al 31 gennaio e avrebbero anticipato la mensilità di febbraio”.

“Purtroppo, ad oggi dobbiamo ricrederci perché, nonostante i solleciti degli ultimi giorni, la proclamazione dello stato di agitazione e la richiesta di incontro ai commissari da parte delle Segreterie Nazionali, questo non è avvenuto e i lavoratori della Abramo Customer Care sono ormai arrivati ad un punto di rottura: stremati mentalmente da una perenne incertezza sul futuro, moralmente privati della loro dignità ed economicamente ridotti sul lastrico” prosegue la nota unitaria.

“Mai avremmo pensato di passare dalla supponenza di un imprenditore privato alla completa insensibilità delle istituzioni dello stato, e questo nonostante si ha certezza che le attuali finanze aziendali consentirebbero i pagamenti promessi”.

Gli eventi annunciati la scorsa settimana sono dunque iniziati oggi lunedì 21, con 4 ore di assemblea permanente. Domani, martedì 22 si darà vita ad un sit-in presso il tribunale fallimentare di Roma e giovedì 24 ci sarà lo sciopero di un intero turno di lavoro e conseguente sit-in presso le Prefetture di Catanzaro, Cosenza e Crotone.

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