Il mio lavoro mi porta a contattare, ogni giorno, centinaia e centinaia di persone telefonicamente. Il tutto viene fatto in maniera sistematica e abitudinaria scorrendo da un elenco di nominativi che visualizzo sul Pc. Cerco di fare tutto rimanendo concentrato su quello che è lo scopo della mia telefonata salvo quei casi in cui qualcosa di anomalo distoglie la mia attenzione e in questo caso prima di alzare la cornetta mi assicuro che quanto visualizzo a terminale è corretto

Ora di nomi come Finocchio Felice nella mia attività ne capitano a iosa …l’ultima volta cercavo la responsabile commerciale di una nota azienda e la collaboratrice mi comunica che la signora Dolcissima Salamandra al momento non c’è … e io come un cretino a chiederle quale fosse il nome di battesimo della signora Salamandra….Dolcissima è ovvio… dopo Anna, Maria e Francesca il nome più diffuso in Italia è Dolcissima. Ora io farei una legge che permetterebbe ai figli con questi nomi improbabili di potersi rivalere sui genitori cambiando loro il nome. Ad esempio: carò papà tu mi hai censito come Leone Selvaggio e io cambio il tuo nome Antonio in Spelacchiato…così vediamo come ti pigliano in giro i tuoi colleghi con quel nome.
Che poi questi nomi bisogna tenerseli anche sui social a meno che non ti inventi un soprannome o un nickname. Apro una parentesi …una volta quando dicevi il soprannome identificavi una razza , una famiglia , una stirpe… A Rossano, c’erano i Cantr e’nott, I barun, U’ccarrottu, A’frittula, I muss, I Gaddinazz, i Mangialard, i Guardapp, i Momm, i Marrafin..
Quando tu dicevi sono Michele eri Cantr e’nott eri se come in quel momenti stessi fornendo il tuo curriculum vitae… L’interlocutore sapeva chi eri, cosa avevi fatto e cosa avresti fatto per i prossimi vent’anni.
Oggi per i curriculum c’è Linkedin dove un diplomato in Ragioneria si trasforma in Managing Account Sales for business satisfaction, o in Working in progress State of Business junior, o in un Wall Street ruba sold development reason. Mio zio si è candidato alle prossime elezioni comunali e mi ha fatto avere il santino: per chi non lo sapesse il santino è quel tagliandino tipo biglietto da visita dove oltre alla foto del candidato c’è il simbolo del partito di solito contrassegnato da una ics. La nuova moda impone che dietro i santini si metta anche un breve riassunto della vita e delle esperienze professionali… e così che mio zio che nella vita fa l’agricoltore e ha un diploma di Agraria si foggia del lusso di scrivere dietro il santino : “ esperto in chimica agricola” solo perché è in grado di stabilire quanto verderame va buttato sull’uva quando è attaccata dai parassiti. Ma se si fosse candidato un muratore dietro il santino cosa avrebbe dovuto scrivere : “Luminare nel settore dell’ingegneria edile”.
Molti non si troveranno con il mio ragionamento ma credo che almeno il nome delle persone o delle cose o delle professioni dovrebbero rimanere ancorati a determinate caratteristiche: una volta conoscevo Giovanni u’ spazzin: Giovanni ha deciso che da un certo momento in poi venisse chiamato come Giovanni l’operatore ecologico per poi evolversi in Giovanni tutore della flora e della fauna dell’hinterland rossanese.
Ritornando ai politici sono straordinari quelli che nelle liste elettorali si fanno registrare con il “detto”: ad esempio “ Antonio Rossi detto Pietro” …ma se ti chiami Antonio perché ti fai chiamare Pietro.
Avevo accennato ai nickname ma mi rendo conto che l’argomento è troppo vasto per essere trattato in poche parole che mi rimangono. Mi preme dire solo una cosa : se sei grasso , senza capelli, senza uno straccio di posizione lavorativa, ti schifano pure i pidocchi perché sui social ti registri come DreamMan Calabrese?
Ai posteri l’ardua sentenza …
“Non importa cosa sono, chi sono lo sai bene”…- (Vi presento Joe Black)
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