“Maledetto Sud” è stato presentato a Largo Antoniozzi in Corso Telesio
Vito Teti è stato introdotto da Eliodoro Loffreda e Alfonso Bombini.

L’autore ha voluto ricordare il 19enne morto suicida a Cosenza nei giorni scorsi.
Vari i temi trattati durante la presentazione: gli stereotipi e i principali luoghi comuni sulla “razza maledetta”, sulla questione di Oppido Mamertina e la scomunica del Papa alla ‘ndrangheta.
«Dobbiamo smetterla con il pensare che segnalare doverosamente delle criticità di un territorio significhi criminalizzare una popolazione -afferma l’autore- ritengo importante quello che noi diciamo di noi. Siamo stati sempre in silenzio davanti alle ingiustizie quotidiane. Abbiamo così lasciato campo libero alle criminalità e ad una classe dirigente come quella che sopportiamo, ma non è solo una questione di racconto: la bellezza di questa terra non può essere esaltata o rimpianta da chi ha permesso che venisse devastata».
Vito Teti consiglia «Siamo credibili solo se ad occuparsi del recupero della bellezza è una nuova generazione, in questo la scuola è fondamentale; lì ci sono margini di credibilità, barlumi di speranza. Ecco da dove ripartire».
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