L’astensionismo è uno dei dati politici più rilevanti da qualche lustro. E viene sempre volontariamente “nascosto” durante le campagne elettorali visto che queste sono condotte da politici e media asserviti ad essi che estremizzano in modo cruente le loro posizioni: neocomunisti e neofascisti.
Udite! Udite! Esistono anche, e sono tanti, quelli che hanno voglia di Centro, che, o non vanno a votare o che vanno a votare per chi, nei due schieramenti, cerca di avvicinarsi a posizioni moderate. Ecco, una gran fetta degli astensionisti ha “voglia di centro”, di proposte che siano equilibrate, consone all’aiuto del cittadino medio, delle famiglie, dei malati, dei disoccupati, delle aree interne e del Mezzogiorno.
Che non siano però sussidi senza tornaconto in prestazioni socialmente utili (come nella pratica si è rivelato il “reddito di cittadinanza”) e senza adeguati controlli, né finanziamenti a totale carico dello Stato (come il “110” per le ristrutturazioni che ha creato una dannosissima bolla speculativa con i prezzi delle materie più che raddoppiati). Siamo in molti quelli che si catalogano come né comunisti né fascisti anche se nel dibattito non abbiamo voce.
Nei social e nei giornali di quest’epoca di infantilizzazione della discussione politica, di disumane e superficiali ipersemplificazioni in cui si riempie il vuoto culturale con gli slogan da tifosi: «Fascista», «Comunista». Parole usate come “nonsense” per colpire con le armi delle parole sepolte dalla storia chi semplicemente sta da un’altra parte rispetto alla tua.
O, forse peggio, usate a ragione da chi si sente ancorato ad ideologie che hanno commesso nella storia i più abominevoli stermini di esseri umani, inneggiando al ritorno di un “già noto” che proprio perché già conosciuto come orribile dovrebbe essere morto e sepolto nella mente di ogni essere umano. Certo ci sono e ci saranno fanatici comunisti e fascisti che eccedono nelle azioni, ma nel dibattito pubblico sembrano una legione in marcia, mente siamo più numerosi i moderati. “La virtù sta nel mezzo” enunciava Aristotele nella “medietà”, ossia la disposizione a volere sempre il giusto mezzo tra due vizi.
Alla vigilia delle elezioni regionali, si delinea la novità di chi cerca di moderarsi e di avvicinarsi a posizioni più centriste, il centro-destra, e chi invece, sotto l’insegna del “campo largo” vuole tentare di vincere spostandosi completamente a sinistra: Il PD che si allea con i Cinquestelle sottolineando che non si tratta di un accordo organico ma di una unione solo per vincere.
Dopo che il PD ha cercato per anni posizioni più soft seducendo e abbandonando soprattutto ex democristiani che si sono lasciti abbindolare. Alla luce di ciò che ho esposto, ritengo che l’astensionismo rimarrà alto, che vincerà chi si sta sforzando a posizioni più equilibrate, cioè il Centro-destra, e che il dato elettorale del centro-sinistra sarà più o meno lo stesso delle scorse regionali. Con il solo travaso di voti dal PD a favore dei Cinquestelle.

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