Banner Conad

6 giovani “adulti” su 10 vivono ancora con mamma e papà; Lo dice Eurostat

Hanno tra i 18 e i 36 anni, i “giovani adulti”, che ancora vivono con i genitori, con una percentuale che si aggira intorno al 20% in più rispetto alla media dei 28 paesi dell’Unione Europea

Si legge nei dati Eurostat riferiti all’anno 2014, secondo i quali il 49% dei giovani italiani tra i 25 e i 36 anni vive ancora “con la mamma”. Nei dati che riguardano ad esempio i colleghi svedesi, si nota la grande disparità: solo il 3,7% di essi vive ancora a casa. Scende al 3% il dato riguardante i ragazzi danesi, e sale leggermente all’11,2% per i giovani francesi.

eurostat
6 giovani “adulti” su 10 vivono ancora con mamma e papà; Lo dice Eurostat

In Europa quindi, in media il 29,2% dei ragazzi tra i 25 e i 34 anni vive “comodamente” ancora in famiglia. Il dato che spicca dalle tabelle Eurostat, è che tra il 2007 ed il 2014, la percentuale di ragazzi italiani under 35 che sono rimasti a casa, è cresciuta di 5 punti, passando dal 60% al 65%, una crescita di gran lunga superiore a quella dell’area Euro.

Nello stessi periodo la percentuale è scesa nel resto dell’Europa, come nel Regno Unito dove dal 38,5% si è scesi al 33,7%.

Nel rapporto Istat, si legge dunque che la percentuale dei “mammoni”, in Italia è particolarmente elevata rispetto al resto dell’Europa. Nel 2014 quasi tre milioni di giovani con più di 25 anni di età, viveva ancora in famiglia e di questi oltre un milione, supera i 30 anni di età.

Nella fascia di età tra i 25 e 34 anni  – periodo nel quale si termina il percorso scolastico e si incomincia a pensare ad una propria indipendenza – in Italia si continua a restare a casa. Sono i maschi, quelli più affezionati alla “casa natale”, che faticano ad andare per la propria strada e dunque tra i 25 e i 34 anni, sfiorano il 57,6%, quindi più della metà di essi.

Per le ragazze invece, la percentuale scende al 40,6%, ma sempre in crescita rispetto al 2010, quando la percentuale si assestava intorno al 39,1%.

Tra i giovani nella fascia tra i 25 e i 34 anni che vivono ancora a casa con i genitori in Italia il 44,2% lavora a tempo pieno, una percentuale in calo di quasi dieci punti rispetto al 2008.

Il 18,3% si dichiara studente, mentre il 20,6% si dichiara disoccupato.

Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, dichiara lo scenario tratteggiato da Eurostat come “drammatico”.

“La situazione – dice D’agata – dati alla mano, è critica, e i giovani senza futuro sono costretti a subirla. Questo è il pedaggio che si paga ad una realtà in cui il nostro paese resta solvibile solo attraverso continue strette fiscali, ed alla truffa intellettuale che vuole che noi se ne esca meglio di altri”.

Condividi questo contenuto