Il Castello di Serragiumenta, dimora storica calabrese del 1600, presenta “I kintsugi dell’anima”, personale di pittura di Anna Tozzi ATò
La mostra, organizzata da Sayato nell’ambito del progetto “Altrove – Galleria diffusa ed itinerante”, rientra fra quelle ufficialmente riconosciute nell’ambito della Diciannovesima Giornata del Contemporaneo AMACI quando i luoghi d’arte italiani aprono all’unisono in un giorno convenzionato le loro porte per presentare esposizioni di arte contemporanea.

Il vernissage si terrà nella giornata di Sabato 07 Ottobre, alle ore 18.00, quando verrà svelata l’installazione dell’artista romana che per questa occasione sarà ospitata nella Chiesetta della tenuta.
“I kintsugi dell’anima” presenta le opere più recenti di Anna Tozzi, da tempo dedita alla fusione del suo estro creativo con la tecnica giapponese del kintsugi – letteralmente “riparare con l’oro” – utilizzata sin dal 1400 per il restauro di tazze in ceramica.
Nella poetica dell’artista le crepe presenti nei suoi lavori non rappresentano soltanto elementi di frattura o di rottura ma anche lacerazioni intime dell’anima, dovute ai tanti accadimenti negativi che la vita spesso presenta. Il riempimento con l’oro serve a valorizzare questi momenti di evoluzione e rivoluzione, dando loro la giusta importanza a livello di crescita personale piuttosto che nasconderli. Le crepe sono altresì viste come aperture e squarci del negativo, che inizia a frantumarsi per consentire il passaggio della luce evolutiva.
Nella personale “I kintsugi dell’anima” Anna Tozzi ATò espone sia opere della collezione “kintsugi” che opere della collezione “muri”. La mostra è visitabile tutti i giorni, fino al 5 Novembre.
L’ingresso è gratuito.
ANNA TOZZI ATò
Anna Tozzi, in arte ATò, è nata a Roma nel 1965. Diplomata in Grafica e Pubblicità presso l’Istituto Europeo di Design ha al suo attivo due anni di esperienza lavorativa per uno studio di grafica seguiti da una serie di collaborazioni per l’ideazione e la progettazione di loghi e immagini coordinate.
Seguendo la sua passione per l’arte pittorica, lavora da anni come pittrice esplorando e testando una tecnica personale che ruota attorno all’espressione delle emozioni attraverso il colore e la materia.
Rispecchiando lo spirito mutevole dell’artista, i dipinti di ATò iniziano a mostrare il loro contenuto espressivo interiore durante la loro realizzazione: il mix di acrilico e colla PVA viene versato sulla tela e diffuso con il pennello o la spatola creando linee e confini. I pennelli e i toni di colore iniziali non sono quelli reali, e il dipinto assume la sua forma definitiva e colore solo quando si asciuga formando un “segno” più distinto, come per trasmettere l’impronta dello stato emotivo dell’artista “Le mie crepe rappresentano quelle ferite, più o meno profonde, che sono riuscita a riparare e a chiudere con l’oro, rendendole più evidenti, belle e luminose.
SONO RIUSCITA A PORTARE LUCE DOVE NON CE N’È
È un lungo percorso, intrapreso più di 20 anni fa: sono partita dalle trame dove centinaia di colate materiche non lasciavano intravedere nulla sotto e sono arrivata a dipingere pezzi di muro e di strade, rotti, usurati, crepati, vissuti, ma dove attraverso le crepe arriva la luce dell’oro. Esse prendono forme diverse ed il loro tratto diventa sempre più marcato ed evidente. Posso farle danzare, unire in un girotondo, dare loro vita.
Chissà cosa diventeranno andando avanti… quello che so è che non tutte potranno essere riparate con l’oro”
SERRAGIUMENTA
Situata ad Altomonte (CS) rappresenta un unicum in grado di declinare tanti aspetti differenti della Calabria.
Cuore del sistema è il Castello edificato nel XVI secolo dal decimo conte di Altomonte, Pietro Antonio Sanseverino, che fa capolino su un’altura della campagna calabrese, tra lo Jonio e il Tirreno, immersa nelle colline vestite di vigne e uliveti. Nel 1947 è stato acquistato, insieme ai terreni agricoli circostanti, da Federico Bilotti che si è occupato di un primo recupero della struttura, usata come abitazione della famiglia, e del rilancio delle produzioni agricole nei terreni circostanti. Dopo un ulteriore passaggio generazionale, oggi l’intero complesso è nelle mani della nipote Rita Bilotti, architetto paesaggista agricolo.
A lei si deve la diversificazione delle attività aziendali, finalizzate a rendere Serragiumenta un importante punto di riferimento per un nuovo turismo esperienziale e per le pratiche agricole sostenibili.
Adiacente al castello, fa capolino l’area ottocentesca di charme denominata “La Voliera”, oggi adibita a ristorante che propone piatti calabresi rivisitati con passione e sapienza, tutti con ingredienti a chilometro zero o prodotti in azienda. Prestigiosa, anche la ricettività, che si declina nelle 15 suites e appartamenti interni al castello; ma si potrà soggiornare anche nelle camere fronte giardino e piscina o nell’Agriturismo con camere e appartamenti in stile rustico-chic. E infine c’è anche l’approccio ecosostenibile con il glamping, costituito da tende con veranda, pavimenti in legno e pareti di tela, posizionate tra le vigne e dotate di ogni comfort.
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