Enza Bruno Bossio, 67 anni, componente della direzione nazionale del PD. Deputata dal 2013 al 2022, ha concesso un’intervista al cronista di Cosenza Post Vincenzo Campanella per parlare di Matteo Renzi, delle prossime regionali e del problema dell’alta velocità in Calabria.

Bossio, volevo chiederle di Italia Viva come prima presenza di una formazione ospite alla festa dell’Unità di Cosenza. E’ un segnale che Renzi può stare nel “campo largo”?
Campo largo è un termine che non mi piace. Preferisco l’idea di costruire un’alternativa progressista in Italia.
Perché in questo momento abbiamo un governo che non è tanto se sia di destra o fascista, queste cose mi interessano relativamente, il problema è che sta annullando tutto il percorso previsto nel PNRR, che aveva come obiettivo proprio quello di colmare finalmente i divari con il mezzogiorno.
Quindi ci troviamo veramente di fronte a un esecutivo che non risponde alle esigenze del Sud e in particolare della Calabria.
Su Renzi dico che può stare nella coalizione così come Calenda, Conte e quelli di Sinistra Italiana, tutti devono starci. Però occorre costruire l’alleanza sui contenuti.
Renzi su alcune cose la pensa come noi, su altre no, così come le altre formazioni politiche che ho elencato.
Pensiamo ad esempio al voto sulle armi in Ucraina. Ci sono posizioni diversificate ma l’aspetto comune è che tutti quanti vogliamo costruire un’alternativa a questo governo.
Per le prossime regionali molti pensano che il vostro candidato alla presidenza della Regione sarà o Nicola Irto o Franz Caruso, cosa può dirci in merito?
Io condivido le dichiarazioni fatte proprio da Nicola Irto all’inaugurazione di questa festa: tutto quello che dovremo fare lo dobbiamo decidere in Calabria.
La decisione spetta ai partiti calabresi della coalizione e si deve scegliere il candidato più forte come è successo in Sardegna e in altre regioni dove magari non abbiamo vinto ma si è provato a scegliere il profilo migliore. Secondo me questa deve essere la strada.
Il tema dell’incontro di oggi è l’alta velocità, più nello specifico cosa si deve fare per potenziarla al Sud?
Avevamo un piano che prevedeva nove miliardi per finanziare l’alta velocità almeno fino a Tarsia. Invece adesso questi soldi sono stati impiegati nelle altre regioni tranne la nostra.
L’ultima notizia è che hanno fatto questa valutazione di impatto ambientale sul progetto da Buonabitacolo a Praia a Mare, ma noi sappiamo con certezza che si ferma a Lagonegro.
E la Strada Statale 106 non parte, l’elettrificazione della jonica va a rilento, così come la sperimentazione dell’idrogeno per la tratta Cosenza- Catanzaro. Questa situazione deve essere affrontata entro il 2026.
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