Contestiamo sia il metodo, caratterizzato dall’assenza di trasparenza e coinvolgimento dei cittadini, sia il merito, che appare più ideologico che realmente utile al territorio.
L’iter è stato avviato in violazione delle normative nazionali e regionali, che prevedono la partecipazione attiva di enti locali e comunità attraverso specifiche conferenze pubbliche.
I “pochi” hanno cercato di istituire un vincolo perpetuo alla nostra Città, senza che i castrovillaresi ne fossero consapevoli, senza rispettare la legge e le regole democratiche.
Solo dopo che l’iter normativo è stato interrotto, i promotori hanno iniziato a parlarne pubblicamente, dimostrando scarso rispetto per la cittadinanza.

Si badi bene: solo e soltanto dopo.
Non accettiamo la narrazione secondo cui opporsi alla Riserva significhi favorire speculatori del fotovoltaico. Né esiste un nesso tra l’istituzione dell’area protetta e la bonifica delle discariche. Le cifre ipotizzate — 52 milioni di euro di finanziamenti all’area protetta— sono infondate: nella migliore delle ipotesi, si tratterebbe di uno o due milioni.
La Riserva, per come proposta, imporrebbe vincoli rigidi su un vasto territorio, limitando costruzioni, attività produttive e iniziative private, senza offrire garanzie di sviluppo o ricadute economiche concrete.
Riteniamo che le ragioni di una Riserva Naturale Regionale non possano essere, banalmente, quelle di voler contrastare gli impianti solari o quelle di promesse di sviluppo irrealizzabili.
Fratelli d’Italia si oppone anche alla realizzazione di impianti agrivoltaici nella zona nord della città e propone una norma regionale che vieti impianti fotovoltaici e agrivoltaici superiori a 150 kW all’interno e nei pressi (fino a 800 metri) dei parchi regionali e nazionali.
Invitiamo tutte le forze politiche realmente interessate al bene di Castrovillari a sostenere questa proposta concreta e responsabile.
Fratelli d’Italia Castrovillari
Circolo V. Gangale
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