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Michele Cosentino a Facce da Città - Cosenza Post

Quando Paperino diventa “catanzarese”: Michele Cosentino a “Facce da Città” svela i segreti del Topolino in dialetto

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Cosa succede quando il topo più famoso del mondo decide di parlare il dialetto catanzarese? Succede che un’eccellenza della nostra terra, il linguista Michele Cosentino, si trova a dover affrontare una sfida traduttologica senza precedenti. In occasione della Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, il salotto di “Facce da Città”, condotto da Marcello Romanelli e Mariarosaria Rizzuti, ha ospitato il professore che ha curato la speciale edizione di Topolino dedicata alla Calabria.

Dall’Accademia ai fumetti Disney

Michele Cosentino, docente di linguistica storica all’Università di Messina, ha raccontato con entusiasmo la genesi di questa collaborazione. Tutto è nato da una proposta lanciata durante un convegno a Lecce: tradurre un episodio di Paperino (“Paperino lucidatore a domicilio”) in vernacolo. Un compito tutt’altro che semplice per un “cosentino” doc (di Montalto Uffugo), che ha dovuto immergersi nello studio del catanzarese attraverso vocabolari, articoli scientifici e il supporto fondamentale di informatori locali.

Una sfida tecnica e culturale

Tradurre Paperino non significa solo cambiare le parole, ma adattare un intero mondo espressivo. “Ho ricevuto prima il copione e poi le tavole. Alcune frasi ho dovuto riadattarle quando ho visto i disegni: pensavo fossero toni arrabbiati e invece erano simpatici”, ha spiegato Cosentino. Significativa la scelta del termine per “lucidatore”, che è stata la prima sfida importante di Cosentino, risolta con “lucidature”, un compromesso tra l’italiano moderno e la tradizione dialettale.

La Calabria tra le “magnifiche quattro”

La Disney ha scelto la Calabria insieme a Valle d’Aosta, Liguria ed Emilia-Romagna per questo progetto celebrativo. Alla domanda piccata dei conduttori sul perché sia stato scelto il catanzarese e non il cosentino, il professore ha risposto con diplomazia: “La casa editrice sceglie solitamente il dialetto del capoluogo di regione per equità”.

Il dialetto come identità e futuro

L’intervista ha toccato temi profondi legati alla conservazione dei borghi e all’identità territoriale. Cosentino ha sfatato il vecchio mito secondo cui parlare dialetto sia un segno di ignoranza o un ostacolo all’apprendimento dell’italiano: “Il dialetto è una lingua a tutti gli effetti. Il bilinguismo favorisce l’apertura mentale” . Il segreto per non far morire queste lingue? Non “musealizzarle”, ma usarle per parlare dei temi di oggi, rendendole vive per le nuove generazioni.

Un messaggio di orgoglio e resilienza culturale quello lanciato da Michele Cosentino, che attraverso le pagine di un fumetto è riuscito a portare la dignità della lingua calabrese sotto i riflettori nazionali.

Un messaggio di orgoglio e resilienza culturale quello lanciato da Michele Cosentino, che attraverso le pagine di un fumetto è riuscito a portare la dignità della lingua calabrese sotto i riflettori nazionali.

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