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Rossano, una Costituzione passata di mano in mano: l’IC Amarelli celebra la Repubblica con gli occhi dei bambini

Rossano, una Costituzione passata di mano in mano: l’IC Amarelli celebra la Repubblica con gli occhi dei bambini

A Rossano, tra memoria, cittadinanza e futuro, gli alunni della classe 5ª B della Scuola Primaria Porta di Ferro hanno rievocato il referendum del 2 giugno 1946, consegnando alle nuove generazioni il testimone dei valori costituzionali

Di Anna Maria Ventura

C’erano il Tricolore, le urne elettorali, le schede di voto e persino una torta dai colori della bandiera italiana. Ma soprattutto c’erano loro: i bambini e le bambine della classe 5ª B della Scuola Primaria Porta di Ferro di Rossano, protagonisti di una giornata speciale dedicata alla Festa della Repubblica, vissuta non come una semplice ricorrenza, ma come un autentico viaggio nella memoria e nei valori fondanti della nostra democrazia.

Nell’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “Alessandro Amarelli” di Corigliano-Rossano, il 1° giugno si è respirata un’atmosfera carica di emozione e significato. Tra palloncini tricolori e manifesti che richiamavano la storica campagna referendaria del 1946, la scuola ha celebrato quello che gli alunni hanno imparato a chiamare “Il Grande Giorno”: il 2 giugno 1946, quando le italiane e gli italiani furono chiamati a scegliere il futuro del Paese, votando tra Monarchia e Repubblica. Una data che segnò la nascita dell’Italia democratica e che vide, per la prima volta, le donne partecipare al voto politico nazionale.

Guidati dalla docente Achiropita Avena, gli alunni hanno affrontato un articolato percorso pluridisciplinare che li ha portati a conoscere le figure delle prime donne sindaco d’Italia, tutte calabresi, e ad analizzare i risultati del referendum nei comuni del territorio. Un lavoro semplice nelle forme, ma profondo nei contenuti, capace di suscitare riflessioni sul rapporto tra storia nazionale e identità locali, nonché sulla diversa percezione della Monarchia nelle regioni del Mezzogiorno.

L’iniziativa, realizzata in stretta collaborazione con l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato provinciale di Cosenza e con l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, ha coinvolto anche le famiglie degli alunni, testimoni partecipi di un percorso che ha saputo trasformare lo studio della storia in esperienza viva e condivisa.

Particolarmente apprezzato il cortometraggio realizzato dalla classe nel centro storico di Rossano. Tra i suggestivi scenari di Palazzo Cherubini, Palazzo Greco e gli angoli più caratteristici della città antica, i bambini, in costume d’epoca, hanno dato voce alle speranze, ai dubbi e alle convinzioni che poterono animare gli elettori rossanesi alla vigilia del referendum. Un racconto semplice e intenso, capace di restituire il volto umano della Storia e di renderla vicina alle nuove generazioni.

Ad arricchire la manifestazione sono stati gli interventi della Dirigente scolastica, prof.ssa Tiziana Cerbino, del prof. Giuseppe Ferraro, direttore dell’ISRI – Comitato provinciale di Cosenza e coordinatore della Commissione didattica dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, e dello storico, saggista e filosofo prof. Franco Filareto.

«Non ci può essere futuro se non si conosce il passato», ha ricordato la Dirigente Cerbino, sottolineando la missione della scuola nel trasmettere alle nuove generazioni i valori irrinunciabili della cittadinanza democratica. Il prof. Filareto ha invece richiamato uno dei principi più alti della nostra Carta costituzionale: «L’Italia ripudia la guerra», soffermandosi sulla straordinaria modernità della Costituzione e sulle drammatiche conseguenze umanitarie dei conflitti ancora oggi in corso nel mondo. Il prof. Ferraro ha infine accompagnato il pubblico in un percorso attraverso il lessico della storia repubblicana, collocando gli ottant’anni del suffragio universale femminile all’interno delle grandi trasformazioni dell’età contemporanea.

A fare da cornice all’evento, una mostra allestita dagli stessi alunni con i ritratti di tutti i Presidenti della Repubblica, da Enrico De Nicola a Sergio Mattarella, e con materiali dedicati alla nascita della Repubblica italiana. Momento particolarmente toccante è stato quello della poesia di Anna Sarfatti, recitata dai bambini per ricordare come l’Italia sia nata «con la gonna», grazie al decisivo contributo delle donne alla costruzione della democrazia.

Poi, tra sorrisi e applausi, è arrivato il tempo della festa: le candeline spente sulla torta tricolore hanno celebrato simbolicamente l’ottantesimo compleanno della Repubblica. Ma il gesto più significativo è stato forse l’ultimo. I bambini della 5ª B hanno consegnato agli alunni della classe 1ª B una copia della Costituzione italiana, affidando loro un ideale testimone da custodire negli anni futuri.

Un passaggio semplice e solenne allo stesso tempo. Perché la Costituzione non è soltanto un libro di leggi, ma una storia di idee, di dialogo e di responsabilità condivise. È il frutto del lavoro di donne e uomini che, pur partendo da visioni diverse, seppero trovare punti comuni per costruire un Paese più libero e più giusto.

Ed è proprio questo il messaggio che la scuola ha voluto consegnare ai suoi alunni: la democrazia vive nella memoria, cresce nella conoscenza e si rinnova ogni volta che una nuova generazione impara a custodirne i valori. Anche dai banchi della scuola primaria.

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