Il borgo cosentino ha ospitato per tre giorni progettisti, artisti e amministratori da tutta Italia. Al centro dei tavoli di lavoro le nuove idee per ripopolare i piccoli paesi attraverso l’arte.
Dal 18 al 20 giugno La Rivoluzione delle Seppie ha ospitato a Belmonte Calabro “Abitiamo Lo Stato dei Luoghi”, il Camp nazionale promosso dalla rete Lo Stato dei Luoghi, trasformando BelMondo e gli spazi del paese in un luogo di confronto e progettazione condivisa dedicato al futuro dei territori.
Operatori culturali, amministratori pubblici, artisti, progettisti e attivatori provenienti da diverse parti d’Italia si sono ritrovati in Calabria per condividere pratiche, visioni ed esperienze attorno ad alcune delle questioni che oggi attraversano i territori: il ruolo della cultura nei processi di trasformazione sociale, il futuro delle aree interne, la costruzione di presidi culturali radicati nelle comunità e le nuove forme di collaborazione tra cittadini, istituzioni e organizzazioni indipendenti.
Nel corso delle tre giornate il paese è stato attraversato da incontri pubblici, workshop, passeggiate territoriali, tavoli di lavoro e momenti conviviali, trasformandosi in un laboratorio diffuso di ascolto e immaginazione collettiva. Ad aprire il programma è stato un confronto pubblico con rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, tra cui Vincenzo Costantino, assessore alle Politiche Giovanili e al Turismo del Comune di Catanzaro, Francesco Alimena, consigliere del Comune di Cosenza, e Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura e alle Aree Interne della Regione Calabria.
Tra i momenti centrali del Camp, il workshop “Creative Grounds: The Role of Cultural Spaces in Rural Futures” condotto da Ella Overkleeft di Rural Radicals, gli esercizi di immaginazione territoriale sviluppati insieme a Valerio Rocco Orlando e alla Scuola dei Sassi, e la passeggiata collettiva attraverso Belmonte Calabro, occasione per osservare il territorio come spazio di ricerca, relazione e possibilità. La giornata conclusiva ha ospitato l’assemblea generale de Lo Stato dei Luoghi, momento dedicato al confronto tra le organizzazioni aderenti alla rete e alla definizione delle prossime traiettorie di lavoro comuni.
«Abbiamo scelto Belmonte Calabro per il Camp nazionale de Lo Stato dei Luoghi per dare visibilità alle esperienze di rigenerazione culturale che nascono nelle aree interne e nel Sud del Paese, spesso tra le più innovative e capaci di immaginare nuovi futuri. L’accoglienza de La Rivoluzione delle Seppie ci mostra come la cultura possa essere il motore concreto di una rinascita sostenibile ed equa dei territori. Il Camp è stato anche uno spazio di ispirazione e visione condivisa: grazie ai contributi di Valerio Rocco Orlando e Rural Radicals abbiamo esplorato nuove possibilità per ripensare i luoghi e le comunità che li abitano, anche in una prospettiva internazionale», dichiara il Direttivo de Lo Stato dei Luoghi.
«Accogliere a Belmonte Calabro il Camp nazionale de Lo Stato dei Luoghi è stato per La Rivoluzione delle Seppie un momento importante di confronto, ascolto e apertura. Per tre giorni il paese è diventato uno spazio di lavoro condiviso, attraversato da operatori culturali, amministratori, progettisti, artisti e realtà attive in diversi territori italiani. Il Camp ha permesso di mettere al centro alcune domande che attraversano da anni il nostro percorso: cosa significa abitare oggi le aree interne? Come si costruiscono presidi culturali capaci di restare nei luoghi? Quali forme di collaborazione possono nascere tra comunità locali, istituzioni e pratiche artistiche? Per noi è stato importante che Belmonte venisse attraversato attraverso momenti pubblici, camminate, laboratori, tavoli di lavoro e occasioni conviviali. Il confronto con Lo Stato dei Luoghi, gli ospiti e le amministrazioni presenti ha rafforzato l’idea che i piccoli centri possano essere luoghi di sperimentazione concreta, capaci di generare visioni e strumenti utili anche oltre la scala locale», dichiarano da La Rivoluzione delle Seppie.
La scelta di Belmonte Calabro come sede del Camp nazionale conferma il ruolo che il paese e l’esperienza de La Rivoluzione delle Seppie stanno assumendo all’interno del dibattito nazionale sulle pratiche culturali territoriali. Attraverso BelMondo e i progetti di residenza, formazione e attivazione culturale sviluppati negli ultimi anni, Belmonte continua a essere uno spazio di sperimentazione in cui comunità locali, artisti, ricercatori e organizzazioni provenienti da contesti diversi possono incontrarsi e immaginare nuove possibilità di abitare i territori.

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