A Cosenza grande successo per la “magistrale lezione” di Pierfranco Bruni, che ha sottolineato l’importanza di salvare la lingua italiana

Un folto pubblico ad accogliere Pierfranco Bruni, classe 1957, scrittore, giornalista, archeologo direttore del Ministero dei Beni Culturali, componente della Commissione Unesco per la diffusione della cultura italiana nel mondo.
Insiste per salvare la lingua italia, il Prof. Bruni, nella sua lezione magistrale. Insiste sulla questione linguistica, analizzando i linguaggi partendo da Dante Alighieri, sino a toccare la poesia di Cesare Pavese, nella quale, Bruni, ha fatto filtrare la parola di Fabrizio De Andrè, di Luigi Tenco, di Franco Califano.
“Nella loro poesia e nel loro linguaggio – ha detto ancora Pierfranco Bruni – vi sono segni semantici e adesioni musicali della parola scavati tra la Vita Nova di Dante e le Poesie del disamore di Pavese.
Forme linguistiche che hanno rimandi, ma anche rivelazioni che segnano nel ritmo e nel contenuto, una metafora che ha interessato lo Stil Novo e il Novecento ermetico e prima ancora futurista.
Pierfranco Bruni, esperto di Novecento letterario, ha parlato di Dante attraverso Pound e Spoon River di De André, mutuandolo da Lee Masters.
Magistrale la lezione di Bruni quando coraggiosamente ha legato Dante a De André. “Tutta la ballata di De André ha richiami danteschi” – ha precisato Bruni.
Infatti è da anni che Bruni porta avanti questi approfondimenti e scrivendo il suo saggio su De André nel 1999 dedica un percorso alla letteratura del Due-Trecento in un contesto tra parola e musica.
Concludendo la sua relazione, il Prof. Bruni ha invitato a rileggere la letteratura attraverso due impalcature, ossia la metafisica e l’antropologia.
Aspetti che interessano sia Dante che i linguaggi del Novecento.
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