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Legnochimica di Rende

Ex Legnochimica di Rende, interrogazione in Senato

Il caso Legnochimica di Rende finisce in Senato grazie ad un’interrogazione parlamentare presentata dai portavoce del Movimento 5 Stelle

Legnochimica di RendeIl caso del sito industriale legato alla ex Legnochimica nella zona di Rende approda in Senato grazie ad un’interrogazione parlamentare presentata dai portavoce del Movimento 5 Stelle che ha come primo firmatario Luigi Gaetti insieme a Nicola Morra, Paola Taverna e Vilma Moronesi.
Un atto che fa seguito all’interrogazione alla Camera, sino ad oggi ancora senza una risposta, ma anche quella alla Commissione Ambiente dell’Unione Europea, perché la mancata bonifica di un’area potenzialmente pericolosa continua a preoccupart. Così il Movimento 5 Stelle ha voluto sottoporre all’attenzione dei ministri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, oltre che della Salute, il caso.
Come spiega Luigi Gaetti “abbiamo chiesto ai ministri se siano a conoscenza dei fatti e in particolare della maggiore insorgenza di patologie nella zona di Rende. A nostro avviso l’iter della bonifica sembrerebbe bloccato a livello locale da continui ‘rimpalli’ di responsabilità. Per questo crediamo sia indispensabile e non più rimandabile la convocazione da parte dei ministri competenti di un tavolo, con tutti gli attori coinvolti, per agevolare al più presto l’avvio della bonifica il cui iter è partito ben dieci anni fa”.
Ma non è tutto: “Al contempo vogliamo sapere quali iniziative, anche in base alla nuova normativa sugli Ecoreati e nei limiti delle proprie attribuzioni, intendano intraprendere con urgenza al fine di controllare, verificare e salvaguardare la salute e le condizioni di vita dei cittadini della suddetta zona anche promovendo l’istituzione di un apposito registro tumori, se risulti che siano stati stanziati fondi pubblici e quali iniziative di competenza siano state intraprese relativamente le citate criticità e quale sia l’effettivo stato della bonifica del sito nonché la qualità dell’aria, lo stato della falda, vista la consulenza tecnica del professor Crisci del 2011, e dei luoghi, con particolare riferimento ai bacini artificiali interrati”.
Entro il 15 novembre l’azienda in liquidazione è chiamata a presentare il piano della bonifica che poi dovrà essere approvato dalla conferenza dei servizi. “Se l’azienda si dimostrerà ancora una volta inadempiente – conclude Gaetti – il Comune, la Regione e il Ministero, dovranno intervenire immediatamente utilizzando i poteri sostitutivi previsti dalla legge”.

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