Oggi, 22 gennaio, nuovo scacco alla ‘Ndrangheta. L’operazione “Apegreen Drug” condotta dalla Polizia di Reggio Calabria, colpisce la cosca Commisso di Siderno, 14 gli arresti, tutti per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti
Mattinata di fuoco, quella che vede impegnati i poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, in decine di arresti e perquisizioni nei confronti di soggetti legati a cosche della ‘ndrangheta. E’ partita fin dalle prime ore dell’alba della giornata di oggi, venerdì, 22 novembre, l’importante operazione anti-clan “Apegreen Drug”, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Decine le perquisizioni condotte dai militari sul territorio dell’entroterra reggino, in particolare fra Gioiosa Ionica, Rosarno e Siderno. Ben 14, sono gli arresti portati a termine dalla Polizia di Stato, grazie all’importante operazione, finalizzata anzitutto, alla ricostruzione del ruolo della cosca Commisso di Siderno, nel settore del narco-traffico internazionale.
Tra i 14 pregiudicati posti in stato di fermo, otto sono destinatari di misura cautelare in carcere e 6 della misura degli arresti domiciliari. Per tutti l’accusa e’ di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.
La fruttuosa operazione, deriva da una lunga analisi di alcune intercettazioni, effettuate all’interno della lavanderia “Apegreen” di Siderno (RC) – base operativa dei clan, costantemente monitorata dai militari – gestita dal 69enne Giuseppe Commisso. Il boss – detto “U mastru” – risulta essere condannato a quattordici anni di reclusione per associazione mafiosa.
Già nell’estate del 2010, infatti, la lavanderia era stata oggetto di interesse da parte degli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria, i quali, grazie alle microspie piazzate all’interno della lavanderia, intercettarono ore di conversazioni fra esponenti della ‘ndrangheta ionico-reggina, arrivando a scoprire numerose basi operative in Italia e all’estero. Le intercettazioni portarono alla luce tutte le attività criminali della cosca Commisso.
Fu grazie a quelle indagini che si diede avvio all’operazione “crimine”. Un duro colpo per la ‘ndrangheta, colpita alle radici, attraverso uno smembramento delle complesse diramazioni dell’organizzazione, sia in Nord Italia che all’estero. Particolarmente bersagliate furono le basi presenti in Lombardia, e per quanto riguarda l’estero, quelle in Australia e Canada.
Le operazioni condotte stamane, rappresentano dunque, l’epilogo delle principali inchieste condotte sulla cosca Commisso, dal 2010 ad oggi. Le recenti indagini, hanno confermato l’esistenza di una rete di contatti che coinvolge addirittura paesi dell’Africa, quali la Costa d’Avorio, e de Nord Europa e del Venezuela. Oltre al boss già detenuto, tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi figurano, i suoi attuali broker di riferimento ed soggetti legati alle cosche Pesce di Rosarno e Ursino di Gioiosa Ionica.
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