Oggi, 29 gennaio, confermato il provvedimento di fermo per omicidio volontario a Paolo Di Profio, l’infermiere accusato dell’assassinio della cognata Anna Giordanelli, uccisa a Cetraro
Individuato il responsabile dell’efferato delitto della 53enne Anna Giordanelli, medico di base del piccolo centro di Cetraro, uccisa nella giornata dello scorso 27 gennaio, mentre faceva jogging su una strada del paesino. Si tratta del cognato Paolo di Profio, infermiere 47enne, con qualche precedente penale.

Stando alle prime indiscrezioni, movente dell’omicidio, sarebbe stata la rabbia che l’uomo nutriva nei confronti della donna, alla quale attribuiva la fine del suo matrimonio. L’autopsia condotta sul cadavere – ritrovato da alcuni passanti su un marciapiede della periferia di Cetraro – ha rilevato che la donna è stata ripetutamente colpita da un corpo contundente, precisamente un piede di corpo. La vittima aveva il cranio fracassato ed è morta sul colpo.
E’ di questa mattina, venerdì, 29 gennaio, la conferma all’Agi, del provvedimento di fermo per omicidio volontario nei confronti dell’uomo, arrestato all’una di questa notte. La decisione è stata presa dal procuratore di Paola, Bruno Giordano.
Sabrina Mannarino, legale di Di Profio, ha fatto sapere all’agenzia Agi, che il suo assistito non ha rilasciato alcuna confessione agli inquirenti. I Carabinieri della compagnia di Paola, hanno sottoposto l’uomo ad un interrogatorio durato diverse ore, come persona informata dei fatti. E’ stato proprio sotto la pressione degli agenti, che l’uomo si sarebbe lasciato andare a qualche dichiarazione, che secondo quanto affermato dai legali, “formalmente non hanno alcun valore”.
La Mannarino ha infatti precisato che ogni dichiarazione, per avere effettiva validità, deve essere rilasciata solo ed esclusivamente in presenza del difensore, il che ancora non si è verificato.
Numerose le prove a carico della colpevolezza di Di Profio. Queste le dichiarazioni rilasciate sull’omicidio della stimata professionista, da parte di Giordano, coordinatore delle indagini, durante la conferenza stampa tenutasi stamane. “Abbiamo acquisito una messe di riscontri – ha affermato il Procuratore – e vi dico che c’era anche una telecamera sul posto che ha ripreso l’auto arrivare, auto che poi viene ripresa mentre va via velocemente”. Sulla vettura, così come nell’abitazione di Di Profio, sarebbero state inoltre ritrovate, delle macchie di sangue. Secondo quanto testimoniato dalla moglie del fermato, il piede di porco era inoltre nelle sue disponibilità.
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